
Archivio 2005
[31 dicembre 2005]
Cairo 30 dicembre 2005 (english)
All'alba del 30 dicembre si è consumata nella città del Cairo in Egitto l'ennesima strage di Stato. Migliaia di agenti delle forze speciali antisommossa hanno brutalmente caricato, pestato e massacrato l'accampamento abitato da più di tremila profughi sudanesi che da tre mesi rivendicavano l'autorizzazione ad espatriare. La polizia ha ferito gravemente trenta persone e ne ha amazzate dieci, tra cui una bambina di quattro anni. Tutto questo si è svolto nei pressi della sede egiziana dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che - sospendendo gli aiuti a coloro che avevano chiesto lo status di rifugiato e non erano riusciti ad ottenerlo - ha di fatto spianato la strada alla repressione delegittimando la posizione dei profughi. La burocrazia dell'ONU, infatti, fa una netta distinzione tra chi è specificamente perseguitato per motivi politici nel proprio paese e chi invece soffre di "generici" problemi di sussistenza in seguito alla propria fuga. Secondo la nomenclatura statuale, i sudanesi massacrati in Egitto non meritavano la stessa tutela pur vivendo tutti in condizioni gravissime: questa omissione di soccorso è stata una condanna a morte per tutti. Esprimiamo il nostro dolore e la nostra rabbia solidale alle vittime del massacro del Cairo. Denunciamo il ruolo assassino dell'Onu e delle sue agenzie che si spacciano per difensori dei diritti umani per poi lasciare mano libera alle violenze più efferate. Non dimentichiamo, infatti, che l'Acnur si è già distinta per la sua funzione di mediazione repressiva durante la vicenda della nave Cap Anamur quando 37 sudanesi furono condotti al CPT di Agrigento con la viva soddisfazione espressa da Laura Boldrini, né tralasciamo il fatto che proprio all'Acnur è consentito per legge un libero accesso ai CPT. Ricordiamo che quella del Cairo è solo l'ultima di una lunga serie di stragi in cui i migranti, i profughi, i rifugiati sono vittime della repressione statale che si scatena in tutte le frontiere del mondo ogni volta che l'umanità rivendica il proprio desiderio di libertà e di vita.
CONTRO GLI STATI, CONTRO LE FRONTIERE!
LIBERTÀ PER TUTTE E TUTTI!
Comissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
fai-antiracism@libero.it
Cairo, december 30th, 2005 (english)
On 30th december another state made a slaughter. It happened in Cairo, Egypt. Thousands of policemen have killed and beaten people from Sudan who lived in a camp asking for the permit to leave the country. Police hurted 30 people and killed 10 (a little 4 years old child is dead). Everything just happened near the egyptian office of the United Nations High Commissioner for Refugees, UNHCR that - stopping aid to those who had asked for the refugee status invain - allowed the police operation unjustifying migrants' position. United Nations make a clear difference between those who are persecuted for politcal reasons and those who are "simply" poor because of their escape. In institutions' opinion, all people from Sudan killed in Egypt didn't deserve to be defended and helped everybody in the same way although they all lived in hard conditions: this has been a death sentence. We express our sorrow and our helpful rage for Cairo's victims. We denounce the killer function of UN and it's commissions that describe themselves as human rights' keepers but the make police violence and brutality happen. We don't forget that UNHCR already declared its nature of repressive intermediation during the ship Cap Anamur vicissitude (when 37 sudanese people were brought in a detention center with the appreciation of Laura Boldrini) and we don't forget that UNHCR can legally enter in detention centers for immigrants. We remember that Cairo's slaughter is only the last one of a long sequence in which migrants and refugees are victims of state repression near the boundaries and borders all over the world. This repression starts every time people declare a desire freedom and life.
NO BORDERS, NO NATIONS!
FREEDOM FOR EVERYONE!
Antiracist Commission of Italian Anarchist Federation - FAI
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
fai-antiracism@libero.it
[22 dicembre 2005]
A Trapani il 28 dicembre
Il 28 Dicembre ricorre il sesto anniversario della strage del Centro di Permanenza Temporanea "Serraino Vulpitta" di Trapani. Oggi come allora, si continua a morire di immigrazione: ai confini dell'Europa ö sempre più simile a una fortezza inespugnabile ö si assiste a un drammatico crescendo di episodi in cui gli immigrati sono vittime delle leggi razziste e repressive che chiudono inesorabilmente le porte in faccia a chi cerca di migliorare le proprie condizioni di vita. I recentissimi fatti di Pozzallo (decine di morti e dispersi in mare in seguito a un naufragio), il rogo al CPT di Amsterdam (che presenta inquietanti analogie con la strage di sei anni fa a Trapani) e i massacri di immigrati alle frontiere ispano-marocchine di Ceuta e Melilla, sono solo gli ultimi di una lunga serie di eventi luttuosi provocati dalla repressione inflitta ai migranti. Se, infatti, donne e uomini che scelgono di emigrare potessero farlo nel rispetto della loro libertà e delle loro aspettative, tutto questo non succederebbe. La mostruosità dell'impianto giuridico delle leggi sull'immigrazione (Turco-Napolitano e Bossi-Fini) che lega permesso di soggiorno a contratto di lavoro fa di ogni immigrato un lavoratore schiavizzato e costantemente minacciato dalla clandestinità, funzionale agli interessi dei ricchi e dei padroni. È ormai chiaro che la clandestinizzazione delle persone è l'obiettivo privilegiato di interessi economici e politici: da un lato i governi di tutta Europa reprimono brutalmente i flussi migratori, e dall'altro con le loro politiche permettono alle mafie internazionali di alimentare il traffico di esseri umani e di manodopera a costo zero. Grazie al costante lavoro di controinformazione portato avanti dal movimento antirazzista in Sicilia, gli orrori dei CPT (come a Lampedusa) hanno raggiunto la ribalta della cronaca nazionale suscitando l'indignazione di buona parte dell'opinione pubblica. Così come in tutta Italia e in tutta Europa, nel CPT di Trapani non sono mai cessati atti di autolesionismo e tentativi di fuga a dimostrazione del fatto che in un CPT non c'è accoglienza ma segregazione. Per la strage di sei anni fa, la giustizia di Stato non ha individuato nessun colpevole. Sono anni che pretendiamo la chiusura del CPT "Serraino Vulpitta" di Trapani, del Centro d'identificazione di Salinagrande e di tutti i campi d'internamento per immigrati, luoghi in cui le persone vengono private della loro libertà senza che abbiano commesso alcun reato. Ciò che rivendichiamo sono i diritti fondamentali che spettano a tutti, stranieri e non: libertà di circolazione, diritto al lavoro, diritto alla salute e tutti i diritti sociali. Noi, oggi come allora, ribadiamo la nostra più totale condanna politica ed etica al sistema che produce tutto questo e nel ricordo di tutte le vittime delle leggi razziste vogliamo manifestare affinché Trapani, la Sicilia e tutta l'Europa non siano più carceri a cielo aperto, ma luoghi in cui accoglienza, solidarietà e giustizia sociale sostituiscano la repressione, la discriminazione e la disuguaglianza in cui gli stati, i governi e il capitalismo globalizzato ci costringono a vivere.
Trapani, 28 Dicembre 2005
Dalle ore 9.00
Presidio antirazzista davanti il Centro di Permanenza Temporanea
"Serraino Vulpitta" di Trapani per ricordare Rabah, Nashreddine, Jamel,
Ramsi, Lofti, Nasim (vittime del rogo di sei anni fa) e tutti gli
immigrati uccisi dalle frontiere e dalle leggi razziste; e per portare
la nostra solidarietà a chi oggi è rinchiuso in questa
struttura.
Ore 16.00
Concentramento a Piazza Sant'Agostino. MANIFESTAZIONE
ANTIRAZZISTA attraverso le vie del centro storico di Trapani. Al
termine della manifestazione si terrà un concerto di musica dal
vivo.
GLI ANTIRAZZISTI NON DIMENTICANO
Corrispondenza dal presidio davanti al CPT (da "Randio Onda Rossa")
Resoconto del corteo (da "Umanità Nova")
Adesioni:
Arciragazzi - Trapani
Circolo Arci "Agorà" - Trapani
Circolo dei Giovani Comunisti "Mauro Rostagno" - Trapani Città Futura - Trapani
Cobas Scuola
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
C.I.S.S.- Cooperazione Internazionale Sud Sud
Coordinamento Antirazzista Libertario
Coordinamento per la Pace - Trapani
Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici
Giovani Comunisti - Trapani
Libera - Trapani
Partito della Rifondazione Comunista - Trapani
Per info e adesioni:
coordinamentoperlapace@yahoo.it
[22 novembre 2005]
A Roma il 3 dicembre (english)
In questi ultimi anni le lotte per la libertà di circolazione e contro le leggi razziste dello Stato italiano si sono sviluppate e radicate in tutto il paese ottenendo spesso risultati molto incoraggianti. In molte realtà locali si sono affermati percorsi di autorganizzazione delle lotte in cui gli immigrati sono stati protagonisti nonostante la stretta repressiva che è aumentata esponenzialmente insieme alla radicalizzazione dello scontro sociale. Non bisogna dimenticare che oggi più che mai, gli apparati repressivi dello Stato si scagliano contro chiunque provi a mettere in discussione le dinamiche di dominio con cui i potentati politici e le élites economiche vogliono schiacciare gli immigrati e tutti noi. La criminalizzazione del dissenso passa anche attraverso il terrorismo di Stato che - complici i mezzi di comunicazione di massa - diffonde una percezione di insicurezza collettiva con l'equazione "immigrato = terrorista" che alimenta odio, razzismo e sospetto. Dal Piemonte alla Sicilia, gli immigrati sono il bersaglio di retate, rastrellamenti, esecuzioni sommarie, espulsioni di massa e deportazioni. I Centri di Permanenza Temporanea continuano a perpetuare la loro funzione di internamento ed esclusione sociale attraverso pratiche di annientamento dei diritti umani. Dopo anni di lotte, denunce, controinformazione e mobilitazione permanente, la questione dei CPT è ormai di pubblico dominio e non sono mancati episodi in cui la lotta ha prodotto veri e propri cortocircuiti tra i poteri dello Stato (processi e condanne a chi i CPT li gestisce e li sorveglia) o in cui si è ostacolata efficacemente la realizzazione di nuovi campi di internamento (come a Gradisca d'Isonzo) smascherando le ambiguità e le complicità bipartisan della classe dirigente. La stretta connessione tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro è la dimostrazione che la clandestinità è una condizione giuridica sancita dall'ordinamento per garantire il massimo sfruttamento della forza lavoro immigrata da parte dei padroni italiani. La repressione è fatta anche di questo: nessuna tutela e nessun diritto per i nuovi schiavi dell'economia globale. La repressione istituzionale, lungi dal limitare la sua azione entro i confini dei singoli stati nazionali, è sempre più una strategia globale. Gli Stati della Fortezza Europa uccidono alle frontiere migliaia di persone: da un lato, foraggiando le mafie dei trafficanti di donne e uomini o delegando il lavoro sporco a paesi compiacenti come la Libia in cambio di armi e petrolio; dall'altro, attuando la propria azione repressiva nei lager, con le deportazioni o sparando sulla gente, così come la Spagna del socialista Zapatero. Al di là del colore politico dei singoli governi, infatti, tutti gli schieramenti convergono su una linea di intolleranza che si esprime nell'applicazione di leggi razziste: in Italia la Turco-Napolitano è stata varata con i voti del centrosinistra e sul suo impianto giuridico il centrodestra ha costruito la Bossi-Fini. Questo accanimento ha prodotto rabbia e disperazione che si è tradotta spesso in rivolta: non si contano più infatti le fughe dai CPT, le insubordinazioni dei migranti, le proteste di piazza generalizzate, i tentativi di penetrazione in massa delle frontiere. Da questo si comprende che la libertà è un bene prezioso che non può essere né elemosinato né inteso come merce di scambio a uso e consumo del dibattito elettoralista. In questo senso, le lotte sociali sono un patrimonio dei movimenti sociali da rivendicare politicamente senza mendicare alcun condono-perdono. La nascita di comitati autorganizzati in cui immigrati e italiani lottano fianco a fianco per la rivendicazione di diritti che sono di tutti, dimostra chiaramente che i risultati più significativi sono il prodotto dell'azione diretta che non delega a nessun professionista il compito di risolvere le emergenze e i problemi di chi soffre sulla propria pelle la discriminazione. È in questo percorso che ci siamo sempre riconosciuti ed è lì che realizziamo quotidianamente il nostro desiderio di libertà, uguaglianza e giustizia sociale.
La manifestazione del 3 dicembre a Roma è una scadenza importante nella quale introdurre i contenuti dell'anarchismo sociale che vivono da sempre nelle lotte contro ogni razzismo, contro le frontiere, contro gli stati e il capitalismo, per la libertà di tutte e di tutti di vivere ovunque e realizzare la propria esistenza. Facciamo appello a tutti coloro che si riconoscono in questo percorso per costruire uno spezzone anarchico e libertario che porti in piazza le ragioni, le proposte, le idee e le esperienze concrete di chi lotta per una società di liberi/e e uguali in cui solidarietà e internazionalismo spazzino via la cultura del dominio, dell'oppressione e dell'esclusione.
- Per la chiusura definitiva dei Centri di Permanenza Temporanea e dei Centri di Identificazione. - Per l'abolizione della legge Bossi-Fini, della Turco-Napolitano e di ogni normativa razzista. - Per la libertà di movimento di tutte e tutti, contro ogni frontiera, contro ogni galera, contro le espulsioni e le deportazioni individuali e di massa. - Contro lo sfruttamento dei migranti che trova fondamento nell'inammissibile legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. - Contro la precarietà economica ed esistenziale che affligge tutti, stranieri e non. - Contro tutte le guerre, gli eserciti e il militarismo che spargono nel mondo distruzione, fame e povertà. - Per il diritto all'asilo politico esteso a tutti e per la costruzione di reti di solidarietà e accoglienza autogestite. - Contro la criminalizzazione del dissenso e le provocazioni poliziesche, per l'autorganizzazione delle lotte sociali e la difesa del loro valore politico, per l'azione diretta e l'internazionalismo. - Contro ogni razzismo, contro ogni fascismo, contro la devastazione sociale e ambientale, per l'autogoverno del territorio. - Per la libertà, l'uguaglianza, la giustizia sociale.
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
Roma, december 3rd, 2005
In the last years the struggles for freedom of movement against racist italian laws have been increased getting good results. In many cities, immigrants have self-organized their fights even though state repression is getting harder.
We donât forget that the institutions usually rail at everyone who try to protest against the political and economic powers that oppress us.
Every kind of dissenting action is censured especially by mass media and state-terrorism through the false concept "migrant = terrorist": this idea produce hate, racism and suspect. All over Italy, migrants are the favourite target of police rounds up, restrictions and deportations.
Temporary Detention Centers (C.P.T.) keep on having their function of social restriction and racial interning through the destruction of human rights.
Day by day, our fight clearly showed what Detention Centers really are. Sometimes we succeeded in denouncing political responsibilities and hypocrisies and we really blocked the construction of new Detention Centers (just like in Gradisca d'Isonzo).
Close connexion between permit for staying and job agreement shows that immigrantsâ illegal condition is something that the institutions do to make people getting exploited by italian bosses.
This persecution produces rage and frustration that became riot and revolt: general escapes from Detention Centers, riots and demonstrations, mass frontier crossings all over the Europe.
The foundation of self organized commitees with migrants and italians united to get more rights for everyone, shows that the direct action can get the best results: we can solve our problems by ourselves because only who directly suffers a bad situation can get it better!
We support this way, and there we make our desires of freedom and equality come true.
The demonstration in Rome, 3th December, is an important date to explain the meanings and the reasons of social anarchism that live in our fights against racism, against borders, against the states and capitalism, for the freedom for everyone to live everywhere.
Just like in Rome, we will be in Trapani next December 28th for the sixth anniversary of the killing fire in the "Vulpitta" Detention Center, to bring our proposals, our ideas and our practical experiences to create a society in which solidarity and internationalism wipe out oppression and social exclusion.
LET'S CLOSE C.P.T., LET'S OPEN BOUNDARIES!
WE WANT TO ABOLISH RACIST LAWS!
WE ARE AGAINST ALL RACISM!
LET'S SELF-ORGANIZE OUR FIGHT!
WE WANT TO SELF-ORGANIZE A FREE AND EQUAL SOCIETY!
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
Antiracist Commission of Italian Anarchist Federation - FAI
per info:
fai-antiracism@libero.it
[11 ottobre 2005]
Gradisca 22 ottobre
Sono ormai quasi due anni che la lotta contro il costruendo Centro di Permanenza Temporanea di Gradisca d'Isonzo (GO) va avanti. In questo periodo all'interno del movimento antirazzista questa battaglia ha assunto un interesse nazionale non solo e non tanto perchè se il lager di Gradisca venisse attivato sarebbe uno dei piú grandi in Italia (250 posti iniziali dichiarati e successivamente altri 150 in un contiguo centro di prima identificazione per richiedenti asilo), ma anche perchè qui - ancor piú che in altre zone d'Italia - si sta ostacolando concretamente l'operato del governo. Se é vero che i lavori dell'ex caserma Polonio sono quasi ultimati, la sua apertura (che doveva avvenire giá nell'autunno scorso) é stata continuamente posticipata. Questo é accaduto perchè i soggetti di movimento presenti sul territorio sono riusciti con diverse iniziative dal basso (manifestazioni, azioni, esposti) a svelare gli interessi politici, le speculazioni, le ambiguitá istituzionali di chi si diceva contro il CPT ma non faceva nulla di concreto per impedirne l'apertura. Grazie a una pressione incalzante e precisa, tutti sono stati costretti a schierarsi e la stragrande maggioranza dei politici locali si é dimostrata per quello che é: un gruppo di burocrati buoni solo a confondere le acque per difendere la loro fetta di potere. In questa lotta il ruolo degli/lle anarchici/e di questi territori é stato di primo piano esprimendo capacitá di mobilitazione costante e un alto grado di analisi politica che ha permesso di rilanciare l'azione antirazzista quando sembrava che tutto fosse ormai deciso. In questo contesto la partecipazione alla manifestazione del 22 ottobre é una nuova importante tappa di questa lotta. Per questo motivo facciamo nostro l'appello dei/lle compagni/e del "Coordinamento libertario contro i CPT" per la costruzione di uno spezzone anarchico e libertario che esprima i nostri contenuti in modo chiaro e autonomo, fuori da ogni compatibilitá con il razzismo di Stato, da ogni ipocrisia elettoralistica e dai giochi politici espressi a livello locale e nazionale. L'unica cosa che veramente conta é che questo lager non apra mai, nŽ qui nŽ altrove.
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
fai-antiracism@libero.it
[17 ottobre 2005]
Comunicato
Nonostante i goffi tentativi di occultare la realtà delle cose, i rappresentanti dello Stato e delle forze di polizia hanno constatato a loro spese che la rivolta degli sfruttati può colpirli al cuore, quando meno se lo aspettano. La battaglia che si è consumata mercoledi 12 ottobre sull'autostrada A19 in Sicilia non è certamente il primo episodio in cui in Italia gli immigrati cercano una via di fuga per liberarsi dalla carcerazione, dalla repressione, dai rastrellamenti. Quel giorno era in atto una deportazione, una delle tante operazioni di pulizia etnica con le quali il Ministero dell'Interno si libera degli indesiderabili espellendoli in massa, spesso verso località ignote agli stessi immigrati. Due pullman stavano trasportando una quarantina di immigrati dal CPT di Caltanissetta all'aeroporto di Catania. Durante questa deportazione la voglia di libertà è esplosa violentemente: decine di feriti tra immigrati e poliziotti, autostrada bloccata, spietata caccia all'uomo. Purtroppo, chi in un primo momento era riuscito a fuggire è stato catturato quasi subito. I ministri Pisanu e Castelli possono anche continuare nel loro esercizio di dissimulazione della verità continuando a rassicurare tutti. Essi negano l'evidenza del razzismo di Stato e dei lager per migranti perché sono consapevoli del fatto che tutto sta precipitando vertiginosamente: gli immigrati, gli oppressi, gli sfruttati sanno benissimo come riprendersi la libertà che gli viene negata, e mercoledi lo hanno dimostrato ancora una volta. È solo questione di tempo, e allora nessuno potrà più negare l'evidenza.
SOLIDARIETA' A TUTTI GLI IMMIGRATI
LIBERTA' PER TUTTE/I
CONTRO OGNI FRONTIERA
Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici - Sezione di Palermo Commissione
Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
[14 ottobre 2005]
Comunicato
All'alba del 6 ottobre sei immigrati africani sono stati ammazzati senza pietà dalla polizia marocchina mentre tentavano di superare la barriera che circonda l'enclave spagnola di Melilla. Questo massacro si aggiunge a quello compiuto qualche giorno prima a Ceuta e nella stessa Melilla quando più di mille persone hanno forzato le recinzioni che dividono il mondo dei disperati da quello dei privilegiati. Ancora oggi non è dato sapere quanti immigrati in quell'occasione siano caduti sotto il fuoco delle guardie spagnole. La violenza della Fortezza Europa si rinnova con un nuovo bagno di sangue. Gli immigrati, armati solo del loro desiderio di vita, sono stati brutalmente assassinati alla frontiera per aver osato scavalcare in massa e con coraggio la frontiera che li annienta giorno per giorno. I mandanti di questo assassinio sono, a tutti i livelli, le nomenclature dell'Unione Europea, del Regno di Spagna e del Regno del Marocco. I mandanti di questo assassinio sono, a tutti i livelli, i potentati economici che vivono e prosperano sullo sfruttamento delle risorse e dei popoli del Sud del mondo. Il nostro dolore e la nostra rabbia si mescolano alla speranza che quanto accaduto sia il preludio a ciò per cui già oggi lottiamo quotidianamente: la distruzione di ogni frontiera e la liberazione di tutte e tutti in ogni parte del mondo.
CONTRO LA FORTEZZA EUROPA, CONTRO OGNI GALERA PER LA LIBERTA' E L'INTERNAZIONALISMO
Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici - Sezione di Palermo Commissione
Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
[12 ottobre 2005]
Comunicato
Sono stati denunciate/i diciannove attiviste/i e militanti che avevano partecipato al campeggio nazionale antirazzista indetto dalla Rete Antirazzista Siciliana. Queste diciannove denunce relative ai fatti del 1 agosto (occupazione pacifica del cortile interno del Centro di Permanenza Temporanea di Ragusa) sono così pretestuose, nella forma e nel contenuto, che potrebbero ritenersi affare di poca importanza. Si tratta al contrario di un inequivocabile attacco portato dagli apparati repressivi per rammentare a noi tutti che la battaglia per la libertà di circolazione degli esseri umani non è un terreno sul quale lo Stato può o vuole mediare. In una Sicilia in cui gli sbarchi, i naufragi e le morti di immigrati sono continui e sempre più drammatici, i CPT continuano a funzionare a pieno regime e a nulla valgono i tentativi da parte di esponenti dell'Unione di effettuare un improbabile monitoraggio democratico su queste strutture: le recenti visite di alcuni parlamentari al lager per immigrati di Lampedusa e al campo d'internamento di Trapani hanno avuto esiti che - se non fossero così gravi per la loro inconcludenza - risulterebbero del tutto grotteschi. Mentre qualcuno scendeva dallo scranno parlamentare per minimizzare la portata di reclusione e annientamento umano e sociale propria di questi luoghi, gli antirazzisti venivano colpiti dalle denunce emesse per intimidire la lotta e la solidarietà agli immigrati Da quando comparvero in Italia i CPT - estrinsecazione di una normativa varata dal Centrosinistra per fare la guerra agli immigrati, alla loro libertà e, in definitiva, a tutti noi - non c'è mai stata tregua. Il ruolo dei partiti della sinistra istituzionale non può e non deve essere frainteso. Sia chiaro che ci si difende dagli attacchi della repressione con l'unità delle lotte senza mediazioni e patteggiamenti. Non credano i soggetti istituzionali che scalpitano per assumere la guida del paese di potersi rifare una verginità politica sulla pelle di chi lotta contro un sistema di discriminazione creato dalle stesse forze che oggi sono all'opposizione. Allo stesso tempo, elemosinare un qualche condono-perdono per la propria azione di rivendicazione di diritti fondamentali quali la libertà e l'uguaglianza significa prestare colpevolmente il fianco a quei professionisti della politica sempre pronti a compiere la loro naturale funzione di mediazione del conflitto. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai denunciati, ribadiamo con forza che a ogni tentativo di indebolire la Rete Antirazzista Siciliana, la Rete Antirazzista Iblea e tutto il movimento, risponderemo con crescente e maggiore impegno nella lotta antirazzista. La libertà si conquista con la libertà.
Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici - Sezione di Palermo Commissione
Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
[12 settembre 2005]
Ultima spiaggia
Si muore e si fugge sulle spiagge della Sicilia.
Ancora una volta i migranti rimangono vittime dell'ordine criminale globalizzato.
Le agghiaccianti parole di Pisanu che in sede europea ha auspicato un criterio repressivo unico e condiviso da tutti gli stati europei in chiave anti-immigrazione, trovano la loro pesantissima conferma nella realtà delle cose.
Gli immigrati, sfruttati e schiacciati nelle loro terre, ricevono il colpo di grazia nel momento in cui provano a concedersi una possibilità di vita.
In questa guerra all'umanità il ruolo dei poteri criminali è assolutamente congruente alle strategie di segregazione, repressione ed eliminazione sociale portate avanti dagli apparati istituzionali.
La Sicilia, terra soffocata dal dominio mafioso, è frontiera privilegiata e funzionale all'economia che si basa sulla cancellazione della libertà di movimento.
Se tutte e tutti potessero liberamente muoversi e migrare per vivere non accadrebbero tragedie, naufragi e massacri di immigrati.
Se a chiunque fosse riconosciuto il fondamentale diritto alla libertà di circolazione non ci sarebbero le mafie che gestiscono il business degli sbarchi sotto la lucida copertura degli stati: è ormai chiaro che i poteri criminali organizzano e controllano gli sbarchi, mentre i governi pensano e creano i luoghi della moderna soluzione finale.
Ci auguriamo, oggi, che gli immigrati che mancano all'appello dell'ultimo sbarco di Gela siano sopravvissuti e fuggiti ai loro aguzzini.
La nostra lotta contro questo orrore non avrà mai fine.
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
fai-antiracism@libero.it
[8 luglio 2005]
Una campagna furibonda
La situazione è chiara.
In un Paese in difficoltà - con una classe dirigente che dimostra ogni giorno di più la propria incapacità nel gestire e governare gli interessi collettivi, con l'Unione lacerata al suo interno per questioni di leadership e una sinistra radicale che cerca di ritagliarsi nell'alveo parlamentare un duraturo posto al sole - gli apparati repressivi esplicano un'evidente capacità di provocazione poiché non riescono a controllare il conflitto in atto. E' in questo contesto che gli immigrati incarnano un ruolo socialmente dirompente. Da mesi infatti, stiamo assistendo all'esplosione del malcontento e del malessere degli immigrati. Un malcontento che nasce dal rifiuto a essere incarcerati e annichiliti da leggi razziste e condizioni di lavoro sempre più precarie, alienati e ridotti ai margini della vita di relazione nelle metropoli italiane, uccisi nelle operazioni di pubblica sicurezza, continuamente respinti alle nostre frontiere, morti in mare, deportati rimpatriati e ammazzati nei deserti del Nordafrica e altrove. Lo Stato italiano, da parte sua, sa di non poter più gestire gli effetti delle sue stesse politiche repressive. Nelle ultime settimane il ministro Pisanu si è prodotto - da buon democristiano - in esercizi di cerchiobottismo interessato che sfiora in più occasioni la sindrome schizofrenica: e così accade che dal Viminale vengono emessi comunicati in cui si afferma chiaramente che l'immigrazione clandestina è socialmente pericolosa salvo poi precisare dopo qualche ora che l'equazione "clandestino = criminale" non è accettabile. E allo stesso modo, Pisanu ha recentemente ventilato la possibilità di chiudere i Centri di Permanenza Temporanea correggendo poi il tiro ed evidenziando l'importanza strategica delle strutture di detenzione. Infine, nel suo ultimo intervento in Senato, Pisanu dice chiaramente che sui CPT "è in atto da tempo una furibonda campagna politica, condotta da associazioni e gruppi diversi, italiani e stranieri" e dunque "non sorprende che in questo clima si siano inseriti eversori e terroristi con assalti alle strutture e attentati ai volontari che vi operano generosamente''. Certe affermazioni sono esemplari, specialmente se pronunciate pochi giorni dopo l'uscita dell'ultimo rapporto sui Centri di Permanenza Temporanea italiani a cura di Amnesty International che inchioda alle sue responsabilità il governo, colpevole di abusi umani e giuridici nei confronti degli immigrati. Risulta evidente che la vera campagna furibonda è quella intrapresa dagli apparati dello Stato contro tutto e tutti: immigrati, antirazzisti e chiunque osi mettere in discussione le politiche repressive in materia di immigrazione. In questo clima di esasperato razzismo istituzionale alimentato dai latrati della Lega che invoca la castrazione chimica per i violentatori stranieri chiudendo volentieri un occhio sugli italianissimi stupratori di casa nostra, si tenta di occultare e distogliere dall'attenzione generale la vera natura dei CPT, i lager del nuovo millennio gestiti direttamente da compiacenti enti e associazioni che dietro la facciata caritatevole si rendono direttamente complici degli abusi e delle speculazioni fatte sulla pelle degli immigrati".
La costante criminalizzazione del dissenso che vede nel movimento anarchico uno degli obiettivi privilegiati della repressione non riuscirà a nascondere che lo sfruttamento dell'immigrazione è opera dei poteri criminali in stretta correlazione con gli Stati e i governi. Con l'applicazione degli articoli 270 e segg., anche solo coltivare pensieri difformi dalla linea del Potere costituisce un motivo di criminalizzazione funzionale all'imbavagliamento di ogni voce dissonante: è in questo modo che la guerra infinita irrompe nella nostra quotidianità. Ciò che ci conforta è che, in tutto questo, un'indicazione chiara e netta proviene dagli stessi immigrati, soggetto reale a cui rapportarsi: attraverso l'autorganizzazione e l'autogestione delle lotte è possibile mettere alle strette un sistema di dominio che giorno dopo giorno rivela le sue contraddizioni e legittima con la violenza la sua stessa sopravvivenza.
SOLIDARIETA' AGLI IMMIGRATI!
CONTRO I CPT, CONTRO LE GALERE!
W L'ANARCHIA!
Federazione Anarchica Siciliana
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
[22 maggio 2005]
Comunicato sulle rivolte nel CPT di Torino
Ancora rivolte e sempre più desiderio di libertà. Il Centro di Permanenza Temporanea di Corso Brunelleschi a Torino è da sempre luogo di conflitto senza mediazioni: questo campo di concentramento non è nuovo a episodi di resistenza e ribellione alla repressione e al razzismo di Stato. Le proteste degli immigrati reclusi sono la migliore risposta al terrorismo di Pisanu e all'arroganza degli apparati istituzionali che pur tentando di mistificare la realtà con le loro fobìe securitarie e i loro teoremi repressivi non possono nascondere ciò che è sotto gli occhi di tutti: gli immigrati sono quotidianamente attaccati e quotidianamente si difendono e si difenderanno. La repressione non fermerà l'impegno di tutti coloro che si battono per la libertà di tutte e di tutti. Nell'ex città-fabbrica in cui sono state scritte alcune delle pagine più alte dello scontro tra capitale e lavoro, tra oppressi e oppressori; in questa regione i cui territori - come la Val di Susa - vengono devastati dall'Alta Velocità e ridisegnati a immagine e somiglianza delle élite di comando attraverso il business delle olimpiadi e la mercificazione della società; in questa Torino i cui tempi vengono scanditi dalle uccisioni di immigrati e dalla repressione di ogni dissenso la rivolta del CPT è momento di un percorso duro e difficile che ha un solo scopo possibile e che coltiviamo nei nostri cuori: la liberazione sociale.
CONTRO I CPT, CONTRO LE GALERE!
LIBERI TUTTI GLI IMMIGRATI!
SENZA STATI NE' FRONTIERE, NESSUNO E' CLANDESTINO!
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
[14 maggio 2005]
Comunicato della Commissione Antirazzista della FAI
La notizia dell'arresto di 5 anarchici di Lecce e delle numerose perquisizioni in tutta Italia ci ha subito colpito per la sua gravità.
Pur avendo assistito negli anni alla costruzione di diverse montature e teoremi accusatori contro le varie componenti del movimento, registriamo oggi una pericolosa novità in quest'ultimo atto repressivo scatenato contro gli anarchici pugliesi.
Per la prima volta l'articolo 270bis viene applicato specificamente contro compagne e compagni impegnati nelle lotte antirazziste per la chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea, i lager per immigrati.
Da quel che è dato capire, tutto il teorema si fonda sulla lotta che gli arrestati conducono da anni contro il lugubre CPT "Regina Pacis" di Lecce. Questo è il vero attacco politico sferrato non solo agli anarchici ma all'intero movimento antirazzista.
Questa criminalizzazione serve a distogliere l'attenzione dalla verità: in Puglia, a Lecce, c'è un lager in cui gli immigrati vengono imprigionati e seviziati. Un lager gestito da un prete recentemente arrestato e per il quale i poteri forti non hanno esitato ad esprimere e procurare la loro complice solidarietà. Gli anarchici pagano dunque con il carcere il loro impegno antirazzista per smascherare la vergogna del "Regina Pacis", di tutti i CPT e del razzismo di Stato.
Nel solidarizzare con i compagni arrestati pretendiamo la loro immediata scarcerazione, respingiamo fermamente la criminalizzazione del movimento anarchico e libertario e facciamo appello a tutto il movimento antirazzista per una solidarietà militante che sappia fare fronte agli attacchi della repressione dello Stato.
NESSUNA FRONTIERA, NESSUNA GALERA!
LIBERI I COMPAGNI, SUBITO!
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
Per aggiornamenti e approfondimenti
[25 aprile 2005]
Comunicato della Commissione Antirazzista della FAI
La Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana -
FAI aderisce all'iniziativa prevista nella giornata del 25 Aprile in
solidarietà agli immigrati detenuti nel Centro di Permanenza
Temporanea di Via Corelli a Milano. Rispondiamo ancora una volta
all'appello che viene dagli stessi immigrati che con la loro protesta
che dura ormai da due settimane stanno dimostrando come
l'autorganizzazione e l'azione diretta siano capaci di scardinare la
repressione e la coltre di silenzio nella quale lo Stato vorrebbe
affossare le lotte per la libertà di tutte e di tutti oltre ogni
frontiera.
SOLIDARIETA' AI DETENUTI DI VIA CORELLI E A TUTTI GLI IMMIGRATI VITTIME
DEL RAZZISMO DI STATO! PER UNA SOCIETA' SENZA POTERE, FUORI I MIGRANTI
DALLE GALERE!
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
Bologna. Lo Sceriffo Cofferati (su "Umanità Nova")
Gradisca: la lotta al CPT non si ferma (su "Umanità Nova")
[15 aprile 2005]
Comunicato sulle lotte nei CPT di Milano e Bologna
Sabato 9 aprile gli immigrati detenuti nel Centro di Permanenza Temporanea di Via Corelli a Milano hanno iniziato uno sciopero della fame di massa per protestare contro le umilianti condizioni in cui versano: la loro rivolta è stata soffocata con botte, intimidazioni e violenze fisiche e psicologiche. Gli immigrati hanno prodotto un breve e incisivo documento in cui chiedono libertà per tutti e un confronto con il prefetto della città. Domenica 10 aprile a Bologna, dopo un'ignobile rastrellamento nelle ore notturne, nove lavoratori immigrati di origine rumena sono stati deportati nel lager bolognese di Via Mattei e anche loro hanno iniziato uno sciopero della fame per reagire alla violenza della cattura e della detenzione. Anche lì gli immigrati hanno redatto un vibrante appello rivolto "a tutti i cittadini di Bologna e d'Europa" in cui si chiede giustizia, libertà e rispetto dei diritti. Tutto questo si aggiunge a quanto avvenuto alla fine del mese scorso, quando circa duecento immigrati sono scappati dal lager di Crotone con buona pace della locale questura che ha fatto di tutto per occultare la notizia.
L'insopprimibile desiderio di libertà è la scintilla che in queste ore accende la rivolta degli immigrati in tutta Italia: la violenza, la sopraffazione e la codardìa di chi manganella e picchia negli angusti spazi di una camerata non sono più tollerabili. Non è oltremodo sopportabile la complicità delle organizzazioni del cosiddetto volontariato che co-gestiscono i lager per migranti: gli immigrati sono nauseati dalle sistematiche omissioni di soccorso, dall'avvelenamento quotidiano a base di psico-farmaci e da tutto il corollario delle attività di questi secondini travestiti da infermieri. Quanto sta accadendo in queste ultime ore in tutta Italia è la prova schiacciante di come la repressione scatenata contro i migranti può essere un pericoloso boomerang che si ritorce contro lo Stato e i suoi apparati. Esprimiamo massima solidarietà agli immigrati in lotta; denunciamo la natura assassina dei Centri di Permanenza Temporanea; facciamo appello a una mobilitazione generalizzata che dia sostegno agli immigrati insorti nella speranza che questa rivolta sia sempre più contagiosa nel breve e nel lungo periodo; invitiamo al boicottaggio e allo smascheramento pubblico delle associazioni che cogestiscono i CPT ovunque in Italia; ci rivolgiamo alle anarchiche e agli anarchici per una forte presenza nella lotta al fianco dei migranti in ogni luogo di conflitto.
NESSUNO STATO, NESSUNA FRONTIERA, NESSUNA GALERA
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
Cpt. Migranti in rivolta. Razzismo di stato (su "Umanità Nova")
Milano: solidarietà agli immigrati in lotta (su "Umanità Nova")
[7 aprile 2005]
Ragusa 2 aprile. Contro i CPT
La guerra che lo Stato ha dichiarato agli immigrati si fa ogni giorno
più cruenta. La Sicilia, terra di frontiera della Fortezza
Europa, è l'avamposto privilegiato della repressione: in questa
terra c'è la concentrazione più alta di Centri di
Permanenza Temporanea italiani - i nuovi lager per immigrati - e in
questa terra migliaia di donne e uomini cercano di approdare per
realizzare sogni, aspirazioni e desideri di riscatto. La Sicilia, che
in passato fu luogo di massiccia emigrazione, è oggi meta di
flussi migratori consistenti e, il più delle volte, è
terra di passaggio: ad arrestare qui le vite, la libertà e
l'autonomia degli immigrati ci pensa lo Stato con le sue leggi razziste
e i suoi metodi fascisti. [continua]
Testo del volantino distribuito a Ragusa
Resoconto della manifestazione
[12 marzo 2005]
Ragusa 2 aprile 2005
La guerra che lo Stato ha dichiarato agli immigrati si fa ogni giorno
più cruenta. La Sicilia, terra di frontiera della Fortezza
Europa, è l'avamposto privilegiato della repressione: in questa
terra c'è la concentrazione più alta di Centri di
Permanenza Temporanea italiani - i nuovi lager per immigrati - e in
questa terra migliaia di donne e uomini cercano di approdare per
realizzare sogni, aspirazioni e desideri di riscatto. La Sicilia, che
in passato fu luogo di massiccia emigrazione, è oggi meta di
flussi migratori consistenti e, il più delle volte, è
terra di passaggio: ad arrestare qui le vite, la libertà e
l'autonomia degli immigrati ci pensa lo Stato con le sue leggi razziste
e i suoi metodi fascisti. Negli ultimi anni, anche in Sicilia è
cresciuta una forte opposizione a questo stato di cose: nel tempo sono
stati chiusi - anche solo provvisoriamente - i CPT di Trapani e
Agrigento; sono state svelate le condizioni di maltrattamento e
schiavitù subite dagli immigrati detenuti in tutti i CPT; sono
state denunciate le deportazioni di immigrati compiute al di là
di ogni diritto, al di là di ogni senso di umanità. Il
Centro di Permanenza Temporanea di Ragusa è l'ultimo aperto in
Sicilia. Da qui, nei mesi scorsi, sono fuggiti - con nostra immensa
gioia - diversi immigrati. Da poco tempo, il CPT è riservato a
sole donne e questo lo rende ancora più disgustoso. In esso si
concentra ogni tipo di discriminazione: dello straniero, del diverso,
del povero, della donna. Un'odiosa miscela di xenofobia, sessismo e
potere patriarcale.
Aderendo alla giornata europea di mobilitazione contro i CPT e la
Fortezza Europa, lanciamo un appello a tutto il movimento anarchico per
partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà a Ragusa
il 2 aprile 2005. Chiediamo alle compagne e ai compagni - specie
quelle/i del Meridione - di sostenere la lotta antirazzista che gli
anarchici siciliani e ragusani portano avanti per fare di questa terra
un luogo di accoglienza e solidarietà internazionalista, contro
ogni logica repressiva che accetta gli immigrati solo per sfruttarli
come mano d'opera a basso costo per poi buttarli via quando ai padroni
non servono più. Manifesteremo a Ragusa per la libertà di
movimento di tutte e di tutti, per la chiusura del CPT di viale
Colajanni e di tutti i CPT presenti in Sicilia e altrove. Manifesteremo
per una società di liberi/e ed uguali perchÈ nessuno
può e deve essere considerato "clandestino".
NESSUNA GALERA, NESSUNA FRONTIERA, NESSUNA NAZIONE!
Federazione Anarchica Siciliana
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
si_lib@hotmail.com
giustiziaeliberta@interfree.it
fai-antiracism@libero.it
[2 marzo 2005]
Gradisca: 26 febbraio 2005
Il testo del volantino distribuito alla manifestazione di sabato dai compagn* del Coordinamento libertario contro i CPT.
Il CPT è un LAGER
...
ma non solo....
è anche un abuso edilizio da 10 milioni di euro ed uno dei tanti "buchi NERI" della destra al governo;
E PUO' ESSERE FERMATO!!
Per fermare il CPT è sufficiente che il Sindaco di Gradisca
d'Isonzo, Franco Tommasini, rilevi la mancanza di concessione edilizia
e, come si addice a casi di questo genere, mandi La Polizia Municipale
alla ex caserma Polonio, in Via Udine ad ordinare il fermo dei lavori
al direttore del Cantiere. Il Sindaco ha forse paura che nasca un
conflitto a fuoco fra corpi armati dello Stato davanti al "muro della
vergogna" presidiato giorno e notte da Polizia e Carabinieri?
Il CPT poteva benissimo essere bloccato un anno fa. Bastava che
qualcuno non credesse che le Amministrazioni Locali fossero veramente
contrarie alla sua realizzazione come i politicanti (con in testa il
Presidente della Provincia Brandolin e il e il Governatore Illy)
andavano dicendo. [continua]
Foto dal corteo
Rassegna stampa
Resoconto
Feature su indymedia
[23 febbraio 2005]
Parma: 19 febbraio 2005
Foto e resoconto del corteo di parma qui.
[15 febbraio 2005]
Libertà e dignità per tutti. La lotta continua!
Dopo la grande e riuscita mobilitazione del 4 dicembre scorso sembra che il movimento antirazzista e di autorganizzazione degli immigrati sia di nuovo scomparso, assente dalla scena. Per fortuna sappiamo che - lontano dalla ribalta - in varie località continuano le lotte e le mobilitazioni. Nelle prossime settimane vi sono due appuntamenti importanti.
Sabato 19 febbraio a Parma ci sarà un corteo per il diritto alla casa organizzato dalla Comunità Senegalese e dal Comitato Cittadino Antirazzista. Si tratta di una nuova importante tappa della lotta che si combatte ormai da tempo in questa città, tanto ricca quanto chiusa ed ostile, affinchè tutti abbiano una sistemazione dignitosa. Dopo numerose occupazioni (di cui molte tutt'ora esistenti), un brutale sgombero effettuato dai vigili urbani ha portato nei giorni scorsi all'azione clamorosa dell'occupazione di una chiesa nel centro città. Grazie a questa iniziativa, è stata ottenuta una soluzione temporanea per gli immigrati sgomberati. E' in questo clima che il corteo di sabato può costituire un ulteriore momento di lotta per rivendicare i bisogni sociali negati.
Per sabato 26 febbraio è stata indetta una grande manifestazione a Gradisca (GO) per protestare contro la costruzione di un nuovo Centro di Permanenza Temporanea nell'ex-caserma Polonio. Nonostante che da oltre un anno tutti - ma proprio tutti - si siano schierati contro questa vergogna e numerose siano state le iniziative e le azioni di disturbo, i lavori proseguono e il lager potrebbe essere aperto in pochi mesi e diventare con i suoi 250 posti tra i più grandi d'Italia.
Durante queste due giornate di lotta sarà presente in piazza uno spezzone anarchico e libertario. Lanciamo un forte appello a tutte e tutti per partecipare a queste iniziative, perché è solo partendo dalle lotte nei territori che si può continuare a costruire un movimento forte e autonomo capace di opporsi alle logiche razziste e di sfruttamento portate avanti dai vari governi sia di centrodestra che di centrosinistra, e che sia capace di dare vita a quei percorsi di autogestione indispensabili per soddisfare i bisogni sociali negati.
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista

