Volantone antirazzista


I testi pubblicati sul volantone antirazzista.


  1. Né dio, né allah (religione e razzismo)
  2. Lavoratori usa e getta: una legge per i padroni (commento alla Bossi-Fini)
  3. Senza stati né confini nessuno è clandestino
  4. Internazionalisti, anarchici, senza patria
  5. Siamo tutti fuorilegge


3. Sul razzismo


L'ideologia razzista in ogni sua variante è, storicamente, uno strumento di discriminazione per imporre rapporti economici fondati sullo sfruttamento e la dominazioneL'ideologia razzista in ogni sua variante è, storicamente, uno strumento di discriminazione per imporre rapporti economici fondati sullo sfruttamento e la dominazione.

E' stato infatti il razzismo a legittimare, anche culturalmente e sul piano religioso, prima lo schiavismo e poi il colonialismo, con il pretesto di una "missione civilizzatrice" costata infiniti lutti e indicibili sofferenze ai popoli africani, asiatici e latino-americani.

Giustificare le politiche di sfruttamento dettate dal potere economico e i privilegi delle classi dominanti: questo è il vero movente del razzismo.

Secondo le fasi e le epoche storiche, l'ideologia razzista si è strutturata sulla base di tesi diversificate, ma comunque antiegualitarie. Innanzitutto, il razzismo ha affermato la teoria secondo la quale l'umanità è divisibile in gruppi biologici, alcuni dei quali "superiori" ad altri., anche se la scienza ha definitivamente dimostrato che non esistono "razze umane" e che è pura aberrazione la pretesa di catalogare gli esseri umani sulla base di tale pregiudizio. Infatti da un punto di vista genetico, ci possono essere minori differenze tra un abitante del continente africano o asiatico e un "occidentale" che tra due "occidentali".

Strettamente legata all'ideologia razzista vi è quella nazionalista secondo la quale la "patria" è considerata come una comunità organica unica definita dai legami di "Sangue e Suolo", come teorizzato dai nazisti che su tale presupposto fondarono il loro Stato razzista in cui era previsto l'annientamento delle "razze inferiori".

Proprio attraverso la somma del razzismo e del nazionalismo si arriva all'apologia della preferenza nazionale (Prima gli europei, prima gli Italiani, prima i padani...) nell'accesso ai diritti sociali fondamentali quali il reddito o la casa, fatta propria in particolare dalle destre fasciste e populiste.

La rivolta degli anarchici di ogni paese e latitudine è invece contro la divisione in classi della società, tra sfruttati e sfruttatori, aldilà di ogni appartenenza etnica e nazionale.

In quanto internazionalisti e nemici di ogni Stato ci sentiamo dei "senzapatria", consapevoli di appartenere ad una classe sociale -quella dei lavoratori, degli oppressi, dei proletari- con interessi inconciliabili con quelli del Capitale, delle borghesie nazionali e dei padroni di ogni colore.

In questi ultimi anni le contraddizioni che velocemente si sono andate determinando in conseguenza della cosiddetta "globalizzazione" liberista dell'economia, con l'apertura quasi illimitata delle frontiere ai flussi dei capitali e delle merci ma non alle persone, tornano a riproporre l'urgente necessità di sviluppare e coordinare sul piano internazionali tutte le forze dell'opposizione anticapitalistica e tutte le organizzazioni sindacali di classe, contro il tentativo di dividere il movimento operaio e di mettere uno contro l'altro i lavoratori autoctoni e migranti.

Infatti è nostra convinzione che soltanto dall'unione solidale di intenti e d'azione tra quanti si oppongono al dominio del capitale all'interno degli Stati più ricchi, i lavoratori immigrati provenienti dal Sud del Mondo e le resistenze popolari e indigene nei paesi depredati dall'imperialismo, potrà affermarsi la speranza rivoluzionaria di una società in cui donne e uomini possano vivere in libertà e uguaglianza.