Benvenut* nel sito della Commissione Antirazzista della FAI. Qui potrete trovate tutti i materiali da noi prodotti nel corso degli anni e non solo. Nella sezione archivio vi sono tutti i nostri volantini, documenti e comunicati divisi per anno. In articoli trovate tutti gli scritti apparsi sul settimanale anarchico "Umanità Nova" riguardanti l'immigrazione e la lotta contro il razzismo e le frontiere. Inoltre trovate foto, link utili e altro ancora. Vi invitiamo a saccheggiare e a diffondere il più possibile i materiali presenti sul sito.
Per un mondo senza frontiere!


Aggiornamenti

2 ottobre 2008

Contro ogni stato, contro ogni razzismo

Ogni giorno è sempre peggio: il bollettino di guerra contro gli stranieri è sempre in ascesa..
Sembra che l'argine di un fiume in piena si sia rotto. Gruppi di estrema destra, ma anche di quella che si dice moderata, soffiano sul fuoco.
La crisi economica, la fatica di arrivare a fine mese, il lavoro che non si trova, invece di unire i proletari contro i padroni, le banche, la confindustria, il governo, il parlamento, cioè contro coloro che sono i veri responsabili delle loro miserie, portano a guardare il "diverso" come il responsabile della crisi economica.
A Milano si può morire ammazzati per un biscotto come è successo ad Abba o si può morire bruciati, come è successo a Ciprian bambino rom di 14 anni che viveva con la famiglia tra le macerie delle ex acciaierie Falk a Sesto S. Giovanni. Ciprian, come tanti altri, è stato ucciso dal capitalismo selvaggio del loro paese e del nostro paese: ha sperato di trovare una vita migliore, ma ha trovato una morte orribile, in un posto in cui neanche i topi ci starebbero. Ai funerali vediamo spuntare gli avvoltoi del potere che fanno la faccia triste e dispiaciuta, come se queste tragedie non dipendessero da loro, mentre in realtà sono i veri responsabili. Quanti Abba e Ciprian non conosciamo perché non arrivano all'"onore" delle cronache?
A Castelvolturno la camorra, esercito statale al quale si appaltano i lavori sporchi, ammazza sette immigrati, guarda caso tutti africani.
Gli interessi speculativi in quelle zone sono talmente forti che non si bada a spese.
A Pianura gruppi di Alleanza nazionale e di estrema destra spingono la popolazione al linciaggio di una comunità di africani il cui unico peccato è quello di essere neri e perciò sono additati come nemici potenziali.
A Parma una squadra di vigili si sente talmente protetta che si permette di passare da una violenza
all'altra: prima bastonano una ragazza nera perché prostituta, ( la campagna Carfana-Maroni- Alemanno dà i suoi frutti) oggi massacrano di botte un ragazzo.
Proprio nelle ultime ore a Foggia, a Roma a Milano di nuovo vengono aggrediti altri lavoratori, il cui unico segno distintivo è il colore della pelle un po' diverso dal bianco italico.
Ecco che le città si riempiono di militari; l' esercito dispiegato, armato di tutto punto, viene messo nei punti "sensibili " delle città,quartieri ad alta concentrazione di lavoratori immigrati.
Divise di tutti i colori pattugliano strade e quartieri con l'unico compito di incutere terrore,paura e rassegnazione.
Insomma, finalmente viene fuori la vera vocazione statale: quella di essere l'unico detentore della violenza.(Guerra Interna)
Cade così un altro paradigma: quello dello "stato democratico" che si regge sulla forza delle sue istituzioni.
Noi anarchici lo abbiamo sempre detto: sembra quasi banale se la situazione non fosse tragica.
Ma se questa è la tremenda situazione degli immigrati oggi, quella di chi è "legale" non è molto diversa.

Questa è la situazione oggi: licenziamenti nella scuola ( oltre 130mila esuberi), licenziamenti nella pubblica amministrazione ( un'altra campagna, la Brunetta-Ichino, sbattuta in prima pagina), centinaia di migliaia di posti di lavoro che andranno perduti nelle pieghe degli indotti dall'Alitalia alle fabbriche in crisi, crisi dei mutui che metterà migliaia di famiglie in ginocchio a causa di una banda di affaristi ladroni e assassini con i loro padrini sui scranni del parlamento.
E come risposta a tutto questo, unica parola che dovrebbe risolvere tutti i mali, "la sicurezza".

Gli anarchici non si girano dall'altra parte: proprio in queste situazioni,dobbiamo far sentire la nostra presenza attiva e stare nelle lotte contro i soprusi ,a fianco delle persone oppresse.

La commissione antirazzista della FAI esprime la massima solidarietà alle vittime del razzismo,ai lavoratori che si ribellano contro condizioni di lavoro che sembravano essere sparite,
agli immigrati, a tutte le persone offese dalla violenza dello stato che alimenta la propaganda razzista e xenofoba per mantenere serrati i cardini del potere.
Invitano e si fanno promotori della costituzione di comitati antirazzisti in ogni città, paese, comune.

Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana

16 settembre 2008

La situazione che si è venuta a creare in Italia sul terreno del razzismo,sta superando i limiti di guardia.

L'ultimo episodio,quello dell'uccisione di "Abba" ragazzo di 19 anni massacrato di botte da due bottegai (padre e figlio) proprietari di un bar nei pressi della stazione centrale di Milano, ha messo in evidenza quanto sia diventata fragile la linea che separa il buon senso dalla bestia del razzismo violento e assassino.

Per futili motivi,Abba è stato sprangato fino a morire.

Pochi giorni fa a Bussolengo, una famiglia di Sinti in viaggio sosta per mangiare; viene raggiunta da una squadraccia di poliziotti e viene letteralmente massacrata di botte, donne e bimbi compresi. A giugno nei pressi di Saronno un ragazzo egiziano viene ucciso dal datore di lavoro perché si era permesso di reclamare lo stipendio. Questi non sono che i più cruenti di una miriade di avvenimenti razzistici.

Questo è dovuto soprattutto al clima di sospetto, odio, tensione, generato delle politiche securitarie fatte dai vari governi sia di centro-sinistra sia di centro-destra.

Le campagne di odio contro i Rom,contro i Rumeni, arabi, neri, contro chiunque abbia un colore apparentemente non italico che viene tacciato, nella migliore delle ipotesi, da delinquente,
sono portate avanti senza il minimo imbarazzo da criminali che siedono nelle poltrone più alte dei poteri dello Stato.

Non è un caso che i migranti, i cittadini cosiddetti "stranieri" sono oggi quelli che mantengono alta l'economia italiana, mantengono il PIL a livelli accettabili, permettono ai pensionati autoctoni di prendere la pensione, permettono l'arricchimento selvaggio dei padroni.

 La complicità dei sindacati istituzionali ormai è così evidente che fa sorridere quando fanno finta di indignarsi. Le cooperative di lavoro,con le loro normative particolari, aggirano i contratti nazionali di lavoro, ma non sono altro che forme di super sfruttamento intensivo dove la parola "diritto" è sovversiva,chi la pronuncia rischia di essere licenziato in tronco.
A questo si aggiungono le prigioni ed i CPT,dove basta un nulla perché la vita diventi un inferno.

Queste politiche criminali servono a tenere buone e schiave queste masse di lavoratori .

Non basta più indignarsi: noi anarchici, da sempre in prima fila nelle battaglie contro ogni sopruso e all'interno di tutte le situazioni di lotta, non abbasseremo la guardia e saremo promotori di battaglie e lotte per arrivare all'emancipazione dell'umanità sfruttata, in ogni luogo del pianeta.

Nelle città, nei quartieri, nelle assemblee, nei comitati, ovunque, saremo partecipi con tutti coloro che hanno veramente a cuore l'abbattimento di ogni potere per una Umanità Nova.

Commissione Antirazzista della FAI

17 luglio 2008

SOLIDARIETA' AI RUMENI DI VIA PISA

La Commissione antirazzista della FAI in piena sintonia con le lotte degli immigrati di Torino sconcertata dalla politica razzista e forcaiola della giunta piemontese uguale se non peggiore (al peggio non c'è mai fine)delle politiche del governo centrale. Si cercano nemici da sbattere in prima pagina per la loro logica di "Guerra Interna":perciò non hanno esitato a sgomberare le famiglie di Rumeni che avevano occupato in Via Pisa.
In assetto antisommossa le 4 famiglie sono state sgomberate,spaventando vecchi e bambini e caricando le persone su pullman per essere portati in baracche che neanche un cane avrebbe il coraggio di abitare.
Come se non bastasse allo sgombero si è aggiunto il pestaggio e l'arresto di un compagno , Fabio, che era accorso per dare solidarietà attiva .
La Commissione antirazzista della FAI esprime solidarietà attiva a tutti gli immigrati, a tutti gli occupanti, a tutti gli antirazzisti, a tutti coloro che si oppongono alle politiche di guerra interna e della guerra esterna, a tutti coloro che lottano per un mondo senza padroni.

Commissione Antirazzista della FAI

14 maggio 2008

DAGLI AL ROM

Sembra che lo sport più gettonato sia diventata la caccia al Rom.
Probabilmente anche un altro macabro concorso è in auge: "la poltrona di sindaco". Ricordiamo che ad Opera, città alle porte di Milano, il criminale che dette fuoco ad un campo Rom, nell'ultima tornata elettorale, è stato eletto sindaco.
Il 10 maggio scorso alla periferia di Novara sconosciuti lanciano bottiglie incendiarie nel campo Rom di via Fermi: solo la pioggia non ha scatenato l'inferno. Ieri a Napoli è avvenuto quello per cui quasi tutti i media avevano lavorato in questi mesi: scatenare l'odio razzista facendo leva sul problema dell'insicurezza percepita, ma che non ha basi nella realtà.
Il campo Rom di Ponticelli e altri campi alla periferia di Napoli sono stati assaltati da consistenti gruppi di persone armate di mazze da baseball (probabilmente bande di squadracce fasciste, camorriste e utili idioti che hanno il compito di aizzare gli abitanti), terrorizzando gli abitanti del campo, tra cui tante donne e bambini, facendoli fuggire e dando fuoco alle baracche.
Quello che era avvenuto a Opera si è ripetuto contro esseri umani indifesi, con la complicità delle forze del disordine, nelle forme moltiplicate della barbarie.
I media nazionali hanno dato la stura ai sentimenti più xenofobi. Che cosa c'è di meglio del pompare una notizia che in qualsiasi altro momento avrebbe trovato posto forse in un trafiletto in ultima pagina (presunto rapimento: ragazzina di 16 anni(SEDICI) per di più "zingara") tenta di rapire un bimbo a Napoli.
La notizia già di per se è ambigua: inoltre nella storia degli ultimi 60 anni non c'è MAI stato un caso di rapimento di bambini da parte dei "zingari".
La leggenda metropolitana diventa verità rivelata perché stampa e televisione la ripetono continuamente.
Il potere da destra a sinistra non si lascia scappare la" notizia " e soffia sul fuoco così da giustificare il rogo dei campi e lavorare per la costruzione di un nemico. In tal modo maschera le malefatte e le connivenze mafiose e camorristiche delle amministrazioni cittadine.
La Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana è pienamente solidale con le vittime della sopraffazione del potere e dell'ignoranza e del pregiudizio.
"Qui ci siamo e qui restiamo" " la nostra terra è il mondo intero" e "abolizione di confini e frontiere" gridavano i Rom di via Adda insieme ai lavoratori migranti e italiani alla manifestazione del 1°maggio a Milano. Ed è su queste semplici, ma efficaci affermazioni che la lotta autorganizzata per la realizzazione del compimento della dignità di ogni persona sarà vincente.

Commissione antirazzista della FAI

1 marzo 2008

Aggiunti, nella sezione materiali: "Razzismo di Stato" (Dossier con vari articoli presi da "Umanità Nova", curato dalla Federazione Anarchica Torinese) e "Controinchiesta sull'incendio del campo Rom di via Vistrorio a Torino" (Controinchiesta di movimento sul rogo di un campo rom a Torino).

11 febbraio 2008

Solidarietà agli antirazzisti denunciati a Gradisca

Dopo anni di lotte per impedire l'apertura del centro di permanenza temporanea di Gradisca d'Isonzo, dopo le manganellate davanti ai cancelli, dopo le menzogne dei politici locali, dopo le rivolte dei migranti detenuti e le proteste dei richiedenti asilo, la repressione colpisce ancora chi ha alzato la voce contro questa galera etnica. La procura di Gorizia ha aperto nuovi procedimenti contro numerosi militanti antirazzisti: il primo per manifestazione non autorizzata davanti al Cpt e il secondo conseguente alla diffida fatta del presidente della cooperativa che gestisce il Cpt, un uomo privo di senso dell'umorismo visto che ha diffidato chi gli stava simbolicamente consegnando un foglio di via... dal pianeta Terra!
Queste nuove denunce si sommano alle decine spiccate in questi anni contro tutti quei soggetti che si sono opposti a questa vergogna.
Fra gli altri, lo scorso 5 febbraio è iniziato il processo contro otto imputati per "violazione del segreto di stato". L'accusa è quella di aver diffuso le immagini dei progetti del muro che è stato eretto davanti al Cpt, un evidente abuso edilizio che rende, se possibile, ancora più odioso il lager di Gradisca.
Sappiamo bene qual è lo scopo di queste denunce: far tacere le poche voci contrarie al Cpt, bloccare le iniziative, spaventare coloro che si avvicinano alle manifestazioni o anche solo prendono in mano un volantino. Lor signori sappiano però che siamo abituati a queste minacce. Ma chi ha nel cuore un mondo di liberi ed eguali non scappa di certo davanti a un foglio del tribunale.
Esprimiamo piena solidarietà a tutti e tutte i compagni e le compagne colpiti dalle denunce e dalle diffide.
Libertà per tutti reclusi nel Cpt!

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista

29 novembre 2007

1 dicembre con i migranti in lotta!

Il protocollo tra Ministero dell'interno e Posteitaliane per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno è solo uno dei tanti ingranaggi burocratici che stritolano le esistenze degli immigrati nel nostro paese.

Nel solco di una dilagante logica di privatizzazione dei servizi da erogare alla collettività per tagliare le spese e aumentare l'efficienza, lo stato italiano ha deciso quasi due anni fa di regalare alle Poste una lauta occasione di guadagno sulla pelle degli immigrati: settantadue euro da sborsare per ogni lavoratore immigrato che chiede o vuole rinnovare il permesso di soggiorno.

Una cifra da moltiplicare per ogni membro di una famiglia immigrata, una vera e propria rapina ancor più odiosa se si considera che, di fatto, i tempi per il rilascio dei permessi di soggiorno si sono addirittura allungati: per avere le carte in regola può volerci anche più di un anno!

Se non hai il permesso di soggiorno nessuno ti assume; se lavori ma non hai il permesso di soggiorno sei clandestino e non hai diritti.

È così che la precarietà dei lavoratori immigrati è mantenuta a un livello costante proprio per agevolare le esigenze dei padroni. La giornata di mobilitazione del 1° dicembre è un'ulteriore occasione per dimostrare che gli immigrati non sono più disposti a subire passivamente il sopruso quotidiano delle istituzioni che speculano sui loro bisogni e sui loro progetti di vita. L'abolizione del protocollo tra lo stato e le poste è un tassello importante della lotta complessiva per l'abolizione delle leggi razziste e di tutte le norme che impediscono ai migranti la possibilità di vivere e lavorare liberamente in questo paese.

Invitiamo quindi gli anarchici e i libertari a sostenere i migranti anche in questa mobilitazione, partecipando alle numerose iniziative che si svolgeranno in tutta Italia il prossimo 1° dicembre.

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista

27 novembre 2007

Siamo nella Germania nazista? No. Questa è l'Italia democratica

locandina rom

La locandina qui a sinistra è disponibile, in formato PDF, sulla pagina dei materiali.

Da scaricare, stampare e diffondere.

















22 ottobre 2007

Per le manifestazioni di Brescia e Roma

Con le manifestazioni di Brescia e Roma del 27 e 28 ottobre è possibile far ripartire le mobilitazioni antirazziste e dei movimenti autorganizzati degli immigrati. La stretta repressiva nei confronti dei migranti è sempre più forte così come la strategia securitaria che la classe politica nel suo insieme ha fatto sedimentare nel tempo all'interno del corpo sociale. La paura dello straniero trova oggi il suo obiettivo migliore nei Rom, assediati dall'odio razzista e dalla repressione istituzionale e, nel frattempo, la legislazione in materia di immigrazione sancisce lo sfruttamento della manodopera immigrata, sempre ricattata dal legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Solo una forte mobilitazione, autorganizzata e autogestita, potrà veramente battere le logiche razziste e securitarie del governo Prodi e delle destre, dello stato italiano e dell'Unione europea. Invitiamo gli anarchici e i libertari a essere presenti al fianco degli immigrati per sostenere la lotta solidale per la libertà e l'uguaglianza contro e oltre ogni frontiera.

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana
fai-antiracism@libero.it
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Resoconto della manifestazione (su "Umanità Nova")
Foto dal corteo [sul sito del coordinamento migranti di Bologna]

18 ottobre 2007

ASSASSINI!

In sole 48 ore due immigrati si sono suicidati all'interno del Centro di permanenza temporanea di Modena.
Due ragazzi di 23 e 25 anni si sono impiccati per porre fine alla loro esistenza segnata dalla brutalità del dominio che costringe gli immigrati a vivere in una precarietà permanente fatta di carcerazione, clandestinità, mancanza di ogni diritto fondamentale. A dir poco agghiaccianti risultano le prime dichiarazioni di Daniele Giovanardi, presidente della Misericordia che gestisce il CPT modenese, secondo cui gli immigrati trovano ogni pretesto pur di inscenare proteste e mettere in cattiva luce la struttura nella quale sono reclusi. Come se ciò non bastasse, le incredibili posizioni espresse dal Centrodestra modenese a poche ore dalla tragedia si distinguono per infamia e insensibilità perché non fanno altro che puntare il dito contro gli immigrati invocando più polizia e più repressione all'interno del CPT.
I suicidi di Modena rappresentano forse, per gravità e vergogna, l'evento più triste e pesante nella storia delle leggi razziste italiane (Turco-Napolitano e Bossi-Fini) dopo il massacro del CPT "Serraino Vulpitta" di Trapani in cui persero la vita sei immigrati che tentavano di scappare dal lager siciliano. Oggi come allora, il paese è governato da una coalizione di Centrosinistra, e i morti di Modena sono - ancora una volta - morti che gravano sull'operato e le scelte politiche del Centrosinistra. I Centri di permanenza temporanea si confermano luoghi abietti di internamento in cui la stessa fiducia nella vita e nel futuro viene spazzata via dalla minaccia dell'espulsione e dall'infame marchio della clandestinità che pesa come un macigno nel cuore di chi ha investito mezzi e risorse per emigrare e vivere una vita migliore. Con i morti di Modena muore un altro pezzo dell'umana dignità, quotidianamente vilipesa dal potere dei governi, degli stati e delle frontiere.
Ancora una volta si muore di immigrazione, e questa tragedia si aggiunge allo stillicidio di lutti che scandiscono da anni la normalità del razzismo di Stato che si esprime nelle frontiere, negli spazi di eccezione, nei campi di internamento, nelle espulsioni, nelle deportazioni di massa, nello sfruttamento dei lavoratori immigrati, nella criminalizzazione degli stranieri. La responsabilità politica dei suicidi di Modena, così come di ogni tragedia legata all'impossibilità di vivere degnamente la vita a causa di leggi e normative discriminanti, va ascritta al governo italiano e a tutto l'apparato politico e gestionale che ha inventato, mantenuto e foraggiato il sistema repressivo nei confronti degli immigrati.
Per fare fronte a questo degrado è assolutamente necessario rilanciare una mobilitazione permanente e autorganizzata per l'immediato abbattimento della legge Bossi-Fini, del suo impianto originario riconducibile alla legge Turco-Napolitano, e di tutto l'apparato normativo che costringe alla clandestinità migliaia e migliaia di donne e uomini. È di vitale importanza riprendere una campagna politica, intransigente e a viso aperto, per la chiusura definitiva dei Centri di permanenza temporanea e per l'affermazione dei diritti fondamentali di ogni donna e ogni uomo a partire dalla libertà di movimento.
Ribadiamo che ogni risultato concreto nelle lotte per l'emancipazione e la giustizia sociale passa attraverso la capacità degli oppressi e degli sfruttati di agire direttamente per il miglioramento delle proprie condizioni e per la conquista degli obiettivi prefissati: l'autogestione delle lotte e l'autonomia da qualunque burocrazia partitica, autoritaria e governativa sono condizioni imprescindibili se davvero si vuole cambiare l'attuale condizione degli immigrati in Italia e in Europa. Nell'esprimere il nostro profondo cordoglio per i morti di Modena, ribadiamo il nostro impegno nelle lotte per l'uguaglianza e la libertà di tutte e tutti, per l'autorganizzazione degli immigrati, per l'indipendenza del movimento antirazzista, contro la cultura della morte di cui sono fautori gli stati e il capitalismo.

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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16 ottobre 2007

Solidarietà ai ROM di Torino

Esprimiamo piena solidarietà ai sessantuno Rom, donne uomini e bambini, fatti oggetto di un attentato incendiario avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre alla periferia di Torino. Fortunatamente, tutti si sono salvati ma hanno perso tutte le loro cose. Chiunque si sia reso responsabile di questa vergognosa intimidazione - che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia di vaste proporzioni - ha di fatto suggellato un lungo periodo di sgomberi, minacce e provocazioni ai danni dei Rom, sempre più schiacciati dal clima xenofobo e reazionario alimentato dall'amministrazione Chiamparino e dai mezzi di comunicazione. Più in generale, la tendenza alla repressione istituzionale contro i Rom troverebbe la sua realizzazione nell'imminente "pacchetto sicurezza" voluto dal ministro dell'interno Amato in cui si prevedono espulsioni e deportazioni di Rom per semplici ragioni di ordine pubblico e in palese dispregio degli stessi diritti borghesi per i quali i Rom rumeni godono a pieno titolo della cittadinanza europea. Questa pesante atmosfera di sospetto e ostilità che ormai da mesi dilaga esponenzialmente in tutta Italia nei confronti del popolo Rom può essere spezzata solo dalla solidarietà e dalla capacità di andare ben oltre le generalizzazioni, i luoghi comuni e le infamie di cui si serve il potere per isolare e criminalizzare gli oppressi e tutti i soggetti marchiati come pericolosi.

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26 settembre 2007

Gradisca: liberi tutti, chiudere il cpt!

Il nuovo tentativo di fuga di massa (il terzo in un mese), sedato a colpi di lacrimogeni che hanno anche intossicato una bambina, dei migranti reclusi nel Centro di Permanenza Temporanea di Gradisca è il segnale che anche nel più grande e moderno dei nuovi campi di concentramento presenti in Italia le contraddizioni stanno esplodendo e la rabbia sale. Il CPT di Gradisca è l'esempio più eclatante di come questi luoghi di internamento siano irriformabili e che sia insopportabile esservi rinchiusi dopo essere fuggiti dalla miseria, dalla guerra, dalle persecuzioni se non dalla morte certa. Esplode finalmente sotto gli occhi di tutti quello che i movimenti antirazzisti che in questi anni si sono battuti contro questo orrore hanno sempre detto: non sono le celle colorate di arcobaleno o qualche grata in meno a cambiare la natura di questi luoghi di prigionia! Gli immigrati tentano di fuggire (e per fortuna spesso ci riescono), si ribellano e urlano a gran voce la loro disperazione con buona pace della commissione De Mistura che aveva definito "ottimo" il CPT di Gradisca. Per sabato 29 settembre i movimenti antirazzisti (fra cui gli anarchici) presenti sul territorio hanno indetto un presidio davanti al CPT per comunicare con i migranti e fargli sentire la nostra solidarietà. Invitiamo tutti a essere presenti e a rilanciare ovunque la lotta contro i centri di permanenza temporanea. Liberi/e tutti/e!

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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19 agosto 2007

IL BUIO DELLA STORIA

Nonostante le iniziali minimizzazioni da parte di inquirenti e forze dell'ordine, sembra che il rogo di Livorno in cui hanno perso la vita quattro bambini Rom abbia avuto un'origine dolosa così come denunciato da subito dai genitori dei bambini e da altri testimoni. Inoltre, una vergognosa lettera di rivendicazione infarcita di odio e razzismo confermerebbe che quella di Livorno è una tappa della campagna di violenza xenofoba che infesta ormai da tempo tutto il paese. Alla luce di ciò, l'incredibile sequenza di attentati incendiari contro obiettivi della comunità mussulmana come moschee o centri di aggregazione in Lombardia (Milano, Abbiategrasso, Segrate, Brescia) va considerata nell'ambito di una pericolosissima strategia della tensione con cui intimidire la comunità islamica e innescare anche nel nostro paese un meccanismo di diffidenza e terrore reciproci tra italiani e immigrati. Questi attacchi razzisti danno corpo all'allarmismo sociale e al terrorismo culturale agitato non solo dalle destre reazionarie e xenofobe ma anche dalla classe di governo di centrosinistra che per mezzo del ministero dell'interno non ha esitato a trattare i mussulmani residenti in Italia come potenziali terroristi da schedare su tutto il territorio nazionale attraverso un improbabile censimento delle moschee da dividere pretestuosamente in "buone" e cattive". Analogamente, le dichiarazioni del presidente del consiglio Romano Prodi all'indomani della tragedia di Livorno dimostrano che il governo italiano si rifiuta di impegnarsi concretamente sul tema dei diritti delle minoranze etniche alimentando incomprensioni e pregiudizi sui Rom, liquidati come un "problema complicato" di impossibile soluzione. Chi oggi si arma per portare a compimento assalti razzisti lo fa perché può contare sulla legittimazione che la classe politica del paese gli conferisce quotidianamente con tutto il corollario di provvedimenti e dichiarazioni che mirano a criminalizzare qualunque diversità: retate anti-immigrati, deportazioni, detenzioni nei CPT fino ad arrivare a deliranti proposte di pulizia etnica nei confronti degli omosessuali. È necessario contrastare e stroncare ogni rigurgito razzista, fascista e autoritario teso ad alimentare diffidenza e pregiudizi nei confronti di comunità etniche e religiose. Bisogna vigilare affinché non si ripetano episodi gravissimi come quello di Livorno né vanno sottovalutate le manifestazioni più o meno palesi di intolleranza e violenza razzista poiché l'unico interesse di chi fomenta le discriminazioni razziali e le guerre di religione è quello di mantenere e perpetuare le ingiustizie sociali e i privilegi di chi detiene il potere. Se oggi qualcuno si è messo in testa di seminare il terrore tra gli immigrati significa che il buio della storia ottenebra ancora la nostra società e non accenna a scomparire. Non dobbiamo permetterlo.

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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29 luglio 2007

Rivolta a Bari

Ieri, 29 luglio, più di cento immigrati detenuti nel Centro di permanenza temporanea di Bari hanno dato vita a una rivolta che ha portato alla libertà di più di trenta persone. La battaglia che si è consumata all'interno del CPT, con feriti e contusi sia tra gli immigrati sia tra le forze dell'ordine, ripropone con assoluta chiarezza il livello di conflittualità espresso dagli immigrati, vittime delle leggi razziste italiane ed europee, che sempre più di frequente insorgono contro la prigionia nei centri di tutta Italia.
Chi scappa dalla miseria, dalla precarietà o dalle guerre non può concepire questa carcerazione razzista né può tollerare la prospettiva di un'espulsione o del rimpatrio perché questo significherebbe tornare a condizioni di vita insopportabili. Fin tanto che gli immigrati saranno costretti a subire questa ingiustizia, episodi di questo tipo saranno sempre attuali e diffusi perché la libertà è troppo preziosa per potervi rinunciare.
Solidarietà ai migranti in fuga dal CPT di Bari e da tutti i CPT!
Nessuno è clandestino!

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22 luglio 2007

Nottetempo, casa per casa

La sentenza di primo grado del processo agli anarchici leccesi arrestati nell'ambito dell'operazione "Nottetempo" riassume nella sua intrinseca debolezza e nelle sue numerose contraddizioni la volontà chiaramente politica di ritorcere contro gli imputati la vendetta delle istituzioni contro chi lotta per una società libera dalle frontiere, dai centri di permanenza temporanea e per la solidarietà tra gli sfruttati. Come in molte altre analoghe vicende giudiziarie, l'accusa di associazione sovversiva si è facilmente sgretolata dando spazio a una generica condanna per associazione a delinquere comminata contro quattro degli imputati (otto anarchici sono stati invece assolti) per reati oggettivamente pretestuosi, come manifestazioni non autorizzate, presunte istigazioni a delinquere nei confronti degli immigrati detenuti nel CPT di Lecce, una scritta murale, diffamazione.
Questa volontà persecutoria nei confronti degli anarchici di Lecce non può nascondere gli abusi, le violenze e le sopraffazioni perpetrate per anni all'interno del Centro di permanenza temporanea "Regina Pacis" da don Cesare Lodeserto, dai suoi collaboratori del personale medico e da agenti delle forze dell'ordine, tutti responsabili - e, tra l'altro, condannati - per aver creato in quel CPT delle condizioni infernali di abuso fisico e psicologico ai danni degli immigrati, violenze puntualmente denunciate proprio dagli anarchici che subiscono ora una condanna inequivocabilmente politica e ai quali va la nostra solidarietà. Mentre lo stato scatena la sua repressione riducendo le lotte per la libertà di movimento a mere questioni di rilevanza penale, alle frontiere della Fortezza Europa si continua a morire nel giornaliero bollettino di guerra dell'immigrazione. Naufragi, morte e disperazione sono il prodotto delle politiche razziste e sicuritarie degli stati che esercitano il loro imperio attraverso la chiusura delle frontiere e il costante ricatto della clandestinità: un quotidiano terrorismo e una quotidiana delinquenza di cui sono vittime tutti gli immigrati e tutti gli oppressi.

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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4 luglio 2007

7 Luglio a Bologna

La manifestazione del 7 luglio indetta dal Coordinamento migranti di Bologna e provincia contro le vergognose procedure per le richieste di permesso di soggiorno gestite da Posteitaliane è un'altra importante tappa nella lotta portata avanti dagli immigrati a Bologna, e non solo. Di fronte alle politiche del governo di centrosinistra che con il disegno di legge delega Amato-Ferrero torna a confermare pienamente la logica di discriminazione e sfruttamento che sta dietro all'attuale normativa razzista in materia di immigrazione, occorre rilanciare in tutti i territori le lotte autorganizzate. Sono proprio l'autorganizzazione degli stessi immigrati, la loro presa di coscienza e l'azione diretta gli strumenti migliori per contrastare non solo le politiche razziste ma anche la sindrome securitaria e le pulsioni xenofobe sempre più presenti nel corpo sociale del paese. È necessario ripartire dalla lotta solidale per la libertà di movimento, contro la precarietà, contro il lavoro nero, per il diritto alla casa, alla salute, all'istruzione, senza mediazioni e nel segno di un nuovo protagonismo di tutti i migranti e di tutti gli sfruttati.

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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Comunicato stampa
Basta pagare per restare!

Centinaia di migranti hanno attraversato oggi il centro di Bologna al grido "Basta pagare per restare!", per protestare contro il sistema di rinnovo dei permessi di soggiorno alle Poste e contro la legge Bossi-Fini. I migranti hanno sfilato in catene, per mostrare la situazione cui la legge Bossi-Fini vuole costringerli, reggendo uno striscione che denunciava: "Poste: Governo ladro!". Raggiunta la sede centrale delle Poste, i manifestanti hanno strappato centinaia di fac-simile del modulo da compilare per il rinnovo per dire: "Basta chiedere il permesso!". Il corteo ha poi percorso via Rizzoli, mentre decine di donne e uomini hanno preso parola per denunciare la rapina delle Poste, il ricatto del contratto di soggiorno per lavoro, la minaccia dei Cpt, il furto dei contributi dei migranti. Arrivati in Prefettura, una delegazione ha incontrato i rappresentanti del Governo per consegnare loro una lettera (il cui testo riportiamo in calce) indirizzata ai ministri Amato e Ferrero. I migranti hanno portato ancora in piazza la loro rabbia, rilanciando la necessità di una mobilitazione a livello nazionale che sappia affermare con forza le loro rivendicazioni!

Coordinamento Migranti Bologna e Provincia Per informazioni: www.coordinamentomigranti.splinder.com (Dove sono già pubblicate alcune foto)
coo.migra@yahoo.it
3287727555


Le sottoindicate associazioni di migranti ai Ministri Giuliano Amato e Paolo Ferrero.

Signori Ministri!

Noi migranti di Bologna e provincia siamo obbligati, oggi 7 luglio 2007, a scendere in piazza per la terza volta in anno perché non possiamo accettare le condizioni in cui dobbiamo vivere e lavorare. Sappiamo che dovreste già conoscere la situazione di migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti sottomessi in Italia al giogo della legge Bossi Fini. Avevate promesso di cancellarla entro i primi cento giorni del Vostro governo e invece siamo ancora qui, obbligati a subire, obbligati a chiedere. Il ricatto del contratto di soggiorno ci impone condizioni salariali inaccettabili e ci espone a ogni forma di insicurezza, visto che per noi la minaccia di licenziamento significa anche il rischio della detenzione in un centro di permanenza temporanea e dell‚espulsione. Noi siamo nella paradossale situazione di essere ricattati da una legge che, sotto la bandiera della lotta alla clandestinità, non fa altro che produrla, autorizzando il nostro sfruttamento. La forma della nostra precarietà è la clandestinità. Nonostante tutto questo noi non possiamo tacere, non possiamo smettere di rivendicare i nostri diritti, non possiamo essere clandestini politicamente prima ancora che legalmente, non possiamo rinunciare a ogni progetto di vita. Noi non possiamo accettare il sistema di rinnovo del permesso di soggiorno alle Poste. Lei stesso, signor Ministro Amato, lo ha definito una rapina. Noi aggiungiamo che, poiché questo sistema è stato introdotto per decreto, potrebbe già essere abrogato attraverso un Suo decreto. Questo sistema cancella ogni forma di responsabilità politica: le competenze in merito alla concessione del permesso di soggiorno sono ancora demandate alle Questure, le quali si dichiarano sistematicamente "innocenti" per i ritardi nella consegna dei permessi stessi; il Vostro Governo e le Prefetture si dichiarano estranei a ciò che evidentemente considerano un mero disguido amministrativo; tutto il peso di questa situazione viene così scaricato su un‚impresa privata, le Poste italiane s.p.a. Presi nel mezzo di questo balletto irresponsabile, noi continuiamo a pagare 72 euro per ogni rinnovo e, come Voi sapete, questa cifra deve essere moltiplicata per ogni membro della famiglia a ogni rinnovo del permesso di soggiorno.
Noi non possiamo pagare per aspettare permessi che non arrivano e che hanno termini sempre più brevi. Noi non possiamo pagare per avere in mano solo una ricevuta che, nonostante le direttive ministeriali, non consente di trovare lavoro né di muoversi. Noi non possiamo accettare il furto legalizzato dei nostri contributi. La legge Bossi-Fini impedisce di ritirare i contributi versati, sia a chi viene espulso dopo anni di lavoro in Italia, sia a chi decide di tornare nei paesi d‚origine o di andare altrove. La Vostra proposta di legge su questo punto tace. Noi invece non possiamo tacere un momento di più:

Noi vogliamo la fine immediata delle procedure di rinnovo alle Poste e il decentramento delle competenze ai comuni! Noi vogliamo l‚abrogazione della legge Bossi-Fini, la rottura del legame tra soggiorno e lavoro, la chiusura dei CPT! Noi vogliamo poter ritirare i nostri contributi se decidiamo o siamo obbligati a lasciare questo paese!

Coordinamento Migranti Bologna e Provincia, Ass. Pandora; Ass. Sopra i Ponti; HILAL - Ass. Sportiva Marocchina, Barricella; Comunità Congolese Emilia Romagna; Jubbo - Ass. Senegalese, Sant‚Agata Bolognese; Ass. Bangladesh, Bologna; Ass. 3 Febbraio; Ass. El Rahma, Dozza; Ass. Integrazione Vera; Ass. Senegalese Kocc Barma, Calderara; Ass. culturale Press Afric, Zola Predosa; AIAB - Ass. Immigrati Appennino Bolognese; Ass. Arabi Siriani; Ass. Interculturale Di Mondi; Convergenza e Dialogo tra culture; Ass. Latino Americana, Rimini; Comunità Nigeriana di Bologna; Ass. ANASSIM - Donne Native e Migranti delle due Sponde del Mediterraneo; Ass. La Jeunesse Marocaine.

5 giugno 2007

VENEZIA: PROVE TECNICHE DI PARTITO DEMOCRATICO

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli immigrati e ai compagni/e della Rete Antirazzista attaccati ieri a Venezia dalle forze del disordine di fronte al municipio durante una manifestazione pubblica ed esigiamo l'immediata liberazione di Abdoulaye, arrestato dalla polizia.
L'amministrazione comunale di Venezia, guidata dal "progressista" Massimo Cacciari, esponente di punta del nascente Partito Democratico, risponde in questo modo alle rivendicazioni dei lavoratori immigrati sempre più vessati da retate, cacce all'uomo e violenze di ogni tipo perpetrate dagli apparati repressivi in ossequio alla politica di tolleranza zero voluta da chi governa la città lagunare.
Questo ennesimo, vergognoso episodio dimostra una volta di più il respiro corto della classe dirigente del paese che vorrebbe liquidare le lotte sociali con la repressione, agitando politiche securitarie che terrorizzano l'opinione pubblica e criminalizzano il dissenso.
Siamo certi che la lotta dei lavoratori e dei venditori ambulanti immigrati di Venezia non si fermerà neanche questa volta, perché la lotta per libertà e dignità di tutti e tutte non può essere arrestata!

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI

fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista

23 febbraio 2007

MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI

La manifestazione dei migranti, indetta dalle associazioni e dal Coordinamento migranti di Bologna e provincia e da noi sostenuta, ha avuto una buona riuscita, nonostante il boicottaggio messo apertamente in campo da parte della C.G.L. locale. Alcune centinaia di migranti hanno percorso questa mattina le vie del centro di Bologna raggiungendo gli obiettivi che si erano prefissati e manifestando con rabbia e decisione la loro ferma volontà di lottare contro leggi che legano il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, contro i C.P.T. e ogni possibile forma di detenzione, contro la rapina del rinnovo del permesso alle poste, per il rimborso dei contributi versati, in una parola, per la libertà dei migranti. Anche di fronte alla Camera del lavoro è stata letta la piattaforma di lotta ed è stato chiesto ai confederali di ritirare la firma di accordo col governo e di riprendere piuttosto la lotta per i diritti negati. La manifestazione si è conclusa alla prefettura dove una delegazione è stata ricevuta dalle autorità. Come un nostro compagno ha detto nel corso dei comizi le lavoratrici ed i lavoratori anarchici e l'U.S.I. - A.I.T. esultano per la buona riuscita di questa iniziativa di lotta autogestita, retta unicamente sulle forze autonome del coordinamento e delle associazioni, a testimonianza che la volontà di radicale trasformazione dell' esistente può essere espressa al di fuori della nociva intermediazione di partiti e sindacati che ne mitighino i contenuti e che pieghino le vite alle necessità dei padroni e dei governi.

Unione Sindacale Italiana - Associazione Internazionale dei Lavoratori. (Bologna)
Federazione Anarchica Italiana. (Bologna)

L'appuntamento di Bologna del 24 febbraio

La manifestazione indetta dal Coordinamento migranti di Bologna per il prossimo 24 febbraio è un appuntamento importantissimo per rilanciare la mobilitazione di tutti gli immigrati che in piena autonomia continuano a rivendicare il diritto alla libertà di vivere e lavorare dignitosamente nel nostro paese.
Di fronte alle ambiguità politiche di un governo che attraverso il rapporto della Commissione ministeriale sui CPT ha ribadito la necessità dell'esistenza dei lager per immigrati e dello stretto legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno, (che si aggiungono alla rapina del rinnovo alle poste), solo la chiarezza e l'immediatezza delle lotte autorganizzate possono spazzare via i tentativi di intorbidimento e cooptazione delle mobilitazioni nel pericoloso alveo della compatibilità e della rinuncia a un cambiamento radicale dell'esistente.
Continueremo quindi a sostenere le lotte autonome ed autogestite del Coordinamento migranti di Bologna ed invitiamo tutte e tutti a una partecipazione massiccia e solidale alla manifestazione del 24 febbraio a Bologna.

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI
fai-antiracism@libero.it
www.federazioneanarchica.org/antirazzista

MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI DI BOLOGNA E PROVINCIA
SABATO 24 FEBBRAIO ORE 10:00
Piazza XX Settembre - Bologna

Per rivendicare:


PER INFORMAZIONI E ADESIONI
coo.migra@yahoo.it - tel. 328 77 27 555
http://www.coordinamentomigranti.splinder.com/

LISTA ADESIONI AGGIORNATA AL 20/01
Coordinamento Comunità Immigrate di Palermo; Ass. Unione Latino Americana di Rimini; Ass. Somali in Emilia Romagna; Ass. Interculturale "Di Mondi"; Hilal Ass. Sportiva Marocchina Baricella; AIAB associazione immigranti appennino bolognese; Comunità Congolese Emilia Romagna; Jubo Ass. Senegalese Sant'Agata; Ass. Sopra i Ponti; Comunità Peruviana Bologna; Associazione Pandora; Ass. Bangladesh Bologna; Ass. Skanderberg; Ass. Antirazzista Interetnica 3 febbraio; Ass. Islamica "Al Ma Rifa"; Ass. Costa D'Avorio Bologna; Ass. Mediazione Interculturale Servizi Sanitari; Ass. La Jeunesse Marocaine; Ass. Senegalese Kocc Barma Calderara; A.A.R.I. Associazione Angolani residenti in Italia Ozzano; Ass. Marocchina El Amal; Ass. Cittadini algerini; Ass. Tunisina 7 novembre; A.C.U.S.B.O. Associazione Culturale Somala di Bologna; AMI.CAM.BO.  Amici Camerunensi e Bolognesi; Ass. Culturale Iraniana; aSS. "El Rhama", Ass. Integrazione Vera; Covergenza e Dialogo Culturale; Harambè.

CONVOCAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE:
Dopo molte assemblee a Bologna e provincia, noi lavoratrici e lavoratori migranti abbiamo deciso di organizzare una grande manifestazione per il 24 febbraio.
Sta per uscire una nuova legge e intanto noi affrontiamo ogni giorno i vecchi soprusi, viviamo lo stesso sfruttamento. Noi pensiamo che nessuno possa parlare al nostro posto e abbiamo deciso di dire alla città, ai sindacati e al governo che cosa vogliamo:
Pretendiamo di essere liberi di muoverci, senza perdere i contributi versati dopo anni di lavoro se veniamo espulsi o decidiamo di lasciare questo paese. Vogliamo poter uscire dall'Italia e ritornare senza che un permesso di soggiorno fermo in attesa di rinnovo da mesi ce lo impedisca. Vogliamo la chiusura immediata dei Centri di Permanenza temporanea (CPT) e la fine di ogni detenzione amministrativa.
Esigiamo il diritto di restare e di poter scegliere di cambiare lavoro senza rischiare di diventare clandestini. Vogliamo lottare contro lo sfruttamento sui luoghi di lavoro (nelle case, nelle fabbriche e nelle cooperative), senza subire il ricatto dei padroni che approfittano del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Vogliamo organizzare e progettare liberamente le nostre vite, senza dipendere da un permesso di soggiorno che può essere in ogni momento rifiutato o ritirato.
Non possiamo accettare che la Prefettura e la Questura di Bologna se ne lavino le mani, mentre migliaia di permessi sono fermi da mesi, e le richieste legate alle quote sono bloccate a causa dell'assoluta inefficienza dello Sportello Unico. E intanto le file per il ritiro continuano!
Non accettiamo più di essere rapinati con sanatorie, quote flusso, rinnovo dei permessi alle Poste. Il governo ci costringe a pagare un'azienda privata, le Poste SpA, per vedere sbrigate le pratiche necessarie: basta mettere le mani nelle tasche dei migranti! Paghiamo le tasse e versiamo i contributi come tutti, ma se lasciamo questo paese i nostri soldi spariscono!
Vogliamo sapere perché, anziché lottare, i sindacati confederali CGIL-CISL-UIL hanno firmato un protocollo d'intesa per la compilazione dei moduli per il rinnovo alle Poste: ci spiegano come funziona il nostro sfruttamento e gestiscono le pratiche come se fosse normale per un lavoratore pagare e tacere per poter restare in questo paese. Intanto le file si sono spostate dalla questura agli uffici stranieri dei sindacati!
Adesso basta! Il 24 febbraio con i nostri amici, i nostri compagni di lavoro e le nostre famiglie andremo da piazza XX Settembre alla Prefettura, passando davanti all'INPS e ai sindacati per dire chiaramente quello che NOI VOGLIAMO!

20 gennaio 2007

Insulti e manganellate

Insulti e manganellate. Questo il trattamento riservato dalle forze dell'ordine agli antirazzisti che hanno partecipato al presidio di solidarietà alla comunità bengalese di Roma dopo la tragedia avvenuta nel quartiere Esquilino. Il 13 gennaio in una casa di via Buonarroti una madre e un figlio di nazionalità bengalese sono morti mentre cercavano di scampare a un incendio scoppiato nell'appartamento in cui vivevano con altre dodici persone. Al momento, l'unica cosa certa è che un presidio antirazzista è stato caricato brutalmente dalla polizia che ha mandato quindici persone al pronto soccorso e mentre i mezzi di comunicazione si sono affrettati a minimizzare la vicenda nonostante la pronta mobilitazione della comunità bengalese che ora rivendica il rispetto dei propri diritti. È ben noto che Roma - al pari di molte altre grandi città italiane - è diventata inaccessibile per tutti i lavoratori o per tutti quelli che vivono in condizioni di disagio. I prezzi degli affitti sono ormai insostenibili, un vero e proprio racket gestito da padroni di casa che non esitano a stipare nei loro appartamenti 15-20 persone tutte insieme. E, il più delle volte, i padroni di casa sono italiani. Nell'esprimere la nostra solidarietà a Babul e Hassan Begum, per la perdita di Mary e Hasib, e a tutte le comunità di immigrati che quotidianamente vivono nella precarietà e nello sfruttamento, denunciamo la repressione poliziesca scatenata contro gli antirazzisti romani in una città che è molto meno patinata e pirotecnica di quanto il mediatico Walter Veltroni vorrebbe far credere.

Commissione antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI

fai-antiracism@libero.it
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28 dicembre 2006

Sono trascorsi sette anni dalla strage del Centro di permanenza temporanea "Serraino Vulpitta" di Trapani.

La guerra all'immigrazione iniziata dal Centrosinistra con la promulgazione della legge Turco-Napolitano ha affinato metodi e strategie con l'applicazione della Bossi-Fini da parte del Centrodestra, e in tutti questi anni la sistematica negazione della libertà e dei diritti fondamentali delle persone è stata la linea di condotta di tutti i governi, senza distinzioni. Oggi, il Centrosinistra è tornato a governare confermando un indirizzo politico all‚insegna della repressione dei migranti arricchita da una serie di bugie e ipocrite messinscene.

Di tutte le falsità sbandierate dal governo Prodi per accreditarsi quale esecutivo sensibile ai temi dell‚immigrazione e dell‚antirazzismo, quella dell'istituzione di una commissione ministeriale per vigilare sullo stato dei CPT italiani è sicuramente la più irritante. Con questo espediente il governo ha fatto credere di voler fare luce sulla gestione dei CPT e ha coinvolto nell‚operazione associazioni e individui appartenenti al variegato movimento antirazzista. Un'ottima mossa per congelare l'opposizione sociale, mettere la briglia ai movimenti e criminalizzare chi non si presta a questa pantomima del controllore che controlla se stesso.

E intanto il ministro Amato lo ha detto chiaramente: i CPT non si chiudono.

Ma dal "Vulpitta" di Trapani gli immigrati continuano a scappare, continuano a farsi del male per poter uscire, continuano a cercare la libertà negata. Nell‚ultimo anno è successo un po' di tutto, ma i rappresentanti del governo venuti a Trapani per visitare la struttura non hanno battuto ciglio promuovendo a pieni voti il campo di internamento. Lo ha fatto il sottosegretario Lucidi (DS), e lo ha fatto il presidente della commissione De Mistura.

Nel frattempo, in tutta Italia il dramma dell'immigrazione miete costantemente le sue vittime. Qualche mese fa a Licata un muratore rumeno, Mircea Spiridon, è rimasto due giorni sotto le macerie del cantiere crollato in cui lavorava perché il suo italiano e sicilianissimo padrone - che lo sfruttava in nero, da clandestino - negava che ci fossero operai lì quel giorno. All'inizio di dicembre, ad Ancona, due bosniaci sono morti asfissiati dentro un tir nel quale si erano infilati per oltrepassare la frontiera ed entrare in Italia. Nello stesso giorno, un immigrato bulgaro si è impiccato dentro al CPT di Lamezia.

Tutte queste morti continuano a gravare interamente sulle spalle di chi oggi detiene il potere in Italia e in Europa. Le possibilità di entrare regolarmente in Italia e avere un permesso di soggiorno sono minime, praticamente inesistenti: si chiede a chi cerca un lavoro di dimostrare di avere già un lavoro; si chiede a chi scappa dalla guerra di dimostrare di avere già una casa; si chiede a chi cerca il minimo per vivere di dimostrare di avere già tutto.

Gli immigrati sono condannati alla clandestinità perché così sono più ricattabili e sfruttabili dai padroni e dalle mafie: non possono difendere i loro diritti perché è come se non esistessero. Lo Stato procura ai datori di lavoro masse di manodopera a costo zero da impiegare nelle nostre campagne, sui nostri pescherecci, nei nostri cantieri. Più sono clandestini e più sono schiavi. Più sono braccati e più fanno comodo al capitale.
Quasi dieci anni di lotte contro i CPT e per la libertà di movimento sono serviti a sviluppare ovunque esperienze di autorganizzazione, di azione diretta, di solidarietà concreta fra italiani e immigrati a partire dal principio che i diritti che rivendichiamo per gli immigrati sono i diritti che rivendichiamo per tutti poiché precarietà, sfruttamento e flessibilità sono problemi che riguardano tutti quanti i lavoratori, senza distinzioni.

I tentativi del governo Prodi di spacciarsi come governo umanitario che da un lato promette maggiori diritti e dall'altro dimostra di voler continuare la repressione sugli immigrati, confermano chiaramente quello che gli anarchici dicono da sempre: non ci sono governi amici.

Solo su una cosa potranno contare i lavoratori, gli sfruttati, gli oppressi, i migranti e i senza potere: su loro stessi e sulla loro volontà di disertare i meccanismi della rappresentanza e della delega per ribaltare radicalmente lo stato di cose presenti.  Soltanto così è possibile costruire una società di liberi ed eguali in cui ogni catena sarà spezzata e ogni frontiera sarà abbattuta.


Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici - Sezione di Palermo
Commissione Antirazzista della Federazione Anarchica Italiana - FAI

Appello e adesioni alla manifestazione
Resoconto della manifestazione