Archivio 2002



Gennaio 2002

SOLIDARIETA' ANARCHICA ALLE LOTTE DEI MIGRANTI MANIFESTIAMO CONTRO IL RAZZISMO DI STATO IL 19 GENNAIO A ROMA

La manifestazione nazionale antirazzista del prossimo 19 gennaio a Roma contro la Legge Bossi-Fini sull'immigrazione e, più in generale contro la politica repressiva del governo, è una scadenza importante e dovrebbe vedere un maggiore coinvolgimento dell'anarchismo organizzato, sia sul piano dell'impegno militante che nell'elaborazione, di quanto si è potuto registrare fino ad ora.

Infatti se si eccettuano l'esperienza del coordinamento antirazzista della FAI, il forte impegno della Federazione Anarchica Siciliana e l'importante lavoro svolto dalle compagne e dai compagni in alcune situazioni locali (Pordenone, Parma, Alessandria, Torino, Bologna...), bisogna riconoscere che, dopo la mobilitazione contro i kampi di detenzione, l'azione anarchica all'interno dei percorsi di autorganizzazione degli immigrati, nelle lotte antirazziste e nelle scadenze nazionali per la libertà di circolazione come quella di Brescia dello scorso 24 novembre è stata limitata e sovente "delegata" a pochi singoli compagni. Eppure la questione dell'immigrazione è sempre più centrale sul piano sociale, ma anche su quello politico e culturale; basti pensare all'inseguimento da parte della quasi totalità dei partiti delle sempre più intolleranti paure xenofobe presenti nell'elettorato, alla strumentalizzazione della cosiddetta emergenza immigrazione "clandestina" per varare misure repressive e liberticide, alla propaganda di guerra su presunte superiorità culturali e religiose, allo sfruttamento della manodopera immigrata nell'industria sia in quanto forza lavoro più ricattabile e flessibile sia come elemento di divisione tra lavoratori autoctoni e immigrati. Di fronte a questo complesso di questioni e conflitti, l'antirazzismo e internazionalismo anarchico dovrebbero riuscire ad essere elemento di sviluppo del movimento e dei percorsi di autorganizzazione che vedono sempre più protagonisti decine di migliaia di migranti che, peraltro, dato la loro situazione precaria da un punto di vista legale, abitativo, sindacale, comunicativo, etc. devono affrontare problemi e rischi enormi anche per rivendicare i più elementari diritti.

Per questo se è più che necessario criticare l'illusoria campagna per i cosiddetti "diritti di cittadinanza" portata avanti da certi settori nei confronti di un governo che ha nel proprio DNA ideologico la discriminazione, è altrettanto opportuno osservare che questa critica deve essere accompagnata da pratiche conseguenti e solidali volte ad affermare le libertà negate, come ad esempio viene fatto con le occupazioni che cercano di dare delle risposte immediate al problema della casa.

Le pesantissime condizioni di vita di gran parte degli immigrati in costante pericolo di espulsione forzata o di carcerazione all'interno di strutture quali i CPT, non consentono atteggiamenti ed approcci a tali problematiche che non tengano conto dell'urgenza e della concretezza dei problemi che i migranti si trovano quotidianamente ad affrontare.

Per cui se è condivisibile il considerare come marginale o riformista la semplice rivendicazione di diritti civili, questo non deve però trasformarsi in un comodo alibi per sottrarsi alla complessità e alla drammaticità di chi è senza un tetto, circondato da ostilità di ogni genere, costretto ad accettare condizioni indicibili di sfruttamento e alienazione.

Rispetto alla Legge Fini-Bossi è già stato sottolineato che questa è figlia, più o meno legittima, della Turco-Napolitano voluta dal precedente governo di centro-sinistra (con i voti anche di Rifondazione Comunista che oggi si dichiara "pentita") e in particolare ne riproduce la logica, subordinando l'ingresso in Italia dei cosiddetti "extracomunitari" alla politica dei flussi, ossia al numero chiuso in base alle richieste di forza lavoro da parte dell'azienda- Italia.

Questa pretesa di regolamentare e limitare un diritto umano quale quello alla libera circolazione, oltre a confermare la tendenza neoliberista a ridurre le persone a mera merce, risulta materialmente inapplicabile in considerazione delle dimensioni epocali delle migrazioni in atto e quindi comporta automaticamente la creazione e la moltiplicazione dello status di "clandestino", per la felicità di caporali e padroni senza scrupoli nonché dei nuovi negrieri, degli scafisti, dei passeurs e dei trafficanti legati alle varie mafie e alla criminalità organizzata.

Per questo l'opposizione alla legge Bossi-Fini deve mettere in discussione la pretesa da parte del governo - di qualsiasi governo - di stabilire preventivamente e gestire per legge i flussi migratori, trasformando i permessi di soggiorno in contratti a scadenza. L'unica "legge" possibile, giusta e razionale è infatti - anche in questo caso - quella che non mette fuori-legge la libertà di vivere dove si vuole, tanto più che l'immigrazione non è turismo ma un fenomeno sociale imposto da situazioni quali guerre, miseria, devastazioni ambientali, persecuzioni.

ANTIRAZZISMO come COMPLICITA' CON GLI IRREGOLARI ANTIRAZZISMO come RIFIUTO DELLE FRONTIERE ANTIRAZZISMO come SOLIDARIETA' DI CLASSE

ANTIRAZZISMO come OPPOSIZIONE AL CAPITALE ANTIRAZZISMO come AZIONE ANTIFASCISTA

"Per noi non vi sono stranieri. Noi vogliamo che tutti gli uomini, qualunque sia il loro luogo di nascita, qualunque sia il ceppo etnico da cui derivano, qualunque la lingua che parlano, si considerino come fratelli e si aggruppino liberamente e cooperino insieme per il maggior benessere, la maggiore libertà, la maggiore civiltà di tutti (...) Se di stranieri vuol parlarsi, allora per noi lo straniero non è colui che è nato al di là di una frontiera e parla una lingua diversa, o ha la pelle di diverso colore; - lo straniero, il nemico, è l'oppressore, è lo sfruttatore, è chiunque, in qualunque paese, sottomette a sé un altr'uomo." E. Malatesta, da "Volontà", 1914

Coordinamento antirazzista della Federazione Anarchica Italiana mail: fai-antiracism@libero.it

Il Coordinamento Antirazzista della FAI organizza uno spezzone anarchico aperto a tutti caratterizzato dalla parola d'ordine: "Senza stati ne frontiere nessuno è clandestino". Invitiamo fin d'ora tutti i compagni le compagne interessati a venire a Roma per la manifestazione di sabato 19 gennaio (ore 15 da piazza Esedra - da confermare) a fare riferimento all'indirizzo mail del Coordinamento: fai-antiracism@libero.it

Febbraio 2002

Comunicati sul campo di detenzione di Trapani

Grave la situazione all'interno del lager per immigrati "Serraino Vulpitta" di Trapani. Apprendiamo che in queste ore la tensione, già altissima da oltre due settimane nel lager di Trapani, è ulteriormente salita. I reclusi rifiutano il cibo e la polizia reagisce spegnendo sigarette sul collo agli immigrati in sciopero della fame. Si segnala in serata un tentativo di suicidio. Si teme che la situazione possa ulteriormente peggiorare. Invitiamo alla massima vigilanza ed a far circolare il più possibile le notizie.
Coordinamento antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
per informazioni 3386594361

Per chi non avesse seguito la vicenda riportiamo il comunicato pubblicato da Umanità Nova n. 6 del 17 febbraio relativo alla rivolta di 10 giorni orsono.

Trapani: rivolta al "Serraino Vulpitta"
Lunedì 4 febbraio, un ennesimo sbarco di migranti nordafricani a Mazara del Vallo (si tratterebbe di 139 persone) ha avuto il solito strascico determinato dalle politiche della "Fortezza Europa". Essendo clandestini, ossia, per lo Stato italiano, "non persone", i nuovi migranti sono stati immediatamente trasferiti al Centro di Permanenza Temporanea di Trapani "Serraino Vulpitta", famoso per le "comodità" offerte ai soggiornanti e per il "rispetto dei diritti" di cui essi possono godere da parte delle autorità. Poiché il CPT alloggiava già 54 persone - i posti sono 50 - i 139 nordafricani sono stati messi nel centro di transito, al primo piano, dove in genere si procede alle operazioni di identificazione. Potete tutti immaginare le condizioni in cui i migranti erano costretti a vivere. Già da martedì iniziano a protestare per le condizioni in cui sono trattenuti, attraverso lo sciopero della fame. Non possono essere portati negli altri centri siciliani e calabresi perché già pieni.
Cominciano così i primi atti di autolesionismo, e mercoledì, pare, viene anche bruciata una coperta. Tra mercoledì e giovedì, probabilmente, scoppia una rivolta all'interno del CPT. Ci sono stati, nella repressione della protesta, 5 feriti ed un arresto. In seguito ci sarebbe stato un tentativo di fuga di massa, prontamente represso. 100 immigrati sono stati così trasferiti alla palestra "Buscaino Campo", vicino al porto. Il CPT è ora completamente blindato e militarizzato. (...)
Contro le politiche di chiusura e il razzismo ribadiamo la lotta per il diritto di tutti a muoversi liberamente, per il diritto alla cittadinanza, per il diritto ad una vita migliore. Domenica 10 febbraio è circolata la notizia di una nuova rivolta duramente repressa alla Palestra "Buscaino Campo" (NdR).
T.A.Z. laboratorio di comunicazione libertaria


La situazione al lager per immigrati di Trapani, sebbene sia in parte rientrato il grave allarme prospettato nella notte del 16 febbraio, resta tesissima. La visita di una compagna del Coordinamento Associazioni trapanesi per la pace ha comunque appurato che attualmente non vi sono concreti pericoli fisici per i reclusi. La protesta del 16 era dovuta alla decisione di liberare solo alcuni dei detenuti, quelli rinchiusi nella palestra "Campo".
Di seguito il comunicato dei compagni trapanesi.
Coordinamento antirazzista della Federazione Anarchica Italiana

Venerdì 15 febbraio si erano ormai ridotti a una ventina gli immigrati tenuti in quella palestra, dato che un nuovo sbarco di circa duecento persone sulle coste trapanesi aveva praticamente congestionato le strutture disponibili. Facendo un salto indietro di qualche giorno (il caotico susseguirsi degli eventi rende difficile anche la loro ricostruzione), si ricordi che dopo lo sbarco del 4 febbraio poiché il CPT alloggiava già 54 persone - i posti sono 50 - 139 persone erano state messe nel centro di transito, al primo piano, dove in genere si procede alle operazioni di identificazione. Già da martedì iniziarono a protestare per le condizioni in cui erano trattenuti, attraverso lo sciopero della fame. Non furono portati negli altri centri siciliani e calabresi perché già pieni. Cominciano così i primi atti di autolesionismo, e mercoledì, pare, venne anche bruciata una coperta.
Tra mercoledì e giovedì, probabilmente, scoppia una rivolta all'interno del CPT. Ci sono stati, nella repressione della protesta, 5 feriti ed un arresto. In seguito ci sarebbe stato un tentativo di fuga di massa, prontamente represso. 100 immigrati furono così trasferiti su ordine del Ministero degli Interni alla palestra "Buscaino Campo", vicino al porto, in condizioni di assoluta invivibilità, dato che questa struttura non è in alcun modo destinata a funzioni di questo tipo. Oggi, 18 febbraio è plausibile che vengano emessi dei provvedimenti di espulsione destinati ai protagonisti delle agitazioni dei giorni scorsi, e che la palestra si svuoti del tutto, ma quest'ipotesi potrà essere accertata solo nelle prossime ore. Tutto ciò a riprova del fatto che la gestione dell'"emergenza sbarchi" si sta confermando sempre più caotica, approssimativa, e lesiva dei diritti degli immigrati. Il costante controllo da parte di quanti in questi anni portano avanti una lotta serrata contro l'attuale legislazione in materia di immigrazione, ha fatto sì che in questi giorni non mancasse mai la possibilità da parte dei reclusi di comunicare con l'esterno. Si è ormai arrivati ad una situazione intollerabile in cui la stessa segregazione delle persone è affidata alla discrezionalità delle autorità dettata dalle contingenze: così come a Trapani, aumentano in tutta la Sicilia le strutture adibite sommariamente a "centri di transito", dove subito dopo l'arrivo si realizza il "trattenimento" provvisorio dell'immigrato in attesa di espulsione, fuori da quei CPT che, previsti per legge e autorizzati dal Ministero degli Interni, costituiscono essi stessi un orrore giuridico e umano.
In questo momento l'attenzione è massima, tanto più che in questi giorni è entrato nel vivo il processo che vede alla sbarra l'ex prefetto di Trapani Cerenzìa, riguardo ai fatti del Dicembre '99 quando morirono sei immigrati in seguito a un incendio scoppiato al "Vulpitta". Fuori dall'aula del tribunale intanto, questa battaglia di libertà, che è libertà di tutti, continua.
T.A.Z. laboratorio di comunicazione libertaria

Marzo 2002

8 marzo 2002

Parma: rastrellamenti e perquisizioni di immigrati
Nella serata di giovedì 7 marzo a Parma la polizia in assetto di guerra ha effettuato un rastrellamento di immigrati e numerose perquisizioni nei confronti di migranti e di 5 esponenti del Comitato Antirazzista della città.
Esprimiamo la massima solidarietà ai migranti vittime delle politiche razziste del governo ed ai compagni del Comitato Antirazzista.
SENZA STATI NE' FRONTIERE NESSUNO é CLANDESTINO!

Coordinamento Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
per info: fai-antiracism@libero.it

Parma: rastrellamento e perquisizioni alla vigilia della manifestazione regionale migranti
é durata tre ore la perquisizione in un quartiere del centro con numerose abitazioni e attività di cittadini migranti per un'operazione di polizia di chiaro scopo intimidatorio che si è appena svolta a Parma, due giorni prima della manifestazione regionale della CGIL.
Alle 18 (del 7 marzo, NdR) le vie vengono bloccate con decine di camionette dei carabinieri e auto della polizia, giunte anche da altre città.
Sono stati effettuati rastrellamenti nelle case e nei negozi; le forze dell'ordine sono entrate in azione con manganelli impugnati al rovescio e mitragliette spianate in negozi e ristoranti.
Numerosi migranti sono stati portati al comando dei carabinieri. 5 compagni e compagne, tra i quali alcuni membri del Comitato cittadino antirazzista, arrivati nella via sono stati fermati e identificati da 6 pattuglie della polizia giunte sul posto appositamente e, dopo gli accertamenti durati un'ora, sono stati lasciati andare. Evidentemente i testimoni di questi soprusi sono pericolosi criminali. Vediamo in questa operazione un'intimidazione che ha lo scopo di scoraggiare la partecipazione dei migranti alla manifestazione di sabato, come già avvenuto nelle altre città dove si sono svolte proteste per la legge Bossi/Fini negli scorsi mesi.

Invitiamo i gruppi antirazzisti e le associazione di migranti dell'Emilia Romagna a partecipare alla manifestazione di sabato. Il ritrovo è alle ore 15 in P.le anta Croce

Comitato cittadino antirazzista, Ya Basta! Parma
per info: 3470502008 katia

Bologna sabato 2 marzo
Manifestazione nazionale per la chiusura dei centri di permanenza temporanea.

Foto della manifestazione di Bologna

é confermata la manifestazione nazionale che si svolgerà a Bologna nel pomeriggio di sabato 2 marzo. Si è svolta un'assemblea cittadina mercoledì 20 febbraio che ha confermato i contenuti della proposta che era circolata in rete e fra i gruppi e le associazioni che si oppongono alle leggi classiste e razziste dei vari governi.

Il social forum bolognese, i disobbedienti, il comitato antirazzista, il comitato antimperialista, l'associazione "3 febbraio", altre associazioni e gruppi fra cui gli anarchici hanno ribadito come obiettivo primario di questa mobilitazione sia impedire l'apertura del centro di detenzione per immigrati di via Mattei a Bologna e la chiusura di tutti i CPT in funzione. A livello regionale la manifestazione assume particolare significato anche in relazione ai progettati (ed in via di allestimento) CPT di Modena e Rimini. A livello nazionale la manifestazione si fa carico delle più generali lotte degli immigrati contro le leggi Martelli-Turco-Napolitano-Bossi- Fini.

L'appuntamento è per sabato pomeriggio, indicativamente alle 15 in Piazza Maggiore. Mercoledì 27 febbraio si svolgerà un'altra assemblea cittadina nel corso della quale verranno definite le modalità di svolgimento della manifestazione.

Va da sé l'importanza di una massiccia partecipazione a questa manifestazione da parte di tutte le compagne e tutti i compagni, soprattutto dalle regioni del centro-nord. Dopo l'ottima riuscita della manifestazione del 19 gennaio a Roma, questo è un ennesimo appuntamento della lotta contro le politiche discriminatorie nei confronti degli immigrati dal "terzo mondo" (che, ovviamente, non si applicano agli "extra comunitari" statunitensi, canadesi o svizzeri), contro l'arroganza dei poteri e del padronato, contro la xenofobia ed il razzismo della canea reazionaria.

Ribadire la libertà di circolazione delle persone, lottare per la completa abolizione dei provvedimenti legislativi sull'immigrazione, primo fra tutti il "reato" di clandestinità, lottare affinché non si aggiungano carceri alle carceri, dimostrare come la mobilitazione di massa e l'azione diretta possano piegare la pervicacia dei governi è la sfida che questa manifestazione assume.

Consapevoli del fatto che lo Stato ed il capitalismo siano impegnati per la sottomissione di tutti i lavoratori, i disoccupati, migranti o stanziali che siano, ribadiamo i nostri principi di sempre: Senza frontiere, nessuna galera!

Redb.

Accogliendo l'appello dei compagni anarchici bolognesi invitiamo tutti i compagni e le compagne anarchici e libertari a partecipare più numerosi possibile alla manifestazione del 2 marzo a Bologna contro i centri lager per immigrati e a costruire un grande spezzone anarchico.

CONTRO I LAGER PER GLI IMMIGRATI, PER UN MONDO SENZA FRONTIERE! CONTRO TUTTE LE LEGGI RAZZISTE, SOLIDARIETA' DI CLASSE INTERNAZIONALISTA!

Tutti a Bologna il 2 marzo!

Coordinamento Antirazzista della FAI

per info: fai-antiracism@libero.it

Novembre 2002

Sabato 30 novembre a Torino, con partenza da Partenza Piazza Sabotino ore 14
Manifestazione nazionale per la chiusura immediata dei CPT (centri di permanenza temporanea per i clandestini).
Il Coordinamento Antirazzista della FAI parteciperà con un proprio spezzone e un volantone. CHIUDERE I LAGER, APRIRE LE FRONTIERE! SENZA STATI NE' CONFINI NESSUNO E' CLANDESTINO!
per info: fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista
tel. 338/6594361

Foto della manifestazione di Torino

Questo è il testo da noi distribuito durante il corteo.

NESSUNO È CLANDESTINO, SIAMO TUTTI SFRUTTATI!


I lager per clandestini (ipocritamente chiamati centri di permanenza temporanea - CPT) sono l'espressione più evidente della barbarie generata dalle varie leggi sull'immigrazione.

Dalla legge Turco-Napolitano del centro-sinistra che ha varato per la prima volta l'infame "politica dei flussi" ed ha concepito i CPT alla Bossi-Fini del centro-destra che non ha fatto altro che inasprire e peggiorare la precedente, tutte queste leggi hanno creato e diffuso l'artificiale divisione fra immigrati "buoni e lavoratori" e clandestini "cattivi e criminali".

Detta in altri termini gli immigrati possono essere tollerati solo se rimangono nell'ombra e restano chini al dispotismo dei padroni nei luoghi di lavoro in modo da fornire docile manodopera per le industrie.

Altrimenti essi diventano automaticamente clandestini e perciò colpevoli automaticamente di tutte le nefandezze possibili ed è allora che si aprono le porte dei CPT.

Questi luoghi di detenzione (che ormai si stanno diffondendo in tutto il ricco occidente) simboleggiano bene l'atteggiamento della nostra "civile" società nei confronti di persone colpevoli solamente di fuggire da situazioni di miseria, sfruttamento, oppressione o guerra: la sola mancanza di un documento, di un inutile pezzo di carta che attesti il loro essere "regolari" è sufficiente per essere sottoposti ad una carcerazione inumana e arbitraria in luoghi ancora più opprimenti delle "normali" galere.

Come anarchici siamo sempre stati contro ogni forma di carcere e coercizione essendo ben convinti che è questa stessa società classista ed autoritaria a generare quei comportamenti diffusi conosciuti sotto il nome di criminalità.

Perciò siamo radicalmente contrari all'esistenza dei CPT, dove fra l'altro, i clandestini reclusi non godono neanche dei quei pur minimi e precari diritti dei carcerati "normali". Crediamo che anche coloro che si dichiarano democratici e, a differenza di noi, credono nello stato di diritto, debbano inorridire di fronte a questi lager che, imprigionando persone che non hanno fatto assolutamente nulla, violano qualsiasi norma giuridica e si fanno beffe dei tanto sbandierati diritti umani.

Combattere i CPT diventa perciò una parte importante nella lotta contro tutte le leggi razziste e contro il dispotismo statale. Una lotta che per essere coerente ed efficace deve avere come punto centrale la libertà di circolazione per tutti gli uomini e le donne del pianeta e il rifiuto di ogni divisione fra immigrati, clandestini, italiani, extracomunitari, regolari consapevoli che l'unica divisione reale è fra sfruttati e sfruttatori.

CHIUDIAMO TUTTI I CPT!
CONTRO TUTTE LE LEGGI RAZZISTE PER UN MONDO SENZA FRONTIERE SOLIDARIETA' DI CLASSE INTERNAZIONALISTA!

Coodinamento Antirazzista della FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista