SOLIDARIETA' A INDYMEDIA
In occasione delle elezioni americane, i media d'oltreoceano rintronano
sempre più di frequente gli elettori con i duelli tv fra un presidente
guerrafondaio e uno sfidante talmente "pacifista" da essersi vantato di
aver ucciso in guerra più gente lui che tutto lo staff avversario.
Nel frattempo, l'FBI ordina un'operazione liberticida a livello
internazionale che segna un salto di qualità nella repressione del
dissenso e deve far scattare doverosi campanelli d'allarme.
La chiusura, con sequestro di materiali, dei server di Indymedia di
mezzo mondo, non è solo il tentativo di mettere a tacere una voce
scomoda, indipendente, di un network che da sempre dà spazio alle
istanze della sinistra non istituzionale e dei movimenti. E' un vero e
proprio attacco alla libertà di stampa, di espressione, di trasmissione
delle informazioni e del sapere, alla libertà in generale di comunicare
dissenso.
Il quadro si fa sempre più fosco, perché se tutti conosciamo la
"dottrina della paura" applicata dal governo americano dopo l'11
settembre, ed il conseguente restringimento degli stessi ambiti
"democratici" e dello stesso "stato di diritto", questi eventi arrivano
a ricordarci di nuovo che siamo in guerra, ed in guerra ai governi
servono la censura e la repressione del dissenso. A ricordarci che non
è solo un problema del "Patriot Act", ma una tendenza diffusa in tutti
i Paesi cosiddetti "democratici"; fin troppo evidente il
coinvolgimento, nonché il plauso, del governo italiano nei confronti
dell'infame provvedimento.
La Commissione di Corrispondenza della FAI, nell'esprimere la propria
solidarietà ai redattori di Indymedia, protesta contro questo ennesimo
attacco alla libertà di opinione, invitando tutti i libertari, e in
generale tutti coloro che credono nella costruzione di un mondo più
equo, a vigilare, tenendo alta l'attenzione e la mobilitazione. Perché
la storia ci ha insegnato che la reazione, se può agire indisturbata,
cresce: dal chiuderti temporaneamente la bocca a fare di molto peggio
il passo è breve.
Invitiamo altresì tutti i produttori di informazione libera, dal
network internazionale fino al militante che fotocopia due volantini, a
difendere la libertà di espressione nella maniera migliore possibile:
continuando a praticarla quotidianamente.
Reggio Emilia, 12/10/04
La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana.
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