
Archivio 2003
Febbraio 2003
Articolo per il giornale anarchico "Contropotere": Senza frontiere - Senza padroni
Articolo di commento alla Bossi-Fini e sulla sanatoria pubblicato sul n.7 di "Umanità Nova"
Maggio 2003
Articolo pubblicato sul n.20 di "Umanità Nova" Ostaggi dei padroni. Bossi-Fini e sanatoria
Giugno 2003
A Dino Frisullo militante antirazzista
Esprimiamo tutto il nostro dolore per la morte di Dino, militante antirazzista da sempre coraggiosamente e generosamente in prima fila nelle lotte a
fianco degli oppressi.
Ora che non c'è più il modo migliore per ricordarlo
è continuare ancora più forte la lotta per un mondo
senza frontiere e senza padroni.
ciao Dino
Luglio 2003
Comunicato del 7 luglio 2003
Esprimiamo piena solidarietà al compagno del Circolo
Libertario "E. Zapata", colpito da una testata in faccia da un
"disobbediente" durante un presidio antirazzista a Pordenone.
Il fatto è doppiamente grave, poiché l'aggressione
è avvenuta a freddo e poiché è stata compiuta
durante una manifestazione unitaria, che ha coinvolto numerosi
immigrati e diverse realtà antirazziste locali in un clima
festoso e pacifico.
Questi comportamenti squadristi da parte dei "disobbedienti" sono
pratica consueta e ripetuta nel corso degli anni nel nord-est ma
non solo.
Ribadiamo come sia sempre più necessario lottare contro
ogni forma di autoritarismo, espressione non solo dello Stato, ma
anche di quei gruppi come i "disobbedienti", che ne riproducono in
toto le logiche gerarchiche.
Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica
Italiana
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
APPELLO PER I SUDANESI A PALERMO
Dall'inizio di marzo di quest'anno 53 esuli richiedenti asilo
provenienti dal Sudan sono ospitati presso il Laboratorio Sociale
Occupato ZETA di Palermo. Queste persone si trovano a Palermo da
più di un anno: per molti mesi sono stati ospitati presso il
centro d'accoglienza "S. Chiara" all'Albergherìa, in seguito
sono stati trasferiti presso la missione "Speranza e Carità"
gestita da Biagio Conte, missionario laico. Qui i sudanesi hanno
dovuto sottostare alle rigide regole all'interno della Missione, la
cui forte connotazione religiosa è radicalmente estranea
alla loro formazione politica e culturale. Il divieto imposto da
Biagio Conte di introdurre giornali o televisori all'interno del
centro d'accoglienza ha finito col pregiudicare irrimediabilmente i
rapporti tra la comunità sudanese e il missionario che li ha
praticamente cacciati in malo modo.
L'impegno militante di quanti in questi mesi hanno sostenuto e
continuano a sostenere la comunità sudanese anche nella
trattativa con la Prefettura, dimostra l'esigenza di una
accoglienza autogestionaria che liberi gli immigrati dal monopolio
della gestione cattolica della "carità".
Il Laboratorio ZETA, uno spazio occupato, sta assolvendo una
funzione di concreto sostegno, di accoglienza e gestione dal basso
dei bisogni dei migranti. I profughi stanno imparando l'italiano,
sono felici di poter partecipare alle iniziative politiche in
difesa della libertà di circolazione, sono parte attiva
nelle manifestazioni cittadine per il diritto di asilo, acquistano
giorno per giorno una visibilità che non avevano mai avuto
prima.
Per continuare a lottare c'è bisogno di tutto, ed è
per questo che è stato lanciato un appello per una
sottoscrizione economica che possa facilitare il reperimento di
cibo, vestiario e altri generi di prima necessità per andare
incontro alle compagne e ai compagni dello ZETA e agli stessi
sudanesi. Confidiamo nella solidarietà delle compagne e i
compagni di tutta Italia.
Per la sottoscrizione utilizzare il conto corrente postale n.
13683909 intestato al CISS, via Noto 12, 90141 Palermo indicando
nella causale: "Pro rifugiati sudanesi".
APPELLO ALLA SOTTOSCRIZIONE
APPOGGIAMO ED ESTENDIAMO LE LOTTE ANTIRAZZISTE!
Sempre di più sul territorio si stanno sviluppando lotte che
vedono gli immigrati in prima fila assieme a tutti gli antirazzisti
solidali. Queste lotte si vanno estendendo di pari passo con
l'affermarsi delle leggi razziste succedutesi in questi anni, sia
da parte dei governi di centro-destra che di centro-sinistra.
Queste lotte locali sono molto importanti perché saldano una
opposizione radicale a queste leggi, alle frontiere, ai lager per
immigrati, ad un reale solidarietà fra sfruttati.
Per questo chiediamo a tutti di leggere e diffondere il più
possibile il seguente appello per la raccolta fondi per tre diverse
lotte che ci vedono presenti.
Senza stati ne confini Nessuno è clandestino!
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana -
FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
SOLIDARIETA' AL COMITATO ANTIRAZZISTA DI PARMA
Il 27 settembre si terrà la prima udienza della causa civile
contro il Comitato Antirazzista di Parma (formato sia da immigrati
che non) per l'occupazione di una casa abbandonata effettuata il 15
dicembre 2002.
Come per le altre occupazioni promosse dal Comitato anche questa
mirava a dare soluzione attraverso l'azione diretta al problema
della casa.
L'Amps chiede, solo per la causa civile, 3500 euro (più le
spese legali) per i "danni" causati allo stabile, lasciato al
degrado per anni, a cui vanno aggiunte eventuali conseguenze della
denuncia penale presentata nei confronti dello stesso Comitato.
Ad essere accusata in particolare è una compagna anarchica
portavoce del comitato stesso.
Come è chiaro colpendo questa compagna vogliono colpire
l'intera lotta che per il diritto alla casa portata avanti in
questi anni dal Comitato.
Per sottoscrivere per il comitato antirazzista: 44454312 intestato
a Luciana Luciani causale: cassa solidarietà contro la
repressione
SOLIDARIETA' AGLI ANTIRAZZISTI TORINESI
Nel novembre 2000 un gruppo di compagni del tavolo antirazzista
entrarono nella sala consiliare del municipio di Torino lanciando
volantini ed esponendo lo striscione "aprire le frontiere, chiudere
i centri di detenzione" durante l'intervento del fascista padano
Borghezio. La seduta venne brevemente interrotta e i compagni
vennero buttati fuori dai vigili urbani.
Adesso 9 compagni (tra cui due militanti della FAI di Torino) sono
stati raggiunti da avvisi di garanzia per "interruzione di pubblico
ufficio".
Per sottoscrivere per le spese legali dei compagni torinesi: Il ccp
è 33280108 intestato ad Associazione L'Antistato, Torino
Occorre specificare nella causale "Pro antirazzisti".
Agosto 2003
Comunicato del 1 agosto 2003
LA LIBERTA' NON HA PREZZO, LA LOTTA CONTRO I CPT CONTINUA
La notizia delle recenti evasioni dai cpt di Bari-Palese e Torino
ha riempito i nostri cuori di gioia.
Vedere gli immigrati rinconquistare libertà e dignità
non può che rendere felici tutti coloro che hanno sempre
combattuto contro questi lager che sono i centri di permanenza
temporanea.
Occorre però capire il significato che questi avvenimenti
hanno e ragionare su come continuare la lotta. Il segnale che ci
arriva da dentro i cpt è chiaro: sempre più la
disperazione si sta trasformando in rabbia che determina la
volontà di ribellarsi e fuggire. Se l'evasione da
Bari-Palese è stata una fortunata coincidenza, dovuta alla
distrazione di polizia e carabinieri impegnati a contenere i
manifestanti, a Torino la fuga è scaturita dopo una dura
rivolta da parte degli immigrati reclusi.
Certamente non è la prima volta che avvengono sommosse o
fughe isolate (pensiamo alle tragiche rivolte a Trapani oppure a
Bologna), ma il fatto che questa volta siano avvenute a così
poca distanza l'una dall'altra, che abbiano comportato evasioni non
individuali ma collettive e che in entrambi i casi erano in corso
all'esterno manifestazioni antirazziste può farci capire gli
scenari che ci troveremo ad affrontare nei prossimi mesi.
Prima di tutto, non bisogna farsi illusioni sulla facile
riproducibilità di questi avvenimenti. Di sicuro le misure
di sicurezza verranno rafforzate, e gli immigrati reclusi
sottoposti a condizioni di vita ancora peggiori.
Inoltre bisogna tenere bene a mente che i fuggitivi -se ripresi-
sono destinati a violente ritorsioni, e in ogni caso le
affronteranno i loro compagni ancora dentro. Questo gli immigrati
lo sanno, ma come ovvio rischiano ugualmente.
La libertà non ha prezzo.
Occorre che, sempre di più, attorno a questi luoghi simbolo
della Fortezza Europa e della violenza statale, si creino reti di
solidarietà e appoggio. Non solo bisogna fare di tutto per
contrastare i nuovi cpt che come funghi nasceranno un po'
dappertutto, ma occorre continuare a monitorare, assediare e
contrastare quelli esistenti. Gli immigrati reclusi devono sapere
che non sono soli, che fuori da quelle mura c'è un movimento
solidale che li appoggia, che li sostiene e che li vuole
liberi.
E' probabile che le rivolte si moltiplichino, che gli immigrati
insorgano, che i tentativi di fuga aumentino.
Non facciamoci trovare impreparati, sta a tutti noi fare in modo
che questo desiderio di libertà sia realizzato.
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana -
FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
Settembre 2003

27 settembre 2003
Giornata nazionale di mobilitazione antirazzista
Senza frontiere-senza padroni-senza stati: Per noi queste sono le
condizioni base per un mondo nuovo senza sfruttati e sfruttatori in
cui ogni essere umano sia considerato un fine e non il mezzo per
l'arricchimento di qualcun altro.
I confini sono usati da chi detiene il potere,politico ma
soprattutto economico, per dividere gli sfruttati e metterli uno
contro l'altro per nascondere loro la vera causa dello stato delle
cose, ossia un sistema politico-economico disumano che permette a
pochi di avere ogni tipo di privilegio ai danni e spesso sulla
pelle dei più. E allora, per mantenere questo privilegio
ecco che lo si deve nascondere dietro una cortina fumogena fatta di
menzogne e paure indotte, ecco che è necessaria la creazione
di un "nemico" a cui poter addossare le colpe del malessere delle
varie popolazioni. Il diverso, l'altro", lo straniero, diventa, per
l'uomo medio, il nemico da combattere, quello che toglie il lavoro,
la casa, la sicurezza.
Noi vogliamo disperdere questa nebbia devastante ,vogliamo mettere
in chiaro chi sono "i veri nemici", chi utilizza le frontiere come
muri insormontabili per poter fare in modo che chi le attraversa
perda ogni diritto e divenga, nei fatti, uno schiavo costretto al
silenzio e alla rassegnazione. Vogliamo urlare ad alta voce che i
diritti non si chiedono in ginocchio ma si pretendono e si prendono
quando vengono negati e vogliamo ribadire che nessun essere umano
potrà dirsi libero finché ci sarà un solo
schiavo sulla terra e che l'unico modo di liberarsi è quello
di farlo tutti insieme,"bruciando" idealmente i passaporti che ci
vorrebbero divisi,alzando la testa per dire un semplice ma
potentissimo"signor no".
E tutto questo a partire dai nostri quartieri e dalle nostre
città.
Per questo la Federazione Anarchica Italiana (in collaborazione
con varie realtà locali) ha indetto una giornata di
mobilitazione nazionale CONTRO IL RAZZISMO per il giorno 27
SETTEMBRE per:
- Ribadire che il razzismo è un'arma degli sfruttatori per dividerci e sfruttarci meglio. Uniti si vince,divisi si resta in catene.
- Rilanciare il tema dei diritti: diritto alla casa, ad un lavoro decente, scuola e sanità, diritto alla libera circolazione delle persone, diritto d'asilo.
- Manifestare contro leggi come la Turco-Napolitano (che ha introdotto i c.p.t.) e la Bossi-Fini, tese a considerare l'essere umano come una merce.
- Pretendere ed agire per la chiusura definitiva dei centri di permanenza temporanea, veri e propri lager in cui i migranti vengono rinchiusi come bestie per poi essere espulsi.
- Portare avanti ed espandere le lotte per dare una risposta ai bisogni (casa, sanità ecc.) ai quali questa società non vuole e spesso non può dare una risposta.
- Dimostrare che un altro mondo è necessario e che se ci uniamo per prendere ciò che ci spetta è possibile.
Un'ultima specificazione, perché a Parma: la città
non è stata scelta a caso, infatti questa città, in
apparenza "perfetta ed ordinata" è stata teatro di forti
lotte per i diritti dei migranti, primo fra tutti quello ad una
casa, questo ha portato a diversi tentativi di repressione da parte
del potere, vogliamo perciò opporre all'arroganza del potere
la solidarietà senza confini.
Perché manifestare nel Sud: è qui che sono nati i
primi c.p.t., qui che vengono sperimentate le politiche di
controllo e repressione nei confronti dei migranti, ed è
davanti a queste coste che migliaia di persone in fuga dal proprio
paese d'origine sono morte a causa degli speronamenti e dei blocchi
compiuti dalla marina militare.
Invitiamo singoli e o gruppi ad aderire e partecipare a questa
giornata di lotta.
Per il centro-nord corteo il 27 settembre 2003 a Parma partenza
ore 14.30 piazzale Picelli.
A Napoli, sempre il 27 settembre, ci sarà un presidio in
piazza.
Per info e adesioni:
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
fai-antiracism@libero.it
Federazione Anarchica Italiana - FAI
in collaborazione con il comitato antirazzista di Parma e diverse
realtà anarchiche e libertarie meridionali
Adesioni, al 27 settembre:
Gruppo anarchico "A. Cieri"-F.A.I.
(Parma)
Ateneo Libertario (Parma)
Usi-ait sez. Parma
Coll. libertario studentesco "Stella Nera" (Parma)
Lavoro Informazione (Parma)
Disgusto totale che fare ? (Parma)
Usi-ait Federazione regionale Marche
Gruppo Libertad FAI (Rimini)
Rete antirazzista (Venezia)
Circolo libertario E.Zapata (Pordenone)
Federazione Anarchica Milanese FAI
Federazione Anarchica Livornese FAI
FAI Val d'enza
Circolo comunista libertario "F.lli Cervi" (Val d'enza)
Organizzazione Anarco-Comunista Napoletana - FAI
Federazione Anarchica Torinese FAI
Laboratorio Marxista (Parma)
Federazione Anarchica Reggiana
FAI Alessandria
Usi-ait Sezioni di Reggio e Correggio
Usi-ait Sez. di Alessandria
Collettivo anarchico "Sciarpa nera" (Alessandria)
Comitato lavoratori cileni in esilio
Federazione dei Comunisti Anarchici
Gruppo libertario di discussione (Genova)
Social Anarhisticna Federacija SAF (Slovenia)
FAI Venezia
Ya basta! (Parma)
Gruppo Anarchico Germinal - FAI (Trieste)
Associazione immigrati (Pordenone)
Associazione antirazzista interetnica "3 febbraio"
Spazio sociale anarchico "Libera" (Modena)
Segretario nazionale USI-AIT
Coordinamento Pace e Solidarietà (Parma)
Individualità anarchiche di Gemona (UD)
Collettivo libertario Novatese-FAI
Gruppo anarchico "P.Gori" -FAI (Savona)
Gruppo anarchico "L.Galleani" - FAI (Vercelli)
Coordinamento anarchico ligure e piemontese
Gruppi Anarchici Imolesi ("La comune" e "Malatesta")
Socialismo Rivoluzionario - Fed. di Bologna
Federazione Municipale di Base di Spezzano Albanese(CS)
F. A. "G. Pinelli"-FAI di Spezzano Albanese (CS)
Coordinamento degli anarchici e dei libertari calabresi
Red. di Comunarda
Laboratorio sociale AQ16 (Reggio Emilia)
Indicazioni per il corteo di Parma
Uscire dal casello parma centro (il primo da Reggio, il secondo da
Milano)
Alla rotonda prendere per Parma centro - via Moletolo
Proseguire diritto per via Europa, e, percorrere verso destra il
primo ponte sul fiume, poi diritto per viale Piacenza.
Al secondo semaforo prendere a sinistra, e subito a destra,
per viale Pasini fino alla grande rotonda.
Dalla rotonda, proseguire dritto per il viale alberato (Viale dei
Mille ) e li, o nelle vicinanze, trovare parcheggio.
Infine prendete l'ultima strada a destra del viale alberato.
I pulman scaricano in P.le Santa Croce e parcheggiano al parcheggio
scambiatore Crocetta.
CRONACA DELLA MANIFESTAZIONE
Quella di Parma era indubbiamente una scommessa difficile. Per la prima volta la FAI organizzava una giornata di lotta sui temi della solidarietà antirazzista e contro tutte le frontiere e il corteo a Parma era l'appuntamento più importante.
La giornata cadeva in un momento non facile: da un parte tutto il mese di settembre aveva visto una serie ininterrotta di appuntamenti per il movimento anarchico e libertario, dall'altro per il movimento antirazzista nel suo complesso, ad un anno dall'entrata in vigore della Bossi-Fini, non sono certo tempi facili.
La città di Parma non era stata scelta a caso. Infatti qui è presente da anni un significativo movimento di lotta antirazzista di immigrati e autoctoni che ha portato a numerose occupazioni di case, di cui tre tutt'ora in piedi, che ospitano numerosi immigrati, famiglie comprese. Possiamo dire che la scommessa è riuscita.
Da piazzale Picelli il corteo partiva verso le 16 per riversarsi subito nella via più centrale di Parma dove si ingrossava fino a raggiungere i 2000 partecipanti. In testa l'ormai classico striscione della commissione antirazzista della FAI "Senza stati e confini nessuno è clandestino", poi il grande striscione del Comitato antirazzista di Parma (assieme a cui era stato organizzato il corteo) "Senza frontiere - senza padroni - uniti nella lotta" e via via tutti gli altri, tra cui delegazioni di compagni sloveni della Federazione sociale anarchica (SAF) e croati. Al corteo erano presenti in ordine sparso immigrati parmensi originari di vari paesi, purtroppo la loro partecipazione è stata inferiore alle aspettative, causa il clima di tensione creato ad arte dal sindaco sulla stampa locale. Infatti nei giorni precedenti il losco figuro aveva invitato tutti gli esercenti a tenere i negozi chiusi per possibili incidenti. Sebbene in pochi lo abbiano ascoltato, questa uscita, assieme alle numerose camionette degli sbirri nelle vie adiacenti alla piazza di partenza, ha scoraggiato la presenza di molti immigrati. Il corteo attraversava vivace il centro città lambendo la zona dove si stava svolgendo un vertice europeo che vedeva presente il “buon” Prodi. Negli slogan si urlava forte la nostra opposizione alla legge Bossi-Fini e a tutte le leggi razziste, la nostra volontà di abbattere tutte le frontiere attraverso la solidarietà di classe antirazzista, la necessità di continuare le lotte sui bisogni sociali negati, in particolare la casa. Attraversando lo storico quartiere dei Navigli si ricordavano le barricate antifasciste del '22.
Sempre lì vicino, in via XX settembre, il corteo si fermava a lungo per un azione di denuncia contro le esternazioni razziste di un noto medico, consigliere comunale per una lista civica di destra. Questo borghesotto pieno di soldi è stato l'artefice di una mozione in consiglio comunale per far chiudere i numerosi call-center dei borghi (quelli che per il personaggio dovrebbero essere i “nostri borghi, purissimie italianissimi”), gestiti da immigrati e per immigrati, con la scusa della mancanza di tre servizi sanitari a locale, cosa non richiesta per nessun altro locale pubblico. La cosa ancora più grave è che la mozione è stata recentemente approvata all'unanimità. Sotto il suo studio venivano posti simbolicamente tre cessi mentre uno striscione con la scritta "I borghi sono di tutti" veniva messo sul portone di entrata. Alcuni immigrati gestori di call-center prendevano la parola per denunciare la situazione. Il corteo finiva poi nella centralissima piazza Garibaldi dove una folla di compagni/e e gente comune ascoltava gli interventi finali che ribadivano ancora una volta le ragioni del corteo. La strada da fare è sicuramente ancora molta, soprattutto per quanto riguarda un reale coinvolgimento e protagonismo degli immigrati nelle lotte. Riteniamo comunque che questa riuscita giornata sia stata un passo importante per un sempre maggiore coinvolgimento del movimento anarchico e libertario nelle battaglie assieme agli immigrati e per un mondo senza frontiere.
Commissione antirazzista della FAI
[Da "Umanità Nova" n. 31 del 5 ottobre 2003]
Dicembre 2003
Nessuna frontiera, nessuna nazione, nessuna galera
Trapani manifestazione nazionale il 28 dicembre
Il 28 dicembre 2003 ricorre il quarto
anniversario della strage del CPT "Serraino Vulpitta" di Trapani in
cui morirono sei giovani immigrati maghrebini in seguito a un
incendio divampato in una delle celle.
Nonostante l'immediata reazione degli antirazzisti siciliani e le
lotte intraprese per ottenere la chiusura del "Vulpitta", i Centri
di Permanenza Temporanea continuano a essere lo strumento
privilegiato da parte dello Stato e del Capitale per reprimere e
annientare la libertà di movimento e il desiderio di donne e
uomini di vivere con dignità la propria vita.
Gli immigrati continuano ad essere carne da macello a causa delle norme in materia di immigrazione. La legge Bossi-Fini è risultata – in termini di efficienza repressiva – la più naturale prosecuzione della Turco-Napolitano, che istituì i CPT in ossequio al Trattato di Schengen: ai confini della Fortezza Europa, infatti, continua a morire un numero indefinito di esseri umani.
Uno dei risultati più importanti della mobilitazione antirazzista degli ultimi anni è stata la crescita dell'attenzione da parte dell'opinione pubblica sui temi dell'immigrazione, dei diritti dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dell'accoglienza. Questa pressione dal basso è riuscita a garantire un costante controllo e una continua vigilanza da parte del movimento sulle reale condizioni dei nuovi campi di concentramento del nuovo millennio.
L'attuale fase politica e sociale per la
quale continuano a crescere i flussi migratori su scala mondiale,
viene affrontata dai governi del Nord del mondo nella maniera
più brutale e liberticida.
I CPT in Italia continuano a esistere, compreso il "Vulpitta" di
Trapani.
Nei mesi scorsi all'interno del "Vulpitta" gli episodi di
autolesionismo, i tentati suicidi, le proteste disperate, i
tentativi di fuga si sono susseguiti in maniera drammaticamente
crescente.
Gli immigrati reclusi vengono imbottiti di psicofarmaci per stare
buoni; se provano a ribellarsi vengono malmenati, insultati,
minacciati da poliziotti e carabinieri dal manganello facile.
Sessanta lunghi giorni di non-vita e nessuna prospettiva se non
quella del rimpatrio o della clandestinità.
Il nuovo centro di identificazione per
richiedenti asilo della frazione di Salinagrande ha tutti i
requisiti per essere un nuovo CPT. Da tempo si vocifera della
creazione di un secondo CPT a Trapani che farebbe di questa
città di frontiera un immenso carcere a cielo aperto.
Chiudere il "Vulpitta" e tutti i CPT italiani è una
priorità che ogni anarchico, libertario e antiautoritario
dovrebbe porsi poiché è per noi inconcepibile che la
libertà di donne e uomini venga cancellata in questo
modo.
I CPT non ammettono mediazione alcuna
perché esprimono pienamente una volontà di esclusione
umana ancor prima che sociale.
Il 27 e 28 dicembre saranno giornate di mobilitazione nazionale a
Trapani per la quale facciamo appello alla massima partecipazione e
alla costruzione di una presenza anarchica e libertaria forte e
visibile .
Manifesteremo la nostra opposizione alle politiche razziste e
militariste dello Stato italiano. Perché nessuno può
e deve essere considerato clandestino.
27 dicembre: assemblea pubblica del movimento per il rilancio delle iniziative antirazziste su tutto il territorio.
Testo finale dell'assemblea antirazzista
tenutasi a Trapani il 27 dicembre scorso, il giorno prima della
manifestazione contro il Cpt "vulpitta".
Il fenomeno dei flussi migratori ha conosciuto negli ultimi anni
uno sviluppo esponenziale.
Il crescente impoverimento delle popolazioni del Sud del mondo
causato dallo sfruttamento economico delle loro risorse da parte
delle grandi multinazionali occidentali e dall'assoggettamento alle
politiche autoritarie e guerrafondaie delle grandi potenze,
costringe milioni di donne e uomini a emigrare per sfuggire a
condizioni di precarietà economica ed esistenziale
intollerabili.
L'Europa, terra privilegiata nella quale gli immigrati ripongono forti speranze di riscatto sociale, risponde a queste istanze di liberazione dal bisogno con gabbie e innalzamento delle frontiere.
Il Trattato di Schengen è, in questo senso, lo strumento giuridico di cui l'Europa politica ed economica si è dotata per contrastare i flussi migratori e per fare del nostro continente una Fortezza impenetrabile. I Centri di Permanenza Temporanea (CPT) rappresentano l'estrinsecazione della logica di esclusione sociale e umana che nega il diritto alla libertà di movimento annientandolo in una vera e propria carcerazione preventiva.
In Italia, la legge Bossi-Fini rappresenta un salto di qualità in termini di efficacia repressiva rispetto alla Turco-Napolitano che istituì gli stessi Centri di Permanenza Temporanea, poiché lega la possibilità di permanenza in Italia alla possibilità di stipulare un contratto di lavoro, generando condizioni di sfruttamento neoschiavista per poi segregare e deportare fasce di lavoratori migranti in esubero nel mercato del lavoro neoliberista.
La lotta contro i CPT è dunque, prima di tutto, lotta per la libertà e i diritti di tutte e di tutti.
Il nostro obiettivo è quello di chiudere tutti i CPT attraverso una mobilitazione diretta e permanente.
Fin tanto che esisteranno i CPT non si potrà rinunciare a un intervento militante e dal basso finalizzato in primo luogo alla loro chiusura, ma anche per garantire un costante controllo e monitoraggio nei confronti di queste strutture e di quanto avviene al loro interno.
Questo impegno non si traduce in una concessione di legittimità ai CPT (dei quali condanniamo funzioni e finalità) bensì nella consapevolezza che i migranti necessitano del massimo sostegno dentro e fuori i Centri di Permanenza.
A partire dalle significative esperienze messe in atto in Sicilia e in Italia per contrastare politicamente e giuridicamente le normative razziste in materia di immigrazione, occorre rilanciare la lotta contro i CPT promuovendo forme di accoglienza vera, pubblica, laica, autogestita.
Gli esperimenti di accoglienza dal basso in tutta la Sicilia costituiscono spunti interessantissimi per la creazione di una rete di solidarietà antirazzista da realizzarsi attraverso strutture flessibili di coordinamento.
Questo tipo di coordinamento può comprendere ambiti specifici d'intervento come l'assistenza giuridica (avvocati e/o giuristi in contatto permanente), sanitaria (medici e personale sanitario), lavorativa (creazione di sportelli informativi gestiti da e con i migranti), la promozione di percorsi di cittadinanza dal basso e di tutela delle culture d'origine dei migranti.
Strappare alle strutture religiose il monopolio esclusivo dell'accoglienza, pur riconoscendone la forte valenza sociale che esse esprimono, significherebbe restituire ai migranti il ruolo di protagonisti delle loro vite.
La saldatura tra rivendicazioni dei migranti, dei disoccupati, dei lavorat ori e di tutti i soggetti oppressi e sfruttati dalla società è essenziale per la crescita di un'opposizione forte e incisiva alle politiche neoliberiste che schiacciano indifferentemente tutti, migranti e non.
Una costante comunicazione tra le diverse realtà antirazziste siciliane può garantire una capacità di intervento maggiore in tempi più rapidi, laddove le periodiche emergenze degli sbarchi di massa costringono ad azioni immediate ed efficaci.
Una forte e continua pressione dal basso esercitata attraverso le modalità e le forme più varie risulta un elemento centrale dell'azione antirazzista.
Comunicazione all'esterno, sensibilizzazione, controinformazione e contrasto permanente alle campagne di criminalizzazione nei confronti degli stranieri che vengono promosse dai media di massa sono strumenti utilissimi per porre all'attenzione dell'opinione pubblica e della società civile il problema della repressione nei confronti dei migranti in Italia e in Europa.
La pressione dal basso è elemento centrale dell'azione antirazzista, azione che non può non essere radicale, poiché radicali sono i contenuti di libertà e giustizia sociale che portiamo avanti insieme ai migranti.
E' necessario promuovere efficacemente una campagna per il riconoscimento pubblico e legislativo del diritto d'asilo che in Italia è assente a causa del vuoto giuridico sulla tutela di un diritto peraltro già sancito dalla Costituzione Italiana (art.10): è inammissibile che chi fugge da persecuzioni e/o guerre nel proprio Paese d'origine resti in qualche modo ostaggio per un non breve periodo di tempo in quelli che vengono denominati, qui in Italia, "centri di identificazione".
Qualsiasi trattenimento e qualsiasi restrizione indebita della libertà personale, per quanto meno cruenta rispetto alla detenzione in un CPT, rappresentano limitazioni intollerabili.
Trapani non deve trasformarsi in un immenso carcere a cielo aperto.
La Sicilia , porta dell'Europa da chi proviene dal sud del mondo, non deve trasformarsi in un'isola di repressione diffusa, in una sorta di portaerei militare USA-NATO funzionale al controllo e al contrasto degli sbarchi dei nuovi dannati della Terra.
Vogliamo che la Sicilia sia un luogo di accoglienza e scambio solidale: una vera e propria crepa nel sistema monolitico della "Fortezza Europa".
Vogliamo un Mediterraneo smilitarizzato, ponte di pace e cooperazione tra i popoli.
Gli antirazzisti siciliani si impegnano dunque nella costruzione di una rete di solidarietà militante e antirazzista che si pone i seguenti momenti di intervento nell'immediato futuro:
- l'adesione alla giornata europea per la chiusura dei CPT e per la regolarizzazione di tutti/e i/le migranti, prevista il 31 gennaio 2004, articolando a livello regionale e nazionale le opportune forme di iniziativa antirazzista.
- Il rilancio della campagna "Per non dimenticare" relativa al naufragio causato dalla nave "Yoahn" (avvenuto nel Natale 1996 al largo delle coste di Porto Palo in seguito al quale 283 migranti persero la vita) e alla denuncia delle omissioni di soccorso della Capitaneria di Porto di Siracusa nei giorni successivi alla tragedia.
E' necessario continuare a seguire il processo (prossima udienza il 29 gennaio a Siracusa) che scaturì dalla vicenda e rilanciare la sottoscrizione popolare (c.c.p n. 13683909 intestato al CISS, via Noto 12, Palermo, specificando causale "pro vittime naufragio") per sostenere le spese per il recupero del relitto e il riconoscimento delle salme così come richiesto dai famigliari delle vittime.
Coordinamento per la Pace - Trapani, Forum Sociale di Alcamo, Attac Catania, CISS, Commissione regionale immigrazione del PRC, S.In.Cobas (CT), Forum sociale di Palermo; Pietro Milazzo, responsabile regionale dell'Osservatorio sull'immigrazione CGIL SICILIA, Federazione Anarchica Siciliana, Comm. antirazzista della FAI
28 dicembre: conclusioni dell'assemblea e manifestazione pomeridiana.

