
Archivio 2007
29 novembre 2007
1 dicembre con i migranti in lotta!
Il
protocollo tra Ministero dell'interno e Posteitaliane per il rilascio e
il rinnovo dei permessi di soggiorno è solo uno dei tanti ingranaggi
burocratici che stritolano le esistenze degli immigrati nel nostro
paese.
Nel solco di una dilagante logica di privatizzazione dei servizi da erogare alla collettività per tagliare le spese e aumentare l'efficienza, lo stato italiano ha deciso quasi due anni fa di regalare alle Poste una lauta occasione di guadagno sulla pelle degli immigrati: settantadue euro da sborsare per ogni lavoratore immigrato che chiede o vuole rinnovare il permesso di soggiorno.
Una cifra da moltiplicare per ogni membro di una famiglia immigrata, una vera e propria rapina ancor più odiosa se si considera che, di fatto, i tempi per il rilascio dei permessi di soggiorno si sono addirittura allungati: per avere le carte in regola può volerci anche più di un anno!
Se non hai il permesso di soggiorno nessuno ti assume; se lavori ma non hai il permesso di soggiorno sei clandestino e non hai diritti.
È così che la precarietà dei lavoratori immigrati è mantenuta a un livello costante proprio per agevolare le esigenze dei padroni. La giornata di mobilitazione del 1° dicembre è un'ulteriore occasione per dimostrare che gli immigrati non sono più disposti a subire passivamente il sopruso quotidiano delle istituzioni che speculano sui loro bisogni e sui loro progetti di vita. L'abolizione del protocollo tra lo stato e le poste è un tassello importante della lotta complessiva per l'abolizione delle leggi razziste e di tutte le norme che impediscono ai migranti la possibilità di vivere e lavorare liberamente in questo paese.
Invitiamo quindi gli anarchici e i
libertari a sostenere i migranti anche in questa mobilitazione,
partecipando alle numerose iniziative che si svolgeranno in tutta
Italia il prossimo 1° dicembre.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
27 novembre 2007
Siamo nella Germania nazista? No. Questa è l'Italia democratica
La locandina qui a sinistra è disponibile, in formato PDF, sulla pagina dei materiali.
Da scaricare, stampare e diffondere.
22 ottobre 2007
Per le manifestazioni di Brescia e Roma
Con le manifestazioni di Brescia e Roma del 27 e 28 ottobre è
possibile far ripartire le mobilitazioni antirazziste e dei movimenti
autorganizzati degli immigrati. La stretta repressiva nei confronti dei
migranti è sempre più forte così come la strategia
securitaria che la classe politica nel suo insieme ha fatto sedimentare
nel tempo all'interno del corpo sociale. La paura dello straniero trova
oggi il suo obiettivo migliore nei Rom, assediati dall'odio razzista e
dalla repressione istituzionale e, nel frattempo, la legislazione in
materia di immigrazione sancisce lo sfruttamento della manodopera
immigrata, sempre ricattata dal legame tra permesso di soggiorno e
contratto di lavoro. Solo una forte mobilitazione, autorganizzata e
autogestita, potrà veramente battere le logiche razziste e
securitarie del governo Prodi e delle destre, dello stato italiano e
dell'Unione europea. Invitiamo gli anarchici e i libertari a essere
presenti al fianco degli immigrati per sostenere la lotta solidale per
la libertà e l'uguaglianza contro e oltre ogni frontiera.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
Resoconto della manifestazione (su "Umanità Nova")
Foto dal corteo [sul sito del coordinamento migranti di Bologna]
18 ottobre 2007
ASSASSINI!
In sole 48 ore due immigrati si sono suicidati all'interno del Centro di permanenza temporanea di Modena.
Due ragazzi di 23 e 25 anni si sono impiccati per porre fine alla loro
esistenza segnata dalla brutalità del dominio che costringe gli
immigrati a vivere in una precarietà permanente fatta di
carcerazione, clandestinità, mancanza di ogni diritto
fondamentale. A dir poco agghiaccianti risultano le prime dichiarazioni
di Daniele Giovanardi, presidente della Misericordia che gestisce il
CPT modenese, secondo cui gli immigrati trovano ogni pretesto pur di
inscenare proteste e mettere in cattiva luce la struttura nella quale
sono reclusi. Come se ciò non bastasse, le incredibili posizioni
espresse dal Centrodestra modenese a poche ore dalla tragedia si
distinguono per infamia e insensibilità perché non fanno
altro che puntare il dito contro gli immigrati invocando più
polizia e più repressione all'interno del CPT.
I suicidi di Modena rappresentano forse, per gravità e vergogna,
l'evento più triste e pesante nella storia delle leggi razziste
italiane (Turco-Napolitano e Bossi-Fini) dopo il massacro del CPT
"Serraino Vulpitta" di Trapani in cui persero la vita sei immigrati che
tentavano di scappare dal lager siciliano. Oggi come allora, il paese
è governato da una coalizione di Centrosinistra, e i morti di
Modena sono - ancora una volta - morti che gravano sull'operato e le
scelte politiche del Centrosinistra. I Centri di permanenza temporanea
si confermano luoghi abietti di internamento in cui la stessa fiducia
nella vita e nel futuro viene spazzata via dalla minaccia
dell'espulsione e dall'infame marchio della clandestinità che
pesa come un macigno nel cuore di chi ha investito mezzi e risorse per
emigrare e vivere una vita migliore. Con i morti di Modena muore un
altro pezzo dell'umana dignità, quotidianamente vilipesa dal
potere dei governi, degli stati e delle frontiere.
Ancora una volta si muore di immigrazione, e questa tragedia si
aggiunge allo stillicidio di lutti che scandiscono da anni la
normalità del razzismo di Stato che si esprime nelle frontiere,
negli spazi di eccezione, nei campi di internamento, nelle espulsioni,
nelle deportazioni di massa, nello sfruttamento dei lavoratori
immigrati, nella criminalizzazione degli stranieri. La
responsabilità politica dei suicidi di Modena, così come
di ogni tragedia legata all'impossibilità di vivere degnamente
la vita a causa di leggi e normative discriminanti, va ascritta al
governo italiano e a tutto l'apparato politico e gestionale che ha
inventato, mantenuto e foraggiato il sistema repressivo nei confronti
degli immigrati.
Per fare fronte a questo degrado è assolutamente necessario
rilanciare una mobilitazione permanente e autorganizzata per
l'immediato abbattimento della legge Bossi-Fini, del suo impianto
originario riconducibile alla legge Turco-Napolitano, e di tutto
l'apparato normativo che costringe alla clandestinità migliaia e
migliaia di donne e uomini. È di vitale importanza riprendere
una campagna politica, intransigente e a viso aperto, per la chiusura
definitiva dei Centri di permanenza temporanea e per l'affermazione dei
diritti fondamentali di ogni donna e ogni uomo a partire dalla
libertà di movimento.
Ribadiamo che ogni risultato concreto nelle lotte per l'emancipazione e
la giustizia sociale passa attraverso la capacità degli oppressi
e degli sfruttati di agire direttamente per il miglioramento delle
proprie condizioni e per la conquista degli obiettivi prefissati:
l'autogestione delle lotte e l'autonomia da qualunque burocrazia
partitica, autoritaria e governativa sono condizioni imprescindibili se
davvero si vuole cambiare l'attuale condizione degli immigrati in
Italia e in Europa. Nell'esprimere il nostro profondo cordoglio per i
morti di Modena, ribadiamo il nostro impegno nelle lotte per
l'uguaglianza e la libertà di tutte e tutti, per
l'autorganizzazione degli immigrati, per l'indipendenza del movimento
antirazzista, contro la cultura della morte di cui sono fautori gli
stati e il capitalismo.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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16 ottobre 2007
Solidarietà ai ROM di Torino
Esprimiamo
piena solidarietà ai sessantuno Rom, donne uomini e bambini, fatti
oggetto di un attentato incendiario avvenuto nella notte tra il 13 e il
14 ottobre alla periferia di Torino. Fortunatamente, tutti si sono
salvati ma hanno perso tutte le loro cose. Chiunque si sia reso
responsabile di questa vergognosa intimidazione - che avrebbe potuto
trasformarsi in una tragedia di vaste proporzioni - ha di fatto
suggellato un lungo periodo di sgomberi, minacce e provocazioni ai
danni dei Rom, sempre più schiacciati dal clima xenofobo e reazionario
alimentato dall'amministrazione Chiamparino e dai mezzi di
comunicazione. Più in generale, la tendenza alla repressione
istituzionale contro i Rom troverebbe la sua realizzazione
nell'imminente "pacchetto sicurezza" voluto dal ministro dell'interno
Amato in cui si prevedono espulsioni e deportazioni di Rom per semplici
ragioni di ordine pubblico e in palese dispregio degli stessi diritti
borghesi per i quali i Rom rumeni godono a pieno titolo della
cittadinanza europea. Questa pesante atmosfera di sospetto e ostilità
che ormai da mesi dilaga esponenzialmente in tutta Italia nei confronti
del popolo Rom può essere spezzata solo dalla solidarietà e dalla
capacità di andare ben oltre le generalizzazioni, i luoghi comuni e le
infamie di cui si serve il potere per isolare e criminalizzare gli
oppressi e tutti i soggetti marchiati come pericolosi.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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26 settembre 2007
Gradisca: liberi tutti, chiudere il cpt!
Il
nuovo tentativo di fuga di massa (il terzo in un mese), sedato a colpi
di lacrimogeni che hanno anche intossicato una bambina, dei migranti
reclusi nel Centro di Permanenza Temporanea di Gradisca è il segnale
che anche nel più grande e moderno dei nuovi campi di concentramento
presenti in Italia le contraddizioni stanno esplodendo e la rabbia
sale. Il CPT di Gradisca è l'esempio più eclatante di come questi
luoghi di internamento siano irriformabili e che sia insopportabile
esservi rinchiusi dopo essere fuggiti dalla miseria, dalla guerra,
dalle persecuzioni se non dalla morte certa. Esplode finalmente sotto
gli occhi di tutti quello che i movimenti antirazzisti che in questi
anni si sono battuti contro questo orrore hanno sempre detto: non sono
le celle colorate di arcobaleno o qualche grata in meno a cambiare la
natura di questi luoghi di prigionia! Gli immigrati tentano di fuggire
(e per fortuna spesso ci riescono), si ribellano e urlano a gran voce
la loro disperazione con buona pace della commissione De Mistura che
aveva definito "ottimo" il CPT di Gradisca. Per sabato 29 settembre i
movimenti antirazzisti (fra cui gli anarchici) presenti sul territorio
hanno indetto un presidio davanti al CPT per comunicare con i migranti
e fargli sentire la nostra solidarietà. Invitiamo tutti a essere
presenti e a rilanciare ovunque la lotta contro i centri di permanenza
temporanea. Liberi/e tutti/e!
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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19 agosto 2007
IL BUIO DELLA STORIA
Nonostante
le iniziali minimizzazioni da parte di inquirenti e forze dell'ordine,
sembra che il rogo di Livorno in cui hanno perso la vita quattro
bambini Rom abbia avuto un'origine dolosa così come denunciato da
subito dai genitori dei bambini e da altri testimoni. Inoltre, una
vergognosa lettera di rivendicazione infarcita di odio e razzismo
confermerebbe che quella di Livorno è una tappa della campagna di
violenza xenofoba che infesta ormai da tempo tutto il paese. Alla luce
di ciò, l'incredibile sequenza di attentati incendiari contro obiettivi
della comunità mussulmana come moschee o centri di aggregazione in
Lombardia (Milano, Abbiategrasso, Segrate, Brescia) va considerata
nell'ambito di una pericolosissima strategia della tensione con cui
intimidire la comunità islamica e innescare anche nel nostro paese un
meccanismo di diffidenza e terrore reciproci tra italiani e immigrati.
Questi attacchi razzisti danno corpo all'allarmismo sociale e al
terrorismo culturale agitato non solo dalle destre reazionarie e
xenofobe ma anche dalla classe di governo di centrosinistra che per
mezzo del ministero dell'interno non ha esitato a trattare i mussulmani
residenti in Italia come potenziali terroristi da schedare su tutto il
territorio nazionale attraverso un improbabile censimento delle moschee
da dividere pretestuosamente in "buone" e cattive". Analogamente, le
dichiarazioni del presidente del consiglio Romano Prodi all'indomani
della tragedia di Livorno dimostrano che il governo italiano si rifiuta
di impegnarsi concretamente sul tema dei diritti delle minoranze
etniche alimentando incomprensioni e pregiudizi sui Rom, liquidati come
un "problema complicato" di impossibile soluzione. Chi oggi si arma per
portare a compimento assalti razzisti lo fa perché può contare sulla
legittimazione che la classe politica del paese gli conferisce
quotidianamente con tutto il corollario di provvedimenti e
dichiarazioni che mirano a criminalizzare qualunque diversità: retate
anti-immigrati, deportazioni, detenzioni nei CPT fino ad arrivare a
deliranti proposte di pulizia etnica nei confronti degli omosessuali. È
necessario contrastare e stroncare ogni rigurgito razzista, fascista e
autoritario teso ad alimentare diffidenza e pregiudizi nei confronti di
comunità etniche e religiose. Bisogna vigilare affinché non si ripetano
episodi gravissimi come quello di Livorno né vanno sottovalutate le
manifestazioni più o meno palesi di intolleranza e violenza razzista
poiché l'unico interesse di chi fomenta le discriminazioni razziali e
le guerre di religione è quello di mantenere e perpetuare le
ingiustizie sociali e i privilegi di chi detiene il potere. Se oggi
qualcuno si è messo in testa di seminare il terrore tra gli immigrati
significa che il buio della storia ottenebra ancora la nostra società e
non accenna a scomparire. Non dobbiamo permetterlo.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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29 luglio 2007
Rivolta a Bari
Ieri,
29 luglio, più di cento immigrati detenuti nel Centro di permanenza
temporanea di Bari hanno dato vita a una rivolta che ha portato alla
libertà di più di trenta persone. La battaglia che si è consumata
all'interno del CPT, con feriti e contusi sia tra gli immigrati sia tra
le forze dell'ordine, ripropone con assoluta chiarezza il livello di
conflittualità espresso dagli immigrati, vittime delle leggi razziste
italiane ed europee, che sempre più di frequente insorgono contro la
prigionia nei centri di tutta Italia.
Chi scappa dalla miseria,
dalla precarietà o dalle guerre non può concepire questa carcerazione
razzista né può tollerare la prospettiva di un'espulsione o del
rimpatrio perché questo significherebbe tornare a condizioni di vita
insopportabili. Fin tanto che gli immigrati saranno costretti a subire
questa ingiustizia, episodi di questo tipo saranno sempre attuali e
diffusi perché la libertà è troppo preziosa per potervi rinunciare.
Solidarietà ai migranti in fuga dal CPT di Bari e da tutti i CPT!
Nessuno è clandestino!
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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22 luglio 2007
Nottetempo, casa per casa
La
sentenza di primo grado del processo agli anarchici leccesi arrestati
nell'ambito dell'operazione "Nottetempo" riassume nella sua intrinseca
debolezza e nelle sue numerose contraddizioni la volontà chiaramente
politica di ritorcere contro gli imputati la vendetta delle istituzioni
contro chi lotta per una società libera dalle frontiere, dai centri di
permanenza temporanea e per la solidarietà tra gli sfruttati. Come in
molte altre analoghe vicende giudiziarie, l'accusa di associazione
sovversiva si è facilmente sgretolata dando spazio a una generica
condanna per associazione a delinquere comminata contro quattro degli
imputati (otto anarchici sono stati invece assolti) per reati
oggettivamente pretestuosi, come manifestazioni non autorizzate,
presunte istigazioni a delinquere nei confronti degli immigrati
detenuti nel CPT di Lecce, una scritta murale, diffamazione.
Questa
volontà persecutoria nei confronti degli anarchici di Lecce non può
nascondere gli abusi, le violenze e le sopraffazioni perpetrate per
anni all'interno del Centro di permanenza temporanea "Regina Pacis" da
don Cesare Lodeserto, dai suoi collaboratori del personale medico e da
agenti delle forze dell'ordine, tutti responsabili - e, tra l'altro,
condannati - per aver creato in quel CPT delle condizioni infernali di
abuso fisico e psicologico ai danni degli immigrati, violenze
puntualmente denunciate proprio dagli anarchici che subiscono ora una
condanna inequivocabilmente politica e ai quali va la nostra
solidarietà. Mentre lo stato scatena la sua repressione riducendo le
lotte per la libertà di movimento a mere questioni di rilevanza penale,
alle frontiere della Fortezza Europa si continua a morire nel
giornaliero bollettino di guerra dell'immigrazione. Naufragi, morte e
disperazione sono il prodotto delle politiche razziste e sicuritarie
degli stati che esercitano il loro imperio attraverso la chiusura delle
frontiere e il costante ricatto della clandestinità: un quotidiano
terrorismo e una quotidiana delinquenza di cui sono vittime tutti gli
immigrati e tutti gli oppressi.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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4 luglio 2007
7 Luglio a Bologna
La
manifestazione del 7 luglio indetta dal Coordinamento migranti di
Bologna e provincia contro le vergognose procedure per le richieste di
permesso di soggiorno gestite da Posteitaliane è un'altra importante
tappa nella lotta portata avanti dagli immigrati a Bologna, e non solo.
Di fronte alle politiche del governo di centrosinistra che con il
disegno di legge delega Amato-Ferrero torna a confermare pienamente la
logica di discriminazione e sfruttamento che sta dietro all'attuale
normativa razzista in materia di immigrazione, occorre rilanciare in
tutti i territori le lotte autorganizzate. Sono proprio
l'autorganizzazione degli stessi immigrati, la loro presa di coscienza
e l'azione diretta gli strumenti migliori per contrastare non solo le
politiche razziste ma anche la sindrome securitaria e le pulsioni
xenofobe sempre più presenti nel corpo sociale del paese. È necessario
ripartire dalla lotta solidale per la libertà di movimento, contro la
precarietà, contro il lavoro nero, per il diritto alla casa, alla
salute, all'istruzione, senza mediazioni e nel segno di un nuovo
protagonismo di tutti i migranti e di tutti gli sfruttati.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
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Comunicato stampa
Basta pagare per restare!
Centinaia
di migranti hanno attraversato oggi il centro di Bologna al grido
"Basta pagare per restare!", per protestare contro il sistema di
rinnovo dei permessi di soggiorno alle Poste e contro la legge
Bossi-Fini. I migranti hanno sfilato in catene, per mostrare la
situazione cui la legge Bossi-Fini vuole costringerli, reggendo uno
striscione che denunciava: "Poste: Governo ladro!". Raggiunta la sede
centrale delle Poste, i manifestanti hanno strappato centinaia di
fac-simile del modulo da compilare per il rinnovo per dire: "Basta
chiedere il permesso!". Il corteo ha poi percorso via Rizzoli, mentre
decine di donne e uomini hanno preso parola per denunciare la rapina
delle Poste, il ricatto del contratto di soggiorno per lavoro, la
minaccia dei Cpt, il furto dei contributi dei migranti. Arrivati in
Prefettura, una delegazione ha incontrato i rappresentanti del Governo
per consegnare loro una lettera (il cui testo riportiamo in calce)
indirizzata ai ministri Amato e Ferrero. I migranti hanno portato
ancora in piazza la loro rabbia, rilanciando la necessità di una
mobilitazione a livello nazionale che sappia affermare con forza le
loro rivendicazioni!
Coordinamento Migranti Bologna e
Provincia Per informazioni: www.coordinamentomigranti.splinder.com
(Dove sono già pubblicate alcune foto)
coo.migra@yahoo.it
3287727555
Le sottoindicate associazioni di migranti ai Ministri Giuliano Amato e Paolo Ferrero.
Signori Ministri!
Noi
migranti di Bologna e provincia siamo obbligati, oggi 7 luglio 2007, a
scendere in piazza per la terza volta in anno perché non possiamo
accettare le condizioni in cui dobbiamo vivere e lavorare. Sappiamo che
dovreste già conoscere la situazione di migliaia di lavoratrici e
lavoratori migranti sottomessi in Italia al giogo della legge Bossi
Fini. Avevate promesso di cancellarla entro i primi cento giorni del
Vostro governo e invece siamo ancora qui, obbligati a subire, obbligati
a chiedere. Il ricatto del contratto di soggiorno ci impone condizioni
salariali inaccettabili e ci espone a ogni forma di insicurezza, visto
che per noi la minaccia di licenziamento significa anche il rischio
della detenzione in un centro di permanenza temporanea e
dell‚espulsione. Noi siamo nella paradossale situazione di essere
ricattati da una legge che, sotto la bandiera della lotta alla
clandestinità, non fa altro che produrla, autorizzando il nostro
sfruttamento. La forma della nostra precarietà è la clandestinità.
Nonostante tutto questo noi non possiamo tacere, non possiamo smettere
di rivendicare i nostri diritti, non possiamo essere clandestini
politicamente prima ancora che legalmente, non possiamo rinunciare a
ogni progetto di vita. Noi non possiamo accettare il sistema di rinnovo
del permesso di soggiorno alle Poste. Lei stesso, signor Ministro
Amato, lo ha definito una rapina. Noi aggiungiamo che, poiché questo
sistema è stato introdotto per decreto, potrebbe già essere abrogato
attraverso un Suo decreto. Questo sistema cancella ogni forma di
responsabilità politica: le competenze in merito alla concessione del
permesso di soggiorno sono ancora demandate alle Questure, le quali si
dichiarano sistematicamente "innocenti" per i ritardi nella consegna
dei permessi stessi; il Vostro Governo e le Prefetture si dichiarano
estranei a ciò che evidentemente considerano un mero disguido
amministrativo; tutto il peso di questa situazione viene così scaricato
su un‚impresa privata, le Poste italiane s.p.a. Presi nel mezzo di
questo balletto irresponsabile, noi continuiamo a pagare 72 euro per
ogni rinnovo e, come Voi sapete, questa cifra deve essere moltiplicata
per ogni membro della famiglia a ogni rinnovo del permesso di soggiorno.
Noi
non possiamo pagare per aspettare permessi che non arrivano e che hanno
termini sempre più brevi. Noi non possiamo pagare per avere in mano
solo una ricevuta che, nonostante le direttive ministeriali, non
consente di trovare lavoro né di muoversi. Noi non possiamo accettare
il furto legalizzato dei nostri contributi. La legge Bossi-Fini
impedisce di ritirare i contributi versati, sia a chi viene espulso
dopo anni di lavoro in Italia, sia a chi decide di tornare nei paesi
d‚origine o di andare altrove. La Vostra proposta di legge su questo
punto tace. Noi invece non possiamo tacere un momento di più:
Noi
vogliamo la fine immediata delle procedure di rinnovo alle Poste e il
decentramento delle competenze ai comuni! Noi vogliamo l‚abrogazione
della legge Bossi-Fini, la rottura del legame tra soggiorno e lavoro,
la chiusura dei CPT! Noi vogliamo poter ritirare i nostri contributi se
decidiamo o siamo obbligati a lasciare questo paese!
Coordinamento
Migranti Bologna e Provincia, Ass. Pandora; Ass. Sopra i Ponti; HILAL -
Ass. Sportiva Marocchina, Barricella; Comunità Congolese Emilia
Romagna; Jubbo - Ass. Senegalese, Sant‚Agata Bolognese; Ass.
Bangladesh, Bologna; Ass. 3 Febbraio; Ass. El Rahma, Dozza; Ass.
Integrazione Vera; Ass. Senegalese Kocc Barma, Calderara; Ass.
culturale Press Afric, Zola Predosa; AIAB - Ass. Immigrati Appennino
Bolognese; Ass. Arabi Siriani; Ass. Interculturale Di Mondi;
Convergenza e Dialogo tra culture; Ass. Latino Americana, Rimini;
Comunità Nigeriana di Bologna; Ass. ANASSIM - Donne Native e Migranti
delle due Sponde del Mediterraneo; Ass. La Jeunesse Marocaine.
5 giugno 2007
VENEZIA: PROVE TECNICHE DI PARTITO DEMOCRATICO
Esprimiamo
tutta la nostra solidarietà agli immigrati e ai compagni/e della Rete
Antirazzista attaccati ieri a Venezia dalle forze del disordine di
fronte al municipio durante una manifestazione pubblica ed esigiamo
l'immediata liberazione di Abdoulaye, arrestato dalla polizia.
L'amministrazione
comunale di Venezia, guidata dal "progressista" Massimo Cacciari,
esponente di punta del nascente Partito Democratico, risponde in questo
modo alle rivendicazioni dei lavoratori immigrati sempre più vessati da
retate, cacce all'uomo e violenze di ogni tipo perpetrate dagli
apparati repressivi in ossequio alla politica di tolleranza zero voluta
da chi governa la città lagunare.
Questo ennesimo, vergognoso
episodio dimostra una volta di più il respiro corto della classe
dirigente del paese che vorrebbe liquidare le lotte sociali con la
repressione, agitando politiche securitarie che terrorizzano l'opinione
pubblica e criminalizzano il dissenso.
Siamo certi che la lotta
dei lavoratori e dei venditori ambulanti immigrati di Venezia non si
fermerà neanche questa volta, perché la lotta per libertà e dignità di
tutti e tutte non può essere arrestata!
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
23 febbraio 2007
MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI
La
manifestazione dei migranti, indetta dalle associazioni e dal
Coordinamento migranti di Bologna e provincia e da noi sostenuta, ha
avuto una buona riuscita, nonostante il boicottaggio messo apertamente
in campo da parte della C.G.L. locale. Alcune centinaia di migranti
hanno percorso questa mattina le vie del centro di Bologna raggiungendo
gli obiettivi che si erano prefissati e manifestando con rabbia e
decisione la loro ferma volontà di lottare contro leggi che
legano il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, contro i C.P.T.
e ogni possibile forma di detenzione, contro la rapina del rinnovo del
permesso alle poste, per il rimborso dei contributi versati, in una
parola, per la libertà dei migranti. Anche di fronte alla Camera
del lavoro è stata letta la piattaforma di lotta ed è
stato chiesto ai confederali di ritirare la firma di accordo col
governo e di riprendere piuttosto la lotta per i diritti negati. La
manifestazione si è conclusa alla prefettura dove una
delegazione è stata ricevuta dalle autorità. Come un
nostro compagno ha detto nel corso dei comizi le lavoratrici ed i
lavoratori anarchici e l'U.S.I. - A.I.T. esultano per la buona riuscita
di questa iniziativa di lotta autogestita, retta unicamente sulle forze
autonome del coordinamento e delle associazioni, a testimonianza che la
volontà di radicale trasformazione dell' esistente può
essere espressa al di fuori della nociva intermediazione di partiti e
sindacati che ne mitighino i contenuti e che pieghino le vite alle
necessità dei padroni e dei governi.
Unione Sindacale Italiana - Associazione Internazionale dei Lavoratori. (Bologna)
Federazione Anarchica Italiana. (Bologna)
L'appuntamento di Bologna del 24 febbraio
La manifestazione indetta dal Coordinamento migranti di Bologna per
il prossimo 24 febbraio è un appuntamento importantissimo per
rilanciare la mobilitazione di tutti gli immigrati che in piena
autonomia continuano a rivendicare il diritto alla libertà di
vivere e lavorare dignitosamente nel nostro paese.
Di fronte alle ambiguità politiche di un governo che attraverso
il rapporto della Commissione ministeriale sui CPT ha ribadito la
necessità dell'esistenza dei lager per immigrati e dello stretto
legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno, (che si
aggiungono alla rapina del rinnovo alle poste), solo la chiarezza e
l'immediatezza delle lotte autorganizzate possono spazzare via i
tentativi di intorbidimento e cooptazione delle mobilitazioni nel
pericoloso alveo della compatibilità e della rinuncia a un
cambiamento radicale dell'esistente.
Continueremo quindi a sostenere le lotte autonome ed autogestite del
Coordinamento migranti di Bologna ed invitiamo tutte e tutti a una
partecipazione massiccia e solidale alla manifestazione del 24 febbraio
a Bologna.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI DI BOLOGNA E PROVINCIA
SABATO 24 FEBBRAIO ORE 10:00
Piazza XX Settembre - Bologna
Per rivendicare:
- la fine immediata della rapina delle Poste
- la restituzione dei contributi quando lasciamo questo paese e il recupero dei contributi di chi è stato espulso in quesi anni
- l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro
- una regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario
- la fine del regime delle quote e il rilascio immediato di tutti i permessi legati ai flussi
- il decentramento delle competenze ai comuni
- la reale chiusura di tutti i CPT e la fine di ogni altra forma di detenzione amministrativa
PER INFORMAZIONI E ADESIONI
coo.migra@yahoo.it - tel. 328 77 27 555
http://www.coordinamentomigranti.splinder.com/
LISTA ADESIONI AGGIORNATA AL 20/01
Coordinamento Comunità Immigrate di Palermo; Ass. Unione Latino
Americana di Rimini; Ass. Somali in Emilia Romagna; Ass. Interculturale
"Di Mondi"; Hilal Ass. Sportiva Marocchina Baricella; AIAB associazione
immigranti appennino bolognese; Comunità Congolese Emilia
Romagna; Jubo Ass. Senegalese Sant'Agata; Ass. Sopra i Ponti;
Comunità Peruviana Bologna; Associazione Pandora; Ass.
Bangladesh Bologna; Ass. Skanderberg; Ass. Antirazzista Interetnica 3
febbraio; Ass. Islamica "Al Ma Rifa"; Ass. Costa D'Avorio Bologna; Ass.
Mediazione Interculturale Servizi Sanitari; Ass. La Jeunesse Marocaine;
Ass. Senegalese Kocc Barma Calderara; A.A.R.I. Associazione Angolani
residenti in Italia Ozzano; Ass. Marocchina El Amal; Ass. Cittadini
algerini; Ass. Tunisina 7 novembre; A.C.U.S.B.O. Associazione Culturale
Somala di Bologna; AMI.CAM.BO. Amici Camerunensi e Bolognesi;
Ass. Culturale Iraniana; aSS. "El Rhama", Ass. Integrazione Vera;
Covergenza e Dialogo Culturale; Harambè.
CONVOCAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE:
Dopo molte assemblee a Bologna e provincia, noi lavoratrici e
lavoratori migranti abbiamo deciso di organizzare una grande
manifestazione per il 24 febbraio.
Sta per uscire una nuova legge e intanto noi affrontiamo ogni giorno i
vecchi soprusi, viviamo lo stesso sfruttamento. Noi pensiamo che
nessuno possa parlare al nostro posto e abbiamo deciso di dire alla
città, ai sindacati e al governo che cosa vogliamo:
Pretendiamo di essere liberi di muoverci, senza perdere i contributi
versati dopo anni di lavoro se veniamo espulsi o decidiamo di lasciare
questo paese. Vogliamo poter uscire dall'Italia e ritornare senza che
un permesso di soggiorno fermo in attesa di rinnovo da mesi ce lo
impedisca. Vogliamo la chiusura immediata dei Centri di Permanenza
temporanea (CPT) e la fine di ogni detenzione amministrativa.
Esigiamo il diritto di restare e di poter scegliere di cambiare lavoro
senza rischiare di diventare clandestini. Vogliamo lottare contro lo
sfruttamento sui luoghi di lavoro (nelle case, nelle fabbriche e nelle
cooperative), senza subire il ricatto dei padroni che approfittano del
legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Vogliamo
organizzare e progettare liberamente le nostre vite, senza dipendere da
un permesso di soggiorno che può essere in ogni momento
rifiutato o ritirato.
Non possiamo accettare che la Prefettura e la Questura di Bologna se ne
lavino le mani, mentre migliaia di permessi sono fermi da mesi, e le
richieste legate alle quote sono bloccate a causa dell'assoluta
inefficienza dello Sportello Unico. E intanto le file per il ritiro
continuano!
Non accettiamo più di essere rapinati con sanatorie, quote
flusso, rinnovo dei permessi alle Poste. Il governo ci costringe a
pagare un'azienda privata, le Poste SpA, per vedere sbrigate le
pratiche necessarie: basta mettere le mani nelle tasche dei migranti!
Paghiamo le tasse e versiamo i contributi come tutti, ma se lasciamo
questo paese i nostri soldi spariscono!
Vogliamo sapere perché, anziché lottare, i sindacati
confederali CGIL-CISL-UIL hanno firmato un protocollo d'intesa per la
compilazione dei moduli per il rinnovo alle Poste: ci spiegano come
funziona il nostro sfruttamento e gestiscono le pratiche come se fosse
normale per un lavoratore pagare e tacere per poter restare in questo
paese. Intanto le file si sono spostate dalla questura agli uffici
stranieri dei sindacati!
Adesso basta! Il 24 febbraio con i nostri amici, i nostri compagni di
lavoro e le nostre famiglie andremo da piazza XX Settembre alla
Prefettura, passando davanti all'INPS e ai sindacati per dire
chiaramente quello che NOI VOGLIAMO!
20 gennaio 2007
Insulti e manganellate
Insulti e
manganellate. Questo il trattamento riservato dalle forze dell'ordine
agli antirazzisti che hanno partecipato al presidio di solidarietà alla
comunità bengalese di Roma dopo la tragedia avvenuta nel quartiere
Esquilino. Il 13 gennaio in una casa di via Buonarroti una madre e un
figlio di nazionalità bengalese sono morti mentre cercavano di scampare
a un incendio scoppiato nell'appartamento in cui vivevano con altre
dodici persone. Al momento, l'unica cosa certa è che un presidio
antirazzista è stato caricato brutalmente dalla polizia che ha mandato
quindici persone al pronto soccorso e mentre i mezzi di comunicazione
si sono affrettati a minimizzare la vicenda nonostante la pronta
mobilitazione della comunità bengalese che ora rivendica il rispetto
dei propri diritti. È ben noto che Roma - al pari di molte altre grandi
città italiane - è diventata inaccessibile per tutti i lavoratori o per
tutti quelli che vivono in condizioni di disagio. I prezzi degli
affitti sono ormai insostenibili, un vero e proprio racket gestito da
padroni di casa che non esitano a stipare nei loro appartamenti 15-20
persone tutte insieme. E, il più delle volte, i padroni di casa sono
italiani. Nell'esprimere la nostra solidarietà a Babul e Hassan Begum,
per la perdita di Mary e Hasib, e a tutte le comunità di immigrati che
quotidianamente vivono nella precarietà e nello sfruttamento,
denunciamo la repressione poliziesca scatenata contro gli antirazzisti
romani in una città che è molto meno patinata e pirotecnica di quanto
il mediatico Walter Veltroni vorrebbe far credere.
Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista


