
Benvenut* nel sito della Commissione Antirazzista della FAI.
Qui potrete trovate tutti i materiali da noi prodotti nel corso degli
anni e non solo. Nella sezione archivio
vi sono tutti i nostri volantini, documenti e comunicati divisi per
anno. In articoli
trovate tutti gli scritti apparsi sul settimanale anarchico
"Umanità Nova" riguardanti l'immigrazione e la lotta contro
il razzismo e le frontiere. Inoltre trovate foto,
link utili e altro ancora. Vi invitiamo a
saccheggiare e a diffondere il più possibile i materiali
presenti sul sito.
Per un mondo senza frontiere!
Aggiornamenti
1 marzo 2008
Aggiunti, nella sezione materiali: "Razzismo di Stato" (Dossier con vari articoli presi da "Umanità Nova", curato dalla Federazione Anarchica Torinese) e "Controinchiesta sull'incendio del campo Rom di via Vistrorio a Torino" (Controinchiesta di movimento sul rogo di un campo rom a Torino).
11 febbraio 2008
Solidarietà agli antirazzisti denunciati a Gradisca
Dopo anni di lotte per impedire l'apertura del centro di permanenza
temporanea di Gradisca d'Isonzo, dopo le manganellate davanti ai
cancelli, dopo le menzogne dei politici locali, dopo le rivolte dei
migranti detenuti e le proteste dei richiedenti asilo, la repressione
colpisce ancora chi ha alzato la voce contro questa galera etnica. La
procura di Gorizia ha aperto nuovi procedimenti contro numerosi
militanti antirazzisti: il primo per manifestazione non autorizzata
davanti al Cpt e il secondo conseguente alla diffida fatta del
presidente della cooperativa che gestisce il Cpt, un uomo privo di
senso dell'umorismo visto che ha diffidato chi gli stava simbolicamente
consegnando un foglio di via... dal pianeta Terra!
Queste nuove denunce si sommano alle decine spiccate in questi anni
contro tutti quei soggetti che si sono opposti a questa vergogna.
Fra gli altri, lo scorso 5 febbraio è iniziato il processo
contro otto imputati per "violazione del segreto di stato". L'accusa
è quella di aver diffuso le immagini dei progetti del muro che
è stato eretto davanti al Cpt, un evidente abuso edilizio che
rende, se possibile, ancora più odioso il lager di Gradisca.
Sappiamo bene qual è lo scopo di queste denunce: far tacere le
poche voci contrarie al Cpt, bloccare le iniziative, spaventare coloro
che si avvicinano alle manifestazioni o anche solo prendono in mano un
volantino. Lor signori sappiano però che siamo abituati a queste
minacce. Ma chi ha nel cuore un mondo di liberi ed eguali non scappa di
certo davanti a un foglio del tribunale.
Esprimiamo piena solidarietà a tutti e tutte i compagni e le compagne colpiti dalle denunce e dalle diffide.
Libertà per tutti reclusi nel Cpt!
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
29 novembre 2007
1 dicembre con i migranti in lotta!
Il protocollo tra Ministero dell'interno e Posteitaliane per il
rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno è solo uno dei
tanti ingranaggi burocratici che stritolano le esistenze degli
immigrati nel nostro paese.
Nel solco di una dilagante logica di privatizzazione dei servizi da erogare alla collettività per tagliare le spese e aumentare l'efficienza, lo stato italiano ha deciso quasi due anni fa di regalare alle Poste una lauta occasione di guadagno sulla pelle degli immigrati: settantadue euro da sborsare per ogni lavoratore immigrato che chiede o vuole rinnovare il permesso di soggiorno.
Una cifra da moltiplicare per ogni membro di una famiglia immigrata, una vera e propria rapina ancor più odiosa se si considera che, di fatto, i tempi per il rilascio dei permessi di soggiorno si sono addirittura allungati: per avere le carte in regola può volerci anche più di un anno!
Se non hai il permesso di soggiorno nessuno ti assume; se lavori ma non hai il permesso di soggiorno sei clandestino e non hai diritti.
È così che la precarietà dei lavoratori immigrati è mantenuta a un livello costante proprio per agevolare le esigenze dei padroni. La giornata di mobilitazione del 1° dicembre è un'ulteriore occasione per dimostrare che gli immigrati non sono più disposti a subire passivamente il sopruso quotidiano delle istituzioni che speculano sui loro bisogni e sui loro progetti di vita. L'abolizione del protocollo tra lo stato e le poste è un tassello importante della lotta complessiva per l'abolizione delle leggi razziste e di tutte le norme che impediscono ai migranti la possibilità di vivere e lavorare liberamente in questo paese.
Invitiamo quindi gli anarchici e i libertari a sostenere i migranti
anche in questa mobilitazione, partecipando alle numerose iniziative
che si svolgeranno in tutta Italia il prossimo 1° dicembre.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
27 novembre 2007
Siamo nella Germania nazista? No. Questa è l'Italia democratica
La locandina qui a sinistra è disponibile, in formato PDF, sulla pagina dei materiali.
Da scaricare, stampare e diffondere.
22 ottobre 2007
Per le manifestazioni di Brescia e Roma
Con le manifestazioni di Brescia e Roma del 27 e 28 ottobre è
possibile far ripartire le mobilitazioni antirazziste e dei movimenti
autorganizzati degli immigrati. La stretta repressiva nei confronti dei
migranti è sempre più forte così come la strategia
securitaria che la classe politica nel suo insieme ha fatto sedimentare
nel tempo all'interno del corpo sociale. La paura dello straniero trova
oggi il suo obiettivo migliore nei Rom, assediati dall'odio razzista e
dalla repressione istituzionale e, nel frattempo, la legislazione in
materia di immigrazione sancisce lo sfruttamento della manodopera
immigrata, sempre ricattata dal legame tra permesso di soggiorno e
contratto di lavoro. Solo una forte mobilitazione, autorganizzata e
autogestita, potrà veramente battere le logiche razziste e
securitarie del governo Prodi e delle destre, dello stato italiano e
dell'Unione europea. Invitiamo gli anarchici e i libertari a essere
presenti al fianco degli immigrati per sostenere la lotta solidale per
la libertà e l'uguaglianza contro e oltre ogni frontiera.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
Resoconto della manifestazione (su "Umanità Nova")
Foto dal corteo [sul sito del coordinamento migranti di Bologna]
18 ottobre 2007
ASSASSINI!
In sole 48 ore due immigrati si sono suicidati all'interno del Centro di permanenza temporanea di Modena.
Due ragazzi di 23 e 25 anni si sono impiccati per porre fine alla loro
esistenza segnata dalla brutalità del dominio che costringe gli
immigrati a vivere in una precarietà permanente fatta di
carcerazione, clandestinità, mancanza di ogni diritto
fondamentale. A dir poco agghiaccianti risultano le prime dichiarazioni
di Daniele Giovanardi, presidente della Misericordia che gestisce il
CPT modenese, secondo cui gli immigrati trovano ogni pretesto pur di
inscenare proteste e mettere in cattiva luce la struttura nella quale
sono reclusi. Come se ciò non bastasse, le incredibili posizioni
espresse dal Centrodestra modenese a poche ore dalla tragedia si
distinguono per infamia e insensibilità perché non fanno
altro che puntare il dito contro gli immigrati invocando più
polizia e più repressione all'interno del CPT.
I suicidi di Modena rappresentano forse, per gravità e vergogna,
l'evento più triste e pesante nella storia delle leggi razziste
italiane (Turco-Napolitano e Bossi-Fini) dopo il massacro del CPT
"Serraino Vulpitta" di Trapani in cui persero la vita sei immigrati che
tentavano di scappare dal lager siciliano. Oggi come allora, il paese
è governato da una coalizione di Centrosinistra, e i morti di
Modena sono - ancora una volta - morti che gravano sull'operato e le
scelte politiche del Centrosinistra. I Centri di permanenza temporanea
si confermano luoghi abietti di internamento in cui la stessa fiducia
nella vita e nel futuro viene spazzata via dalla minaccia
dell'espulsione e dall'infame marchio della clandestinità che
pesa come un macigno nel cuore di chi ha investito mezzi e risorse per
emigrare e vivere una vita migliore. Con i morti di Modena muore un
altro pezzo dell'umana dignità, quotidianamente vilipesa dal
potere dei governi, degli stati e delle frontiere.
Ancora una volta si muore di immigrazione, e questa tragedia si
aggiunge allo stillicidio di lutti che scandiscono da anni la
normalità del razzismo di Stato che si esprime nelle frontiere,
negli spazi di eccezione, nei campi di internamento, nelle espulsioni,
nelle deportazioni di massa, nello sfruttamento dei lavoratori
immigrati, nella criminalizzazione degli stranieri. La
responsabilità politica dei suicidi di Modena, così come
di ogni tragedia legata all'impossibilità di vivere degnamente
la vita a causa di leggi e normative discriminanti, va ascritta al
governo italiano e a tutto l'apparato politico e gestionale che ha
inventato, mantenuto e foraggiato il sistema repressivo nei confronti
degli immigrati.
Per fare fronte a questo degrado è assolutamente necessario
rilanciare una mobilitazione permanente e autorganizzata per
l'immediato abbattimento della legge Bossi-Fini, del suo impianto
originario riconducibile alla legge Turco-Napolitano, e di tutto
l'apparato normativo che costringe alla clandestinità migliaia e
migliaia di donne e uomini. È di vitale importanza riprendere
una campagna politica, intransigente e a viso aperto, per la chiusura
definitiva dei Centri di permanenza temporanea e per l'affermazione dei
diritti fondamentali di ogni donna e ogni uomo a partire dalla
libertà di movimento.
Ribadiamo che ogni risultato concreto nelle lotte per l'emancipazione e
la giustizia sociale passa attraverso la capacità degli oppressi
e degli sfruttati di agire direttamente per il miglioramento delle
proprie condizioni e per la conquista degli obiettivi prefissati:
l'autogestione delle lotte e l'autonomia da qualunque burocrazia
partitica, autoritaria e governativa sono condizioni imprescindibili se
davvero si vuole cambiare l'attuale condizione degli immigrati in
Italia e in Europa. Nell'esprimere il nostro profondo cordoglio per i
morti di Modena, ribadiamo il nostro impegno nelle lotte per
l'uguaglianza e la libertà di tutte e tutti, per
l'autorganizzazione degli immigrati, per l'indipendenza del movimento
antirazzista, contro la cultura della morte di cui sono fautori gli
stati e il capitalismo.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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16 ottobre 2007
Solidarietà ai ROM di Torino
Esprimiamo piena solidarietà ai sessantuno Rom, donne uomini
e bambini, fatti oggetto di un attentato incendiario avvenuto nella
notte tra il 13 e il 14 ottobre alla periferia di Torino.
Fortunatamente, tutti si sono salvati ma hanno perso tutte le loro
cose. Chiunque si sia reso responsabile di questa vergognosa
intimidazione - che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia di
vaste proporzioni - ha di fatto suggellato un lungo periodo di
sgomberi, minacce e provocazioni ai danni dei Rom, sempre più
schiacciati dal clima xenofobo e reazionario alimentato
dall'amministrazione Chiamparino e dai mezzi di comunicazione.
Più in generale, la tendenza alla repressione istituzionale
contro i Rom troverebbe la sua realizzazione nell'imminente "pacchetto
sicurezza" voluto dal ministro dell'interno Amato in cui si prevedono
espulsioni e deportazioni di Rom per semplici ragioni di ordine
pubblico e in palese dispregio degli stessi diritti borghesi per i
quali i Rom rumeni godono a pieno titolo della cittadinanza europea.
Questa pesante atmosfera di sospetto e ostilità che ormai da
mesi dilaga esponenzialmente in tutta Italia nei confronti del popolo
Rom può essere spezzata solo dalla solidarietà e dalla
capacità di andare ben oltre le generalizzazioni, i luoghi
comuni e le infamie di cui si serve il potere per isolare e
criminalizzare gli oppressi e tutti i soggetti marchiati come
pericolosi.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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26 settembre 2007
Gradisca: liberi tutti, chiudere il cpt!
Il nuovo tentativo di fuga di massa (il terzo in un mese), sedato a
colpi di lacrimogeni che hanno anche intossicato una bambina, dei
migranti reclusi nel Centro di Permanenza Temporanea di Gradisca
è il segnale che anche nel più grande e moderno dei nuovi
campi di concentramento presenti in Italia le contraddizioni stanno
esplodendo e la rabbia sale. Il CPT di Gradisca è l'esempio
più eclatante di come questi luoghi di internamento siano
irriformabili e che sia insopportabile esservi rinchiusi dopo essere
fuggiti dalla miseria, dalla guerra, dalle persecuzioni se non dalla
morte certa. Esplode finalmente sotto gli occhi di tutti quello che i
movimenti antirazzisti che in questi anni si sono battuti contro questo
orrore hanno sempre detto: non sono le celle colorate di arcobaleno o
qualche grata in meno a cambiare la natura di questi luoghi di
prigionia! Gli immigrati tentano di fuggire (e per fortuna spesso ci
riescono), si ribellano e urlano a gran voce la loro disperazione con
buona pace della commissione De Mistura che aveva definito "ottimo" il
CPT di Gradisca. Per sabato 29 settembre i movimenti antirazzisti (fra
cui gli anarchici) presenti sul territorio hanno indetto un presidio
davanti al CPT per comunicare con i migranti e fargli sentire la nostra
solidarietà. Invitiamo tutti a essere presenti e a rilanciare
ovunque la lotta contro i centri di permanenza temporanea. Liberi/e
tutti/e!
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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19 agosto 2007
IL BUIO DELLA STORIA
Nonostante le iniziali minimizzazioni da parte di inquirenti e forze
dell'ordine, sembra che il rogo di Livorno in cui hanno perso la vita
quattro bambini Rom abbia avuto un'origine dolosa così come
denunciato da subito dai genitori dei bambini e da altri testimoni.
Inoltre, una vergognosa lettera di rivendicazione infarcita di odio e
razzismo confermerebbe che quella di Livorno è una tappa della
campagna di violenza xenofoba che infesta ormai da tempo tutto il
paese. Alla luce di ciò, l'incredibile sequenza di attentati
incendiari contro obiettivi della comunità mussulmana come
moschee o centri di aggregazione in Lombardia (Milano, Abbiategrasso,
Segrate, Brescia) va considerata nell'ambito di una pericolosissima
strategia della tensione con cui intimidire la comunità islamica
e innescare anche nel nostro paese un meccanismo di diffidenza e
terrore reciproci tra italiani e immigrati. Questi attacchi razzisti
danno corpo all'allarmismo sociale e al terrorismo culturale agitato
non solo dalle destre reazionarie e xenofobe ma anche dalla classe di
governo di centrosinistra che per mezzo del ministero dell'interno non
ha esitato a trattare i mussulmani residenti in Italia come potenziali
terroristi da schedare su tutto il territorio nazionale attraverso un
improbabile censimento delle moschee da dividere pretestuosamente in
"buone" e cattive". Analogamente, le dichiarazioni del presidente del
consiglio Romano Prodi all'indomani della tragedia di Livorno
dimostrano che il governo italiano si rifiuta di impegnarsi
concretamente sul tema dei diritti delle minoranze etniche alimentando
incomprensioni e pregiudizi sui Rom, liquidati come un "problema
complicato" di impossibile soluzione. Chi oggi si arma per portare a
compimento assalti razzisti lo fa perché può contare
sulla legittimazione che la classe politica del paese gli conferisce
quotidianamente con tutto il corollario di provvedimenti e
dichiarazioni che mirano a criminalizzare qualunque diversità:
retate anti-immigrati, deportazioni, detenzioni nei CPT fino ad
arrivare a deliranti proposte di pulizia etnica nei confronti degli
omosessuali. È necessario contrastare e stroncare ogni rigurgito
razzista, fascista e autoritario teso ad alimentare diffidenza e
pregiudizi nei confronti di comunità etniche e religiose.
Bisogna vigilare affinché non si ripetano episodi gravissimi
come quello di Livorno né vanno sottovalutate le manifestazioni
più o meno palesi di intolleranza e violenza razzista
poiché l'unico interesse di chi fomenta le discriminazioni
razziali e le guerre di religione è quello di mantenere e
perpetuare le ingiustizie sociali e i privilegi di chi detiene il
potere. Se oggi qualcuno si è messo in testa di seminare il
terrore tra gli immigrati significa che il buio della storia ottenebra
ancora la nostra società e non accenna a scomparire. Non
dobbiamo permetterlo.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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29 luglio 2007
Rivolta a Bari
Ieri, 29 luglio, più di cento immigrati detenuti nel Centro di
permanenza temporanea di Bari hanno dato vita a una rivolta che ha
portato alla libertà di più di trenta persone. La
battaglia che si è consumata all'interno del CPT, con feriti e
contusi sia tra gli immigrati sia tra le forze dell'ordine, ripropone
con assoluta chiarezza il livello di conflittualità espresso
dagli immigrati, vittime delle leggi razziste italiane ed europee, che
sempre più di frequente insorgono contro la prigionia nei centri
di tutta Italia.
Chi scappa dalla miseria, dalla precarietà o dalle guerre non
può concepire questa carcerazione razzista né può
tollerare la prospettiva di un'espulsione o del rimpatrio perché
questo significherebbe tornare a condizioni di vita insopportabili. Fin
tanto che gli immigrati saranno costretti a subire questa ingiustizia,
episodi di questo tipo saranno sempre attuali e diffusi perché
la libertà è troppo preziosa per potervi rinunciare.
Solidarietà ai migranti in fuga dal CPT di Bari e da tutti i CPT!
Nessuno è clandestino!
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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22 luglio 2007
Nottetempo, casa per casa
La sentenza di primo grado del processo agli anarchici leccesi
arrestati nell'ambito dell'operazione "Nottetempo" riassume nella sua
intrinseca debolezza e nelle sue numerose contraddizioni la
volontà chiaramente politica di ritorcere contro gli imputati la
vendetta delle istituzioni contro chi lotta per una società
libera dalle frontiere, dai centri di permanenza temporanea e per la
solidarietà tra gli sfruttati. Come in molte altre analoghe
vicende giudiziarie, l'accusa di associazione sovversiva si è
facilmente sgretolata dando spazio a una generica condanna per
associazione a delinquere comminata contro quattro degli imputati (otto
anarchici sono stati invece assolti) per reati oggettivamente
pretestuosi, come manifestazioni non autorizzate, presunte istigazioni
a delinquere nei confronti degli immigrati detenuti nel CPT di Lecce,
una scritta murale, diffamazione.
Questa volontà persecutoria nei confronti degli anarchici di
Lecce non può nascondere gli abusi, le violenze e le
sopraffazioni perpetrate per anni all'interno del Centro di permanenza
temporanea "Regina Pacis" da don Cesare Lodeserto, dai suoi
collaboratori del personale medico e da agenti delle forze dell'ordine,
tutti responsabili - e, tra l'altro, condannati - per aver creato in
quel CPT delle condizioni infernali di abuso fisico e psicologico ai
danni degli immigrati, violenze puntualmente denunciate proprio dagli
anarchici che subiscono ora una condanna inequivocabilmente politica e
ai quali va la nostra solidarietà. Mentre lo stato scatena la
sua repressione riducendo le lotte per la libertà di movimento a
mere questioni di rilevanza penale, alle frontiere della Fortezza
Europa si continua a morire nel giornaliero bollettino di guerra
dell'immigrazione. Naufragi, morte e disperazione sono il prodotto
delle politiche razziste e sicuritarie degli stati che esercitano il
loro imperio attraverso la chiusura delle frontiere e il costante
ricatto della clandestinità: un quotidiano terrorismo e una
quotidiana delinquenza di cui sono vittime tutti gli immigrati e tutti
gli oppressi.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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4 luglio 2007
7 Luglio a Bologna
La manifestazione del 7 luglio indetta dal Coordinamento migranti di
Bologna e provincia contro le vergognose procedure per le richieste di
permesso di soggiorno gestite da Posteitaliane è un'altra
importante tappa nella lotta portata avanti dagli immigrati a Bologna,
e non solo. Di fronte alle politiche del governo di centrosinistra che
con il disegno di legge delega Amato-Ferrero torna a confermare
pienamente la logica di discriminazione e sfruttamento che sta dietro
all'attuale normativa razzista in materia di immigrazione, occorre
rilanciare in tutti i territori le lotte autorganizzate. Sono proprio
l'autorganizzazione degli stessi immigrati, la loro presa di coscienza
e l'azione diretta gli strumenti migliori per contrastare non solo le
politiche razziste ma anche la sindrome securitaria e le pulsioni
xenofobe sempre più presenti nel corpo sociale del paese.
È necessario ripartire dalla lotta solidale per la
libertà di movimento, contro la precarietà, contro il
lavoro nero, per il diritto alla casa, alla salute, all'istruzione,
senza mediazioni e nel segno di un nuovo protagonismo di tutti i
migranti e di tutti gli sfruttati.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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Comunicato stampa
Basta pagare per restare!
Centinaia di migranti hanno attraversato oggi il centro di Bologna al
grido "Basta pagare per restare!", per protestare contro il sistema di
rinnovo dei permessi di soggiorno alle Poste e contro la legge
Bossi-Fini. I migranti hanno sfilato in catene, per mostrare la
situazione cui la legge Bossi-Fini vuole costringerli, reggendo uno
striscione che denunciava: "Poste: Governo ladro!". Raggiunta la sede
centrale delle Poste, i manifestanti hanno strappato centinaia di
fac-simile del modulo da compilare per il rinnovo per dire: "Basta
chiedere il permesso!". Il corteo ha poi percorso via Rizzoli, mentre
decine di donne e uomini hanno preso parola per denunciare la rapina
delle Poste, il ricatto del contratto di soggiorno per lavoro, la
minaccia dei Cpt, il furto dei contributi dei migranti. Arrivati in
Prefettura, una delegazione ha incontrato i rappresentanti del Governo
per consegnare loro una lettera (il cui testo riportiamo in calce)
indirizzata ai ministri Amato e Ferrero. I migranti hanno portato
ancora in piazza la loro rabbia, rilanciando la necessità di una
mobilitazione a livello nazionale che sappia affermare con forza le
loro rivendicazioni!
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia Per informazioni:
www.coordinamentomigranti.splinder.com (Dove sono già pubblicate
alcune foto)
coo.migra@yahoo.it
3287727555
Le sottoindicate associazioni di migranti ai Ministri Giuliano Amato e Paolo Ferrero.
Signori Ministri!
Noi migranti di Bologna e provincia siamo obbligati, oggi 7 luglio
2007, a scendere in piazza per la terza volta in anno perché non
possiamo accettare le condizioni in cui dobbiamo vivere e lavorare.
Sappiamo che dovreste già conoscere la situazione di migliaia di
lavoratrici e lavoratori migranti sottomessi in Italia al giogo della
legge Bossi Fini. Avevate promesso di cancellarla entro i primi cento
giorni del Vostro governo e invece siamo ancora qui, obbligati a
subire, obbligati a chiedere. Il ricatto del contratto di soggiorno ci
impone condizioni salariali inaccettabili e ci espone a ogni forma di
insicurezza, visto che per noi la minaccia di licenziamento significa
anche il rischio della detenzione in un centro di permanenza temporanea
e dell‚espulsione. Noi siamo nella paradossale situazione di
essere ricattati da una legge che, sotto la bandiera della lotta alla
clandestinità, non fa altro che produrla, autorizzando il nostro
sfruttamento. La forma della nostra precarietà è la
clandestinità. Nonostante tutto questo noi non possiamo tacere,
non possiamo smettere di rivendicare i nostri diritti, non possiamo
essere clandestini politicamente prima ancora che legalmente, non
possiamo rinunciare a ogni progetto di vita. Noi non possiamo accettare
il sistema di rinnovo del permesso di soggiorno alle Poste. Lei stesso,
signor Ministro Amato, lo ha definito una rapina. Noi aggiungiamo che,
poiché questo sistema è stato introdotto per decreto,
potrebbe già essere abrogato attraverso un Suo decreto. Questo
sistema cancella ogni forma di responsabilità politica: le
competenze in merito alla concessione del permesso di soggiorno sono
ancora demandate alle Questure, le quali si dichiarano sistematicamente
"innocenti" per i ritardi nella consegna dei permessi stessi; il Vostro
Governo e le Prefetture si dichiarano estranei a ciò che
evidentemente considerano un mero disguido amministrativo; tutto il
peso di questa situazione viene così scaricato su
un‚impresa privata, le Poste italiane s.p.a. Presi nel mezzo di
questo balletto irresponsabile, noi continuiamo a pagare 72 euro per
ogni rinnovo e, come Voi sapete, questa cifra deve essere moltiplicata
per ogni membro della famiglia a ogni rinnovo del permesso di soggiorno.
Noi non possiamo pagare per aspettare permessi che non arrivano e che
hanno termini sempre più brevi. Noi non possiamo pagare per
avere in mano solo una ricevuta che, nonostante le direttive
ministeriali, non consente di trovare lavoro né di muoversi. Noi
non possiamo accettare il furto legalizzato dei nostri contributi. La
legge Bossi-Fini impedisce di ritirare i contributi versati, sia a chi
viene espulso dopo anni di lavoro in Italia, sia a chi decide di
tornare nei paesi d‚origine o di andare altrove. La Vostra
proposta di legge su questo punto tace. Noi invece non possiamo tacere
un momento di più:
Noi vogliamo la fine immediata delle procedure di rinnovo alle Poste e
il decentramento delle competenze ai comuni! Noi vogliamo
l‚abrogazione della legge Bossi-Fini, la rottura del legame tra
soggiorno e lavoro, la chiusura dei CPT! Noi vogliamo poter ritirare i
nostri contributi se decidiamo o siamo obbligati a lasciare questo
paese!
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia, Ass. Pandora; Ass. Sopra i
Ponti; HILAL - Ass. Sportiva Marocchina, Barricella; Comunità
Congolese Emilia Romagna; Jubbo - Ass. Senegalese, Sant‚Agata
Bolognese; Ass. Bangladesh, Bologna; Ass. 3 Febbraio; Ass. El Rahma,
Dozza; Ass. Integrazione Vera; Ass. Senegalese Kocc Barma, Calderara;
Ass. culturale Press Afric, Zola Predosa; AIAB - Ass. Immigrati
Appennino Bolognese; Ass. Arabi Siriani; Ass. Interculturale Di Mondi;
Convergenza e Dialogo tra culture; Ass. Latino Americana, Rimini;
Comunità Nigeriana di Bologna; Ass. ANASSIM - Donne Native e
Migranti delle due Sponde del Mediterraneo; Ass. La Jeunesse Marocaine.
5 giugno 2007
VENEZIA: PROVE TECNICHE DI PARTITO DEMOCRATICO
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli immigrati e ai
compagni/e della Rete Antirazzista attaccati ieri a Venezia dalle forze
del disordine di fronte al municipio durante una manifestazione
pubblica ed esigiamo l'immediata liberazione di Abdoulaye, arrestato
dalla polizia.
L'amministrazione comunale di Venezia, guidata dal "progressista"
Massimo Cacciari, esponente di punta del nascente Partito Democratico,
risponde in questo modo alle rivendicazioni dei lavoratori immigrati
sempre più vessati da retate, cacce all'uomo e violenze di ogni
tipo perpetrate dagli apparati repressivi in ossequio alla politica di
tolleranza zero voluta da chi governa la città lagunare.
Questo ennesimo, vergognoso episodio dimostra una volta di più
il respiro corto della classe dirigente del paese che vorrebbe
liquidare le lotte sociali con la repressione, agitando politiche
securitarie che terrorizzano l'opinione pubblica e criminalizzano il
dissenso.
Siamo certi che la lotta dei lavoratori e dei venditori ambulanti
immigrati di Venezia non si fermerà neanche questa volta,
perché la lotta per libertà e dignità di tutti e
tutte non può essere arrestata!
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
23 febbraio 2007
MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI
La
manifestazione dei migranti, indetta dalle associazioni e dal
Coordinamento migranti di Bologna e provincia e da noi sostenuta, ha
avuto una buona riuscita, nonostante il boicottaggio messo apertamente
in campo da parte della C.G.L. locale. Alcune centinaia di migranti
hanno percorso questa mattina le vie del centro di Bologna raggiungendo
gli obiettivi che si erano prefissati e manifestando con rabbia e
decisione la loro ferma volontà di lottare contro leggi che
legano il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, contro i C.P.T.
e ogni possibile forma di detenzione, contro la rapina del rinnovo del
permesso alle poste, per il rimborso dei contributi versati, in una
parola, per la libertà dei migranti. Anche di fronte alla Camera
del lavoro è stata letta la piattaforma di lotta ed è
stato chiesto ai confederali di ritirare la firma di accordo col
governo e di riprendere piuttosto la lotta per i diritti negati. La
manifestazione si è conclusa alla prefettura dove una
delegazione è stata ricevuta dalle autorità. Come un
nostro compagno ha detto nel corso dei comizi le lavoratrici ed i
lavoratori anarchici e l'U.S.I. - A.I.T. esultano per la buona riuscita
di questa iniziativa di lotta autogestita, retta unicamente sulle forze
autonome del coordinamento e delle associazioni, a testimonianza che la
volontà di radicale trasformazione dell' esistente può
essere espressa al di fuori della nociva intermediazione di partiti e
sindacati che ne mitighino i contenuti e che pieghino le vite alle
necessità dei padroni e dei governi.
Unione Sindacale Italiana - Associazione Internazionale dei Lavoratori. (Bologna)
Federazione Anarchica Italiana. (Bologna)
L'appuntamento di Bologna del 24 febbraio
La manifestazione indetta dal Coordinamento migranti di Bologna per
il prossimo 24 febbraio è un appuntamento importantissimo per
rilanciare la mobilitazione di tutti gli immigrati che in piena
autonomia continuano a rivendicare il diritto alla libertà di
vivere e lavorare dignitosamente nel nostro paese.
Di fronte alle ambiguità politiche di un governo che attraverso
il rapporto della Commissione ministeriale sui CPT ha ribadito la
necessità dell'esistenza dei lager per immigrati e dello stretto
legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno, (che si
aggiungono alla rapina del rinnovo alle poste), solo la chiarezza e
l'immediatezza delle lotte autorganizzate possono spazzare via i
tentativi di intorbidimento e cooptazione delle mobilitazioni nel
pericoloso alveo della compatibilità e della rinuncia a un
cambiamento radicale dell'esistente.
Continueremo quindi a sostenere le lotte autonome ed autogestite del
Coordinamento migranti di Bologna ed invitiamo tutte e tutti a una
partecipazione massiccia e solidale alla manifestazione del 24 febbraio
a Bologna.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI DI BOLOGNA E PROVINCIA
SABATO 24 FEBBRAIO ORE 10:00
Piazza XX Settembre - Bologna
Per rivendicare:
- la fine immediata della rapina delle Poste
- la restituzione dei contributi quando lasciamo questo paese e il recupero dei contributi di chi è stato espulso in quesi anni
- l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro
- una regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario
- la fine del regime delle quote e il rilascio immediato di tutti i permessi legati ai flussi
- il decentramento delle competenze ai comuni
- la reale chiusura di tutti i CPT e la fine di ogni altra forma di detenzione amministrativa
PER INFORMAZIONI E ADESIONI
coo.migra@yahoo.it - tel. 328 77 27 555
http://www.coordinamentomigranti.splinder.com/
LISTA ADESIONI AGGIORNATA AL 20/01
Coordinamento Comunità Immigrate di Palermo; Ass. Unione Latino
Americana di Rimini; Ass. Somali in Emilia Romagna; Ass. Interculturale
"Di Mondi"; Hilal Ass. Sportiva Marocchina Baricella; AIAB associazione
immigranti appennino bolognese; Comunità Congolese Emilia
Romagna; Jubo Ass. Senegalese Sant'Agata; Ass. Sopra i Ponti;
Comunità Peruviana Bologna; Associazione Pandora; Ass.
Bangladesh Bologna; Ass. Skanderberg; Ass. Antirazzista Interetnica 3
febbraio; Ass. Islamica "Al Ma Rifa"; Ass. Costa D'Avorio Bologna; Ass.
Mediazione Interculturale Servizi Sanitari; Ass. La Jeunesse Marocaine;
Ass. Senegalese Kocc Barma Calderara; A.A.R.I. Associazione Angolani
residenti in Italia Ozzano; Ass. Marocchina El Amal; Ass. Cittadini
algerini; Ass. Tunisina 7 novembre; A.C.U.S.B.O. Associazione Culturale
Somala di Bologna; AMI.CAM.BO. Amici Camerunensi e Bolognesi;
Ass. Culturale Iraniana; aSS. "El Rhama", Ass. Integrazione Vera;
Covergenza e Dialogo Culturale; Harambè.
CONVOCAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE:
Dopo molte assemblee a Bologna e provincia, noi lavoratrici e
lavoratori migranti abbiamo deciso di organizzare una grande
manifestazione per il 24 febbraio.
Sta per uscire una nuova legge e intanto noi affrontiamo ogni giorno i
vecchi soprusi, viviamo lo stesso sfruttamento. Noi pensiamo che
nessuno possa parlare al nostro posto e abbiamo deciso di dire alla
città, ai sindacati e al governo che cosa vogliamo:
Pretendiamo di essere liberi di muoverci, senza perdere i contributi
versati dopo anni di lavoro se veniamo espulsi o decidiamo di lasciare
questo paese. Vogliamo poter uscire dall'Italia e ritornare senza che
un permesso di soggiorno fermo in attesa di rinnovo da mesi ce lo
impedisca. Vogliamo la chiusura immediata dei Centri di Permanenza
temporanea (CPT) e la fine di ogni detenzione amministrativa.
Esigiamo il diritto di restare e di poter scegliere di cambiare lavoro
senza rischiare di diventare clandestini. Vogliamo lottare contro lo
sfruttamento sui luoghi di lavoro (nelle case, nelle fabbriche e nelle
cooperative), senza subire il ricatto dei padroni che approfittano del
legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Vogliamo
organizzare e progettare liberamente le nostre vite, senza dipendere da
un permesso di soggiorno che può essere in ogni momento
rifiutato o ritirato.
Non possiamo accettare che la Prefettura e la Questura di Bologna se ne
lavino le mani, mentre migliaia di permessi sono fermi da mesi, e le
richieste legate alle quote sono bloccate a causa dell'assoluta
inefficienza dello Sportello Unico. E intanto le file per il ritiro
continuano!
Non accettiamo più di essere rapinati con sanatorie, quote
flusso, rinnovo dei permessi alle Poste. Il governo ci costringe a
pagare un'azienda privata, le Poste SpA, per vedere sbrigate le
pratiche necessarie: basta mettere le mani nelle tasche dei migranti!
Paghiamo le tasse e versiamo i contributi come tutti, ma se lasciamo
questo paese i nostri soldi spariscono!
Vogliamo sapere perché, anziché lottare, i sindacati
confederali CGIL-CISL-UIL hanno firmato un protocollo d'intesa per la
compilazione dei moduli per il rinnovo alle Poste: ci spiegano come
funziona il nostro sfruttamento e gestiscono le pratiche come se fosse
normale per un lavoratore pagare e tacere per poter restare in questo
paese. Intanto le file si sono spostate dalla questura agli uffici
stranieri dei sindacati!
Adesso basta! Il 24 febbraio con i nostri amici, i nostri compagni di
lavoro e le nostre famiglie andremo da piazza XX Settembre alla
Prefettura, passando davanti all'INPS e ai sindacati per dire
chiaramente quello che NOI VOGLIAMO!
20 gennaio 2007
Insulti e manganellate
Insulti e manganellate. Questo il trattamento riservato dalle forze
dell'ordine agli antirazzisti che hanno partecipato al presidio di
solidarietà alla comunità bengalese di Roma dopo la
tragedia avvenuta nel quartiere Esquilino. Il 13 gennaio in una casa di
via Buonarroti una madre e un figlio di nazionalità bengalese
sono morti mentre cercavano di scampare a un incendio scoppiato
nell'appartamento in cui vivevano con altre dodici persone. Al momento,
l'unica cosa certa è che un presidio antirazzista è stato
caricato brutalmente dalla polizia che ha mandato quindici persone al
pronto soccorso e mentre i mezzi di comunicazione si sono affrettati a
minimizzare la vicenda nonostante la pronta mobilitazione della
comunità bengalese che ora rivendica il rispetto dei propri
diritti. È ben noto che Roma - al pari di molte altre grandi
città italiane - è diventata inaccessibile per tutti i
lavoratori o per tutti quelli che vivono in condizioni di disagio. I
prezzi degli affitti sono ormai insostenibili, un vero e proprio racket
gestito da padroni di casa che non esitano a stipare nei loro
appartamenti 15-20 persone tutte insieme. E, il più delle volte,
i padroni di casa sono italiani. Nell'esprimere la nostra
solidarietà a Babul e Hassan Begum, per la perdita di Mary e
Hasib, e a tutte le comunità di immigrati che quotidianamente
vivono nella precarietà e nello sfruttamento, denunciamo la
repressione poliziesca scatenata contro gli antirazzisti romani in una
città che è molto meno patinata e pirotecnica di quanto
il mediatico Walter Veltroni vorrebbe far credere.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
28 dicembre 2006
Sono trascorsi sette anni dalla strage del Centro di permanenza temporanea "Serraino Vulpitta" di Trapani.
La guerra all'immigrazione iniziata dal Centrosinistra con la promulgazione della legge Turco-Napolitano ha affinato metodi e strategie con l'applicazione della Bossi-Fini da parte del Centrodestra, e in tutti questi anni la sistematica negazione della libertà e dei diritti fondamentali delle persone è stata la linea di condotta di tutti i governi, senza distinzioni. Oggi, il Centrosinistra è tornato a governare confermando un indirizzo politico all‚insegna della repressione dei migranti arricchita da una serie di bugie e ipocrite messinscene.
Di tutte le falsità sbandierate dal governo Prodi per accreditarsi quale esecutivo sensibile ai temi dell‚immigrazione e dell‚antirazzismo, quella dell'istituzione di una commissione ministeriale per vigilare sullo stato dei CPT italiani è sicuramente la più irritante. Con questo espediente il governo ha fatto credere di voler fare luce sulla gestione dei CPT e ha coinvolto nell‚operazione associazioni e individui appartenenti al variegato movimento antirazzista. Un'ottima mossa per congelare l'opposizione sociale, mettere la briglia ai movimenti e criminalizzare chi non si presta a questa pantomima del controllore che controlla se stesso.
E intanto il ministro Amato lo ha detto chiaramente: i CPT non si chiudono.
Ma dal "Vulpitta" di Trapani gli immigrati continuano a scappare, continuano a farsi del male per poter uscire, continuano a cercare la libertà negata. Nell‚ultimo anno è successo un po' di tutto, ma i rappresentanti del governo venuti a Trapani per visitare la struttura non hanno battuto ciglio promuovendo a pieni voti il campo di internamento. Lo ha fatto il sottosegretario Lucidi (DS), e lo ha fatto il presidente della commissione De Mistura.
Nel frattempo, in tutta Italia il dramma dell'immigrazione miete costantemente le sue vittime. Qualche mese fa a Licata un muratore rumeno, Mircea Spiridon, è rimasto due giorni sotto le macerie del cantiere crollato in cui lavorava perché il suo italiano e sicilianissimo padrone - che lo sfruttava in nero, da clandestino - negava che ci fossero operai lì quel giorno. All'inizio di dicembre, ad Ancona, due bosniaci sono morti asfissiati dentro un tir nel quale si erano infilati per oltrepassare la frontiera ed entrare in Italia. Nello stesso giorno, un immigrato bulgaro si è impiccato dentro al CPT di Lamezia.
Tutte queste morti continuano a gravare interamente sulle spalle di chi oggi detiene il potere in Italia e in Europa. Le possibilità di entrare regolarmente in Italia e avere un permesso di soggiorno sono minime, praticamente inesistenti: si chiede a chi cerca un lavoro di dimostrare di avere già un lavoro; si chiede a chi scappa dalla guerra di dimostrare di avere già una casa; si chiede a chi cerca il minimo per vivere di dimostrare di avere già tutto.
Gli immigrati sono condannati alla clandestinità
perché così sono più ricattabili e sfruttabili dai
padroni e dalle mafie: non possono difendere i loro diritti
perché è come se non esistessero. Lo Stato procura ai
datori di lavoro masse di manodopera a costo zero da impiegare nelle
nostre campagne, sui nostri pescherecci, nei nostri cantieri.
Più sono clandestini e più sono schiavi. Più sono
braccati e più fanno comodo al capitale.
Quasi dieci anni di lotte contro i CPT e per la libertà di
movimento sono serviti a sviluppare ovunque esperienze di
autorganizzazione, di azione diretta, di solidarietà concreta
fra italiani e immigrati a partire dal principio che i diritti che
rivendichiamo per gli immigrati sono i diritti che rivendichiamo per
tutti poiché precarietà, sfruttamento e
flessibilità sono problemi che riguardano tutti quanti i
lavoratori, senza distinzioni.
I tentativi del governo Prodi di spacciarsi come governo umanitario che da un lato promette maggiori diritti e dall'altro dimostra di voler continuare la repressione sugli immigrati, confermano chiaramente quello che gli anarchici dicono da sempre: non ci sono governi amici.
Solo su una cosa potranno contare i lavoratori, gli sfruttati, gli oppressi, i migranti e i senza potere: su loro stessi e sulla loro volontà di disertare i meccanismi della rappresentanza e della delega per ribaltare radicalmente lo stato di cose presenti. Soltanto così è possibile costruire una società di liberi ed eguali in cui ogni catena sarà spezzata e ogni frontiera sarà abbattuta.
Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici - Sezione di Palermo
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
Appello e adesioni alla manifestazione
Resoconto della manifestazione


