federazione anarchica italiana
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Solidarietà con i compagni livornesi vittime della repressione!
Fermiamo la guerra in Mali!
Mozioni approvate dal Convegno nazionale della FAI, Milano 12-13 gennaio 2013
Milano: Congresso e Convegno della FAI (12-13 gennaio 2013)
Mozioni approvate dal Convegno nazionale della FAI, Jesi 13-14 ottobre 2012
Jesi: convegno nazionale della Federazione Anarchica Italiana (13-14 ottobre)
Arresti a Trento. Teoremi e manette
Comunicati della CRI della F.A.I.
Vendetta è fatta
Mozione del Convegno FAI a Reggio Emilia: Della lotta armata e di alcuni imbecilli
Mozione del Convegno FAI a Roma: Manifestazione del 12 maggio a Pisa
Stato di polizia. Solidarietà agli antirazzisti e ai No tav colpiti dalla repressione
Roma. 31 marzo-1 aprile. Convegno e congresso della FAI
No Tav. Una ribellione contagiosa
Mozioni del Convegno FAI del 4 febbraio a Roma
No Tav. Quelli che si mettono di mezzo
Fuori dalla gabbia
Convegno nazionale FAI. Reggio Emilia 26 – 27 novembre 2011
Si parte insieme e insieme si va
15 ottobre. Azioni degne
Mozione sull'antimilitarismo
Convocazione Congresso - Rimini
Una finanziaria di guerra
Solidarietà alla Libera Repubblica della Maddalena
Solidarietà ai partigiani della Libera Repubblica della Maddalena
Convocazione Sessione straordinaria del XXVII Congresso (Livorno 25-26/06/2011)
No a tutte le guerre! No a tutti gli eserciti!
Primo Maggio. Solidarietà ai compagni di Torino
Mozione approvata dal XXVII Congresso nazionale della FAI, Sessione straordinaria Bologna 16-17 aprile 2011
Mozioni approvate al XXVII CONGRESSO FAI - Roma, 6-9 gennaio 2011
XXVII CONGRESSO FAI - Roma, 6-7-8-9 gennaio 2011
Mozioni approvate dal Convegno nazionale della FAI, Jesi 23-24 ottobre 2010
CONVEGNO A JESI IL 23-24 OTTOBRE 2010
Mozioni approvate dal Convegno nazionale della FAI, Torino 12-13 giugno 2010
Su "Freedom Flotilla" e i fatti di Gaza
CONVEGNO A TORINO IL 12-13 GIUGNO 2010
CONVEGNO A LIVORNO IL 10-11 APRILE 2010
Comunicato del 28 marzo 2010
Mozioni approvate dal Convegno nazionale della FAI, Rimini 6-7 febbraio 2010
CONVEGNO A RIMINI IL 6-7 FEBBRAIO 2010
CONTRO IL TAV, PER LA VITA, LA LIBERTÀ, IL FUTURO DI TUTTE/I
CON IL SANGUE AGLI OCCHI
Sui fatti di Milano e Gradisca d'Isonzo
PIAZZA FONTANA, QUARANT'ANNI DOPO

Manifesto antielettorale

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Manifesto contro la repressione

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Solidarietà con gli antirazzisti torinesi

I compagni e le compagne della Federazione Anarchica Italiana riuniti in convegno a Milano il 13 gennaio 2013 esprimono la loro solidarietà ai compagni e alle compagne della Federazione Anarchica Torinese e a tutti gli antirazzisti e le antirazziste che andranno sotto processo il 27 febbraio 2013.
Decidono di lanciare una sottoscrizione nazionale per la copertura della spese legali.
Lanciano una campagna nazionale di solidarietà in difesa dei compagni inquisiti.

Sosteniamo le lotte dei compagni greci

Il Convegno Nazionale della FAI riunito a Milano esprime la propria solidarietà ai compagni greci che in questi ultimi giorni sono stati violentemente attaccati dalla polizia ellenica. Abbiamo assistito agli sgomberi di Villa Amalias e di Skaramaga, storici squat ateniesi simbolo del movimento e all'arresto di un centinaio di solidali che avevano rioccupato lo stabile di Villa Amalias.
Il movimento anarchico in Grecia ha saputo costruire, in questi anni, una forte risposta dal basso allo spietato attacco condotto contro i lavoratori.
Una risposta fatta di azioni dirette, riappropriazione di spazi fisici, organizzazione di assemblee popolari nei quartieri, autogestione sui posti di lavoro. Una risposta che rifiuta le forme di delega che imprigionano la volontà di cambiare questo sistema che mostra, ogni giorno di più, i propri limiti. Una risposta che ha saputo aggregare intorno a se decine di migliaia di persone, lavoratori, studenti, disoccupati, greci e immigrati, perché la lotta è di tutti gli sfruttati, quale che sia la loro provenienza. Una risposta che fa paura ai padroni e allo stato perché dimostra che non solo esiste un'alternativa all'atomizzazione sociale, all'alienazione e allo sfruttamento ma che questa alternativa è necessaria, oggi più che mai.
È necessaria perché è oramai evidente che il dominio di stato e capitale non fanno altro che distruggere qualsiasi rapporto sociale che non sia mediato dal denaro o da relazioni di dominio. Necessaria perché la crisi che sta impoverendo i ceti popolari e i ceti medi non è altro che l'ennesima ruberia operata da chi gestisce soldi e potere.
Le compagne e i compagni greci hanno saputo costruire una risposta a questo crimine e per questo sono sotto attacco da parte della polizia, che ha dichiarato di voler sgomberare tutte le occupazioni elleniche, sostenuta in questo dai paramilitari nazisti di Alba Dorata. Non è un caso che in tempi di crisi e di mobilitazioni popolari gli apparati dello stato ricorrano alla bassa manovalanza fascista. Così fu in Italia nel Biennio Rosso, così è in Grecia nel 2013.
E infatti la Grecia non è distante dalla penisola italiana. Anche qui lo stato sta spazzando via i risultati di un secolo di lotte operaie e popolari. Anche qui si attaccano i movimenti sociali, si sgomberano i posti occupati, si pestano i lavoratori in lotta, si gasano gli studenti, si bastona chi si oppone alla devastazione ambientale e al militarismo. Per questo è necessario rifiutare la visione nazionalista della crisi, quella che ciancia di sovranità monetaria e nazionale come risposta all'Europa delle banche, di differenze antropologiche che generano la crisi, richiamandosi alle più tristi tesi razziste; una visione distorta che garantirà un maggiore rafforzamento dei dispositivi disciplinari e di dominio dello stato e che si esprime, nella sua forma più compiuta, nel sacrificio delle classi subalterne sull'altare delle guerre nazionaliste.
Le lotte degli anarchici in Grecia sono le nostre lotte, le nostre lotte sono quelle degli anarchici greci. Così come sono nostre le lotte di chi, ovunque nel mondo, si oppone allo sfruttamento classista, razzista e sessista, e costruisce, quotidianamente, una società di liberi ed eguali.
Invitiamo tutto il movimento alla massima solidarietà possibile.



Mozione Antimilitarista approvata dal Convegno nazionale della FAI, Jesi 13-14 ottobre 2012

Il convegno della Federazione Anarchica Italiana, riunito ad Jesi nei giorni 13 e 14 ottobre 2012, approva la seguente mozione:

"Siamo in guerra", è la parola d'ordine che unisce le istituzioni e le forze politiche, i rappresentanti dei sindacati di Stato, la Chiesa e i comandi militari.
"Competitività" significa guerra commerciale per aprire nuovi mercati alle merci italiane, "coesione sociali" vuol dire guerra interna, aggressione ai diritti, al reddito dei lavoratori e dei ceti popolari, repressione contro le lotte e chi dissente; "missione di pace" vuol dire aggressione imperialista per definire i rapporti di forza fra gli stati e accaparrarsi le risorse naturali.
Il governo italiano è allineato con le politiche di austerità predicate dall'Unione Europea: mentre ci dicono che i soldi non ci sono, si spendono miliardi per preparare la guerra. 30 miliardi di euro è il totale della spesa bellica dello Stato italiano per il 2011, secondo i calcoli dell'Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma, oltre 10 miliardi di euro saranno spesi nei prossimi anni per l'acquisto di cacciabombardieri F35, per le missioni all'estero il Governo spende 1,4 miliardi di euro.
Intanto l'industria bellica fa affari d'oro; dall'aerospaziale alle piccole armi, le commesse statali arricchiscono i capitalisti; e le esigenze delle attività militari invadono parchi naturali, terreni agricoli, e spazi di vita quotidiana, provocando danni alla vita e alla salute degli abitanti delle zone circostanti.
Le forze armate italiane sono presenti in tredici teatri di guerra; il "tecnico" messo a capo del ministero della Difesa, l'ammiraglio Di Paola, inserito agli alti livelli della struttura di comando della NATO, ha autorizzato gli aerei italiani a bombardare gli afghani, mentre dopo la guerra in Libia si preparano nuove avventure militari.

Non può esistere una battaglia contro le misure di austerità del governo senza una lotta contro il militarismo e la guerra.

La lotta per la riconversione dell'industria bellica, contro le spese militari, per il ritiro delle truppe all'estero, contro le nuove installazioni, così come contro la militarizzazione delle città, sono aspetti fondamentali dell'impegno per una società più libera e più giusta.

La celebrazione delle guerre passate serve a giustificare quelle presenti, a preparare le guerre future; le macerie, la sofferenza, le miserie, i massacri: questi sono i risultati delle guerre, nelle guerre non c'è niente da festeggiare!

Il militarismo e la guerra trovano una crescente opposizione: proprio in queste settimane, dal nord al sud d'Italia si sono succedute mobilitazioni contro l'industria bellica e le nuove installazioni militari, culminate nella riuscita mobilitazione contro il MUOS a Niscemi.

La Federazione Anarchica Italiana (F.A.I.) sostiene queste mobilitazioni e invita a rilanciare l'impegno contro l'industria bellica, il militarismo e la guerra.

Il prossimo 27 ottobre a Pisa la Brigata Paracadutisti Folgore commemorerà il 70mo anniversario della battaglia di El Alamein. E' una parata che unisce alla retorica guerrafondaia la riabilitazione del  regime fascista e della sua guerra.

Le realtà antimilitariste della città, fra cui gli anarchici, hanno già deciso di dare una risposta. La F.A.I. sostiene le iniziative che saranno prese ed invita a partecipare ad esse.

Il 26 ottobre alcuni antimilitaristi torinesi andranno sotto processo, accusati di vilipendio alle forze armate e alla bandiera: rischiano il carcere. La F.A.I. esprime la propria solidarietà alle vittime dell'ottusità militarista, a chi rischia di essere condannato per aver espresso la propria opinione.

La Federazione Anarchica Italiana si impegna a dare continuità all'azione antimilitarista, a partire dalla contestazione alle celebrazioni del 4 novembre.



22-23 settembre

Iniziative in solidarietà con i compagni bielorussi.

IFA: Appello di solidarietà verso i compagni bielorussi detenuti

L'IFA fa appello alla solidarietà verso i detenuti politici in Bielorussia, fra i quali i nostri compagni anarchici. E' passato molto tempo dall'ultimo appello alla solidarietà verso gli anarchici bielorussi. Oggi occorre con urgenza una nuova ondata di solidarietà, per far sì che escano dalle carceri. Per questo invitiamo a partecipare alla mobilitazione in solidarietà con i detenuti politici bielorussi il 22 e 23 di settembre 2012 (giorno delle elezioni parlamentari).
Gli attivisti Ihar Alinevich, Mikalai Dziadok, Artsiom Prakapenka, Pavel Syramolatau, Aliaksandr Frantskievich, Jauhen Vas'kovich imprigionati nell'autunno 2010 e inverno 2011 e poi condannati a pene da 3 a 8 anni di carcere nel maggio 2011 per una serie di attacchi ai simboli dello stato e del capitale, sono alla fine del loro secondo anno di prigione. Durante questo periodo i loro compagni e parenti hanno fatto del loro meglio per aiutarli ad avere migliori condizioni di detenzione e liberarli. Nell'ottobre 2011 sono stati riconosciuti come prigionieri politici da parte di organizzazioni per la tutela dei diritti umani. Questo fatto ha dato loro migliori possibilità di essere liberati al più presto, perché in questo momento il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko è sottoposto a pressioni da parte dell'Unione Europea per depenalizzare i reati politici e liberare i prigionieri a causa di tali reati. Dall'agosto 2011 ha anche amnistiato più di 30 di questi ma nessuno dei nostri compagni è stato liberato. Lukashenko ha detto pubblicamente che amnistierà soltanto coloro che avanzeranno una richiesta di grazia ammettendo la propria colpa e chiedendogli personalmente perdono e che tutti gli altri resteranno in prigione. Infatti a tutti i prigionieri anarchici è stato proposto diverse volte di firmare questa domanda. 5 di loro hanno rifiutato. Artsiom Prakapenka ha firmato dietro pressione ma è tuttora in carcere. Oggi in Bielorussia ci sono ancora 15 prigionieri politici fra i quali 5 nostri compagni e in più un altro incarcerato per un'azione di solidarietà con loro.
Tutti i prigionieri politici sono sottoposti a diverse forme di pressione da parte delle amministrazioni delle prigioni dove sono rinchiusi, perché Lukashenko vuole uscire da questa situazione come vincitore e far sembrare che non sia stata l'Unione Europea a forzarlo a liberare i prigionieri politici per paura di sanzioni politiche ed economiche. I casi di pressione sui prigionieri comprendono: trasferimenti in altri stabilimenti penali, privazione di aiuti alimentari dall'esterno, privazione e diminuzione di visite dei parenti, negazione di telefonate, ritardi nella consegna delle lettere, isolamento, trasferimenti in reparti carcerari a regime speciale, ecc.
Le Federazioni Anarchiche riunite al Congresso IFA si oppongono fermamente al fatto che i nostri compagni siano scambiati per benefici dall'Unione Europea e condannano le pressioni alle quali sono sottoposti. Facciamo appello alla protesta di tutti il 22 e 23 settembre contro queste torture e chiediamo l'immediata liberazione dei prigionieri politici bielorussi compresi gli anarchici.


Arresti a Trento. Teoremi e manette

L'operazione "Ixoditae", ("zecche") frutto di un immaginario poliziesco di chiara impronta fascista, è solo l'ultima di una lunga serie di attacchi della magistratura contro l'opposizione politica e sociale.
Gli anarchici - più di chiunque - finiscono nel mirino, perché la critica radicale allo Stato e al capitalismo si sostanzia nella capacità di lotta, nella costruzione di percorsi di autogestione e di autonomia dall'istituito, nella consapevolezza che un percorso rivoluzionario è necessario perché la ferocia dello sfruttamento e della gerarchia vengano spezzate.
Oggi più che nel recente passato la magistratura si è assunta il compito di farla pagare a quanti, in uno scontro sociale che non potrà che farsi più duro, propongono una diversa organizzazione sociale, senza sfruttamento, senza proprietà privata, senza istituzioni statuali.
L'utilizzo di reati associativi, o di reati che presuppongono una responsabilità collettiva al di là delle responsabilità individuali, sono stati in questi anni l'arma di guerra usata dalla magistratura per privare della libertà chi si oppone all'ordine costituito.
Intendiamoci.
Non ci stupisce che i giudici perseguano chi viola le regole imposte dallo Stato, chi non ne accetta l'autorità e vuole un assetto sociale senza stato.
La democrazia, che vanta la propria capacità e volontà di accettare il dissenso, mostra la propria attitudine intrinsecamente disciplinare nei confronti di chi vuole cambiare le regole di un gioco truccato sin dalla sua costituzione formale. Una costituzione che - a parole - sancisce l'uguaglianza formale tra diseguali.
I reati associativi sono reati politici. L'esistenza stessa di una legislazione che li prevede è il segno che le dichiarazioni altisonanti dei magistrati che dicono di voler perseguire fatti specifici non sono che fumo negli occhi. Non a caso i "fatti specifici" che vengono incollati alle accuse associative sono per lo più gesti di protesta sociale, comuni a tutti i movimenti, come i blocchi, le scritte, le manifestazioni spontanee, la violazione di zone militari o la solidarietà attiva con gli esclusi dalle tutele riservate ai ricchi.
Quando la magistratura non utilizza i reati associativi, che consentono arresti e lunghe detenzioni, di fatto, ripetiamo, si ispira comunque al principio della responsabilità collettiva. L'inchiesta contro i No Tav accusati della resistenza all'occupazione militare della Maddalena in Val Susa ne è un esempio molto chiaro.
Lo stesso principio è stato adottato verso gli antirazzisti torinesi inizialmente accusati di associazione a delinquere, che sono stati comunque rinviati a giudizio collettivamente, nonostante il reato associativo non abbia retto al giudizio del riesame.
L'inchiesta per associazione sovversiva che ha privato della libertà due anarchici trentini e ne investe altri 43, come tante altre che l'hanno preceduta, è il segno chiaro della difficoltà che hanno oggi le istituzioni di fronte all'estendersi - anche al di là del movimento anarchico nelle sue tante articolazioni - di una critica radicale ad un sistema di relazioni sociali che distrugge il pianeta e condanna ad una vita miserabile miliardi di esseri umani.
La violenza estrema dello sfruttamento e dell'oppressione relega la maggior parte degli abitanti del pianeta nell'inferno degli ultimi. Un inferno più fondo e più buio di un secolo fa. La piramide sociale è sempre più aguzza: i tempi delle socialdemocrazie sono passati, le logiche disciplinari si impongono a livello planetario, sullo sfondo dello scontro sempre più duro per un'egemonia che vede nuovi agguerriti protagonisti scendere in campo.
Le logiche feroci del conflitto tra potenze non lasciano più spazio per la mediazione con le opposizioni politiche e sociali neppure nei paesi ricchi.
Questa realtà asfittica e disumana ci racconta dell'urgenza dell'anarchia, dell'urgenza di un agire rivoluzionario che spezzi la piramide e apra un tempo altro.
L'estendersi di un desiderio di partecipazione diretta alle scelte che li riguardano di sempre più persone, che rifiutano, nei fatti, di dare fiducia ad un sistema che garantisce solo il dominio e la gerarchia, fa paura. E fanno ancora più paura coloro che queste idee sovversive le praticano e le offrono come possibilità a coloro che incontrano.
Una possibilità che, nonostante gli apparati di cui dispongono, fa tremare governanti e padroni.

Uno Stato che uccide, bombarda, tortura cerca di seppellire con anni di galera chi non si piega al suo ordine. Vogliamo liberi tutti.

La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana
cdc@federazioneanarchica.org
tel. 333 3275690


Solidarietà ai compagni peruviani dal congresso IFA

L'IFA esprime la propris solidarietà con il movimento sociale in Perù che si oppone ai progetti minerari e in particolare il progetto CONGA. A poco a poco, il governo sta sprecando le risorse naturali del paese per il profitto delle multinazionali. Con la vendita della terra, il Perù non solo priva la popolazione dei vantaggi delle operazioni di estrazione, ma distrugge anche in modo permanente gli ecosistemi e l'economia locale, con l'inquinamento dell'acqua e del suolo, rovinando la base agricola della regione.
In Cajamarca, la lotta per garantire l'accesso all'acqua e il diritto delle persone di fare uso della terra in cui vivono è legittima e deve essere sostenuta.
L'IFA è inorridita dalla repressione che ha già lasciato cinque morti a Cajamarca durante lo stato d'emergenza. Le manifestazioni sono state brutalmente sedate e ci sono state diverse sparizioni. Inoltre, l'IFA offre tutto il suo sostegno ai compagni della USL che sono impegnati nella lotta e le attività della loro organizzazione, e che subiscono la pressione e i soprusi della polizia. Sulla stampa sono trattati come terroristi.
IFA farà tutto il possibile per creare solidarietà concreta con i suoi compagni peruviani.

CONGA non va! Viva los que Luchan!


Appello del Congresso IFA di Saint Imier, 9-12 agosto 2012, a tutti gli sfruttati e oppressi del mondo

La riunione di Saint Imier ha permesso a numerosi gruppi e militanti aderenti o non aderenti a federazioni affiliate all'IFA, di incontrarsi.
L'IFA intende prendersi il tempo di fare il bilancio di questi cinque giorni intensi.

140 anni fa, in questa cittadina, fu fondato un movimento internazionale di anti-autoritari, che ebbe un ruolo fondamentale nella creazione di un movimento anarchico organizzato. Il suo scopo era ed è ancora oggi una trasformazione sociale profonda. In questo senso abbiamo partecipato come IFA all'International Meeting di Saint Imier. Quel che proponiamo è il miglior tipo possibile di società che l'umanità possa realizzare. Vogliamo creare un mondo in cui ci sia la completa eguaglianza economica, per la quale noi intendiamo che non ci debba essere proprietà personale ma che si produca e si consumi ogni cosa collettivamente senza bisogno di denaro.

Oltre all'uguaglianza economica ci dovrà essere il massimo di libertà personale, questo significa vivere come desideriamo e che nessuno possa farci qualcosa che non vogliamo, o impedirci di fare quello che noi vogliamo, purché questo non limiti la libertà degli altri.
Dunque non ci sarà alcun tipo di gerarchia e di oppressione. Non ci sarà bisogno di uno Stato o della polizia, perché non avremo bisogno né di controllare né di esercitare coercizione. Non ci sarà bisogno di guerre o conflitti globali, dal momento che non avremo nemici politici e non necessiteremo né vorremo appropriarci delle risorse di chicchessia.

Questo è quello che noi chiamiamo anarchia.

Gli anarchici rifiutano l'idea che sia della natura umana sfruttare qualcun altro e di non essere uguali. E' in questo modo che i governanti e gli stati hanno mantenuto l'attuale sistema attraverso la storia. Tale bugia giustifica il capitalismo come un sistema naturale. Ci dicono che c'è una crisi del capitalismo, ma è il capitalismo stesso la crisi. Si tratta di un sistema recente in termini storici, che ha già messo diverse volte l'umanità in ginocchio prima di generare la situazione attuale. Ma tutti nel mondo hanno capito questa menzogna e stanno resistendo contro lo Stato e il capitale come non mai in precedenza, e stanno coordinando i propri sforzi superando le frontiere nazionali. Questo rende la società anarchica più realizzabile che mai.
L'Anarchia non è utopia. Ovviamente, affinché una tale società funzioni, molte cose dovranno per prima cosa cambiare e il nostro compito ora è di lavorare per queste ampie trasformazioni e produrre un'analisi che sia utile per realizzarle. La classe lavoratrice, per cui intendiamo tutte le persone sfruttate - noi compresi -, deve agire come un movimento di massa. In particolare non deve affidare la lotta a nuovi leaders con vecchie idee ma decidere il suo proprio cammino.

Oggi i movimenti sociali stanno praticando nuove forme di organizzazione fortemente ispirate dall'anarchismo, ad esempio la pratica dell'azione diretta contro gli ostacoli, e sperimentando forme organizzative non gerarchiche. Questo include movimenti studenteschi, azioni contro la distruzione del mondo naturale e delle risorse comuni, lotte anti-militariste, lotte contro i summit del G8 e il capitalismo in generale, e più recentemente la lotta contro l'austerità che unisce la classe lavoratrice internazionale. Movimenti come Occupy, gli Indignados e simili, per l'auto-organizzazione e contro il sistema bancario, hanno dimostrato l'importanza dell'utilizzo dell'azione diretta per conquistare lo spazio pubblico. Le rivolte negli ultimi decenni dei popoli indigeni oppressi come gli Zapatisti, hanno ispirato i nuovi movimenti sociali e hanno influenzato lo stesso anarchismo. Questi nuovi movimenti praticano ampie assemblee per prendere decisioni assieme, senza leaders. Essi praticano un sistema decisionale orizzontale e si uniscono in maniera federale come organizzazioni dotate della stessa dignità, senza apparati decisionali al proprio centro.

Ma questi tentativi spesso non arrivano allo scopo, poiché una trasformazione sociale significativa necessita anche di un cambiamento come individui. Noi cerchiamo di essere liberi ed uguali come individui ma ci deve anche essere responsabilità volontaria, personale e esserci auto-organizzazione. La classe lavoratrice stessa contiene divisioni, oppressioni e gerarchie che non scompaiono solo perché noi non vogliamo avere governanti ed essere uguali. Come membri della classe lavoratrice dobbiamo in primo luogo combattere internamente contro i nostri stessi razzismo, sessismo e attitudini patriarcali, nell'attitudine come nella pratica. Allo stesso modo noi combattiamo l'affermazione che l'eterosessualità sia la norma o che categorie chiaramente definite come "maschio" e "femmina" siano "normali". Dobbiamo identificare e combattere discriminazioni e stereotipi sulla base dell'età e dell'abilità. Finché le ineguaglianze interiorizzate e il rispetto delle gerarchie non sia identificato e abolito non possiamo essere liberi, per questo scopo noi le identifichiamo e le combattiamo nei movimenti sociali e nelle organizzazioni dei lavoratori come nella società in generale.

Infine per creare questa società libera ed ugualitaria la stessa classe lavoratrice deve sconfiggere i governanti e il capitale. Chiamiamo questo rivoluzione sociale. Noi anarchici cerchiamo di costruire nella classe lavoratrice fiducia nella nostra abilità di conseguire il risultato il più rapidamente e il meno violentemente possibile. Dapprima attraverso l'unione con altri lavoratori per vincere piccole battaglie, ma lo facciamo meglio attraverso l'azione diretta e non attraverso riforme e trattative coi padroni. L'azione diretta significa non aspettare ma assumersi tutti le proprie responsabilità. Abbiamo bisogno di sostenere le rispettive lotte attraverso il mutuo appoggio. Questo significa solidarietà pratica in tempi di difficoltà. Aiutarci l'uno con l'altro quotidianamente dimostra a tutti quello che siamo. Quindi pratichiamo l'Anarchia ora, per quanto possibile, nel modo in cui ci organizziamo e lottiamo per dimostrare che una società anarchica è realizzabile. 

Salutiamo questi compagni del passato, il loro lavoro e i sacrifici personali che hanno fatto per l'emancipazione umana. Continuiamo il loro lavoro, sviluppiamo criticamente le loro idee e le applichiamo alla nostra situazione. Loro saluterebbero a loro volta la classe lavoratrice mondiale attuale in questo punto della sua storia, dal momento in cui si batte per la vera libertà e la vera uguaglianza.

L'IFA Ha affrontato questi temi nelle cinque giornate di congresso soffermandosi in particolare sui seguenti temi:

- crisi economica e lotte sociali
- solidarietà internazionale
- anti-militarismo
- anti-nucleare ed energie alternative
- migrazione

Su queste basi l'IFA. rilancia la propria attività e invita tutti gli sfruttati alla lotta per la trasformazione della società per l'Anarchia.


Comunicato della Commissione Relazioni Internazionali della FAI

"Dal 8 al 12 agosto 2012 a St. Imier (Giura Bernese, CH) si terrà un incontro internazionale tra libertari di ogni genere ma anche gente qualsiasi interessata a fare conoscenza o conoscere meglio i differenti movimenti anarchici. Questo "Mondiale dell'Anarchismo" sarà una commemorazione della prima internazionale anti-autoritaria che fu organizzata nel 1872, proprio a St Imier, in risposta all'internazionale di Marx. Il mondo nel frattempo è cambiato notevolmente, per lo meno sotto certi aspetti, le correnti libertarie si sono evolute nel tempo e questo incontro ne sarà rappresentativo. Una cosa però è certa: il tempo non ha diminuito in nessun modo l'oppressione dei potenti sui più deboli. Questo incontro esporrà metodi di resistenza molteplici sotto forme variate e diverse". [Leggi il comunicato completo]



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Umanità Nova è il settimanale anarchico pubblicato dalla Federazione.

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frase tratta dal programma anarchico
 [da: IL PROGRAMMA ANARCHICO (1919) di Errico Malatesta]














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