
Volantone antirazzista
I testi pubblicati sul volantone antirazzista.
- Né dio, né allah (religione e razzismo)
- Lavoratori usa e getta: una legge per i padroni (commento alla Bossi-Fini)
- Senza stati né confini nessuno è clandestino
- Internazionalisti, anarchici, senza patria
- Siamo tutti fuorilegge
5. Diritti e razzismo
La solidarietà degli individui si fonda sul movimento di rivolta, e questo, reciprocamente, solo in tale complicità trova giustificazione. (A.Camus)
Vivere in Italia per i migranti e i profughi è inaccettabilmente difficile, ne siamo consapevoli.
Soltanto approdare sul territorio nazionale è un'impresa costosa e piena di rischi, come testimoniano le stragi avvenute nei nostri mari in cui sono annegate centinaia di persone colpevoli soltanto di fuggire a guerre, miseria, persecuzioni.
Probabilmente, molti di coloro che giungono nel nostro paese oltre che dalla speranza di trovare un lavoro e una vita migliore, sono mossi dall'illusione di trovare in un paese democratico, quale si dichiara l'Italia, maggiore libertà; in realtà, a partire dal Trattato europeo di Schengen, l'Italia rappresenta nel Mediterraneo soltanto la porta d'accesso ad un società in cui i diritti umani e le libertà sociali sono sistematicamente negati dallo stato di polizia, nei confronti di tutti ma in particolare di quelli che sono stati definiti come "extracomunitari".
Tale discriminazione non riguarda soltanto il diritto alla libera circolazione che teoricamente ogni paese civile dovrebbe garantire ad ogni essere umano, ma si concretizza in modo ancor più pesante nello sfruttamento dei lavoratori immigrati, nella mancanza di case abitabili e a costi possibili, nella carenza dei servizi sociali, ma anche dall'emarginazione a cui sono costretti.
Sul piano culturale, invece di favorire la convivenza interetnica e la reciproca conoscenza, i partiti di Destra e il governo istigano costantemente l'intolleranza, il pregiudizio e la diffidenza, utilizzando il pretesto della criminalità che sarebbe causata dai "clandestini" e quello del terrorismo islamico.
Nel clima culturale determinato dalle continue campagne xenofobe e razziste, è stata possibile la creazione dei Centri di Permanenza Temporanea, autentici campi di detenzione per gli "irregolari" in attesa d'espulsione; in queste strutture, volute dal precedente governo di centro-sinistra e confermate dall'attuale di centro-destra, gli immigrati e i profughi vivono in condizioni denunciate da Amnesty International come violazioni dei diritti umani e sovente si sono registrate vittime, rivolte ed evasioni.
Altrettanto gravemente lesiva della libertà e della dignità individuale appare la schedatura preventiva di massa dei migranti che chiedono di regolarizzare la propria posizione, comprendente anche la fotosegnalazione e il prelievo delle impronte digitali come se si trattasse di criminali.
In tale contesto politico e sociale, non crediamo che le associazioni antirazziste e le comunità degli immigrati possano limitarsi a chiedere alle istituzioni il rispetto dei diritti democratici, proporre nuove leggi o rivendicare il diritto di voto anche per gli immigrati (privilegiando evidentemente soltanto quelli "in regola"), in quanto proprio i governi e i partiti parlamentari sono i responsabili diretti di un sistema discriminatorio fondato sul mito della legalità e sull'illusoria pretesa di poter controllare, contingentare o fermare gli inarrestabili flussi migratori dal sud del mondo.
Affermare oggi il principio di uguaglianza non può che passare attraverso la lotta e la solidarietà, al di fuori dei confini della cosiddetta legalità, nella convinzione non soltanto che per lo Stato siamo tutti potenzialmente dei fuorilegge ma anche che dove c'è autorità non può esserci libertà.

