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I compagni e le
compagne della Federazione Anarchica Italiana riuniti in convegno a
Milano il 13 gennaio 2013 esprimono la loro solidarietà ai
compagni e alle compagne della Federazione Anarchica Torinese e a tutti
gli antirazzisti e le antirazziste che andranno sotto processo il 27
febbraio 2013.
Decidono di lanciare una sottoscrizione nazionale per la copertura
della spese legali.
Lanciano una campagna nazionale di solidarietà in difesa dei
compagni inquisiti.
Il Convegno Nazionale
della FAI riunito a Milano esprime la propria solidarietà ai
compagni greci che in questi ultimi giorni sono stati violentemente
attaccati dalla polizia ellenica. Abbiamo assistito agli sgomberi di
Villa Amalias e di Skaramaga, storici squat ateniesi simbolo del
movimento e all'arresto di un centinaio di solidali che avevano
rioccupato lo stabile di Villa Amalias.
Il movimento anarchico in Grecia ha saputo costruire, in questi anni,
una forte risposta dal basso allo spietato attacco condotto contro i
lavoratori.
Una risposta fatta di azioni dirette, riappropriazione di spazi fisici,
organizzazione di assemblee popolari nei quartieri, autogestione sui
posti di lavoro. Una risposta che rifiuta le forme di delega che
imprigionano la volontà di cambiare questo sistema che
mostra, ogni giorno di più, i propri limiti. Una risposta
che ha saputo aggregare intorno a se decine di migliaia di persone,
lavoratori, studenti, disoccupati, greci e immigrati, perché
la lotta è di tutti gli sfruttati, quale che sia la loro
provenienza. Una risposta che fa paura ai padroni e allo stato
perché dimostra che non solo esiste un'alternativa
all'atomizzazione sociale, all'alienazione e allo sfruttamento ma che
questa alternativa è necessaria, oggi più che mai.
È necessaria perché è oramai evidente
che il dominio di stato e capitale non fanno altro che distruggere
qualsiasi rapporto sociale che non sia mediato dal denaro o da
relazioni di dominio. Necessaria perché la crisi che sta
impoverendo i ceti popolari e i ceti medi non è altro che
l'ennesima ruberia operata da chi gestisce soldi e potere.
Le compagne e i compagni greci hanno saputo costruire una risposta a
questo crimine e per questo sono sotto attacco da parte della polizia,
che ha dichiarato di voler sgomberare tutte le occupazioni elleniche,
sostenuta in questo dai paramilitari nazisti di Alba Dorata. Non
è un caso che in tempi di crisi e di mobilitazioni popolari
gli apparati dello stato ricorrano alla bassa manovalanza fascista.
Così fu in Italia nel Biennio Rosso, così
è in Grecia nel 2013.
E infatti la Grecia non è distante dalla penisola italiana.
Anche qui lo stato sta spazzando via i risultati di un secolo di lotte
operaie e popolari. Anche qui si attaccano i movimenti sociali, si
sgomberano i posti occupati, si pestano i lavoratori in lotta, si
gasano gli studenti, si bastona chi si oppone alla devastazione
ambientale e al militarismo. Per questo è necessario
rifiutare la visione nazionalista della crisi, quella che ciancia di
sovranità monetaria e nazionale come risposta all'Europa
delle banche, di differenze antropologiche che generano la crisi,
richiamandosi alle più tristi tesi razziste; una visione
distorta che garantirà un maggiore rafforzamento dei
dispositivi disciplinari e di dominio dello stato e che si esprime,
nella sua forma più compiuta, nel sacrificio delle classi
subalterne sull'altare delle guerre nazionaliste.
Le lotte degli anarchici in Grecia sono le nostre lotte, le nostre
lotte sono quelle degli anarchici greci. Così come sono
nostre le lotte di chi, ovunque nel mondo, si oppone allo sfruttamento
classista, razzista e sessista, e costruisce, quotidianamente, una
società di liberi ed eguali.
Invitiamo tutto il movimento alla massima solidarietà
possibile.
L'IFA fa appello alla solidarietà verso i detenuti
politici
in Bielorussia, fra i quali i nostri compagni anarchici. E' passato
molto tempo dall'ultimo appello alla solidarietà verso gli
anarchici bielorussi. Oggi occorre con urgenza una nuova ondata di
solidarietà, per far sì che escano dalle carceri.
Per questo invitiamo a partecipare alla mobilitazione in
solidarietà con i detenuti politici bielorussi il 22
e 23 di
settembre 2012 (giorno delle elezioni parlamentari).
Gli attivisti Ihar Alinevich, Mikalai Dziadok, Artsiom Prakapenka,
Pavel Syramolatau, Aliaksandr Frantskievich, Jauhen Vas'kovich
imprigionati nell'autunno 2010 e inverno 2011 e poi condannati a pene
da 3 a 8 anni di carcere nel maggio 2011 per una serie di attacchi ai
simboli dello stato e del capitale, sono alla fine del loro secondo
anno di prigione. Durante questo periodo i loro compagni e parenti
hanno fatto del loro meglio per aiutarli ad avere migliori condizioni
di detenzione e liberarli. Nell'ottobre 2011 sono stati riconosciuti
come prigionieri politici da parte di organizzazioni per la tutela dei
diritti umani. Questo fatto ha dato loro migliori
possibilità di essere liberati al più presto,
perché in questo momento il presidente della Bielorussia
Alexander Lukashenko è sottoposto a pressioni da parte
dell'Unione Europea per depenalizzare i reati politici e liberare i
prigionieri a causa di tali reati. Dall'agosto 2011 ha anche amnistiato
più di 30 di questi ma nessuno dei nostri compagni
è stato liberato. Lukashenko ha detto pubblicamente che
amnistierà soltanto coloro che avanzeranno una richiesta di
grazia ammettendo la propria colpa e chiedendogli personalmente perdono
e che tutti gli altri resteranno in prigione. Infatti a tutti i
prigionieri anarchici è stato proposto diverse volte di
firmare questa domanda. 5 di loro hanno rifiutato. Artsiom Prakapenka
ha firmato dietro pressione ma è tuttora in carcere. Oggi in
Bielorussia ci sono ancora 15 prigionieri politici fra i quali 5 nostri
compagni e in più un altro incarcerato per un'azione di
solidarietà con loro.
Tutti i prigionieri politici sono sottoposti a diverse forme di
pressione da parte delle amministrazioni delle prigioni dove sono
rinchiusi, perché Lukashenko vuole uscire da questa
situazione come vincitore e far sembrare che non sia stata l'Unione
Europea a forzarlo a liberare i prigionieri politici per paura di
sanzioni politiche ed economiche. I casi di pressione sui prigionieri
comprendono: trasferimenti in altri stabilimenti penali, privazione di
aiuti alimentari dall'esterno, privazione e diminuzione di visite dei
parenti, negazione di telefonate, ritardi nella consegna delle lettere,
isolamento, trasferimenti in reparti carcerari a regime speciale, ecc.
Le Federazioni Anarchiche riunite al Congresso IFA si oppongono
fermamente al fatto che i nostri compagni siano scambiati per benefici
dall'Unione Europea e condannano le pressioni alle quali sono
sottoposti. Facciamo appello alla protesta di tutti il 22 e 23
settembre contro queste torture e chiediamo l'immediata liberazione dei
prigionieri politici bielorussi compresi gli anarchici.
L'operazione "Ixoditae", ("zecche") frutto di un immaginario poliziesco
di chiara impronta fascista, è solo l'ultima di una lunga
serie di attacchi della magistratura contro l'opposizione politica e
sociale.
Gli anarchici - più di chiunque - finiscono nel mirino,
perché la critica radicale allo Stato e al capitalismo si
sostanzia nella capacità di lotta, nella costruzione di
percorsi di autogestione e di autonomia dall'istituito, nella
consapevolezza che un percorso rivoluzionario è necessario
perché la ferocia dello sfruttamento e della gerarchia
vengano spezzate.
Oggi più che nel recente passato la magistratura si
è assunta il compito di farla pagare a quanti, in uno
scontro sociale che non potrà che farsi più duro,
propongono una diversa organizzazione sociale, senza sfruttamento,
senza proprietà privata, senza istituzioni statuali.
L'utilizzo di reati associativi, o di reati che presuppongono una
responsabilità collettiva al di là delle
responsabilità individuali, sono stati in questi anni l'arma
di guerra usata dalla magistratura per privare della libertà
chi si oppone all'ordine costituito.
Intendiamoci.
Non ci stupisce che i giudici perseguano chi viola le regole imposte
dallo Stato, chi non ne accetta l'autorità e vuole un
assetto sociale senza stato.
La democrazia, che vanta la propria capacità e
volontà di accettare il dissenso, mostra la propria
attitudine intrinsecamente disciplinare nei confronti di chi vuole
cambiare le regole di un gioco truccato sin dalla sua costituzione
formale. Una costituzione che - a parole - sancisce l'uguaglianza
formale tra diseguali.
I reati associativi sono reati politici. L'esistenza stessa di una
legislazione che li prevede è il segno che le dichiarazioni
altisonanti dei magistrati che dicono di voler perseguire fatti
specifici non sono che fumo negli occhi. Non a caso i "fatti specifici"
che vengono incollati alle accuse associative sono per lo
più gesti di protesta sociale, comuni a tutti i movimenti,
come i blocchi, le scritte, le manifestazioni spontanee, la violazione
di zone militari o la solidarietà attiva con gli esclusi
dalle tutele riservate ai ricchi.
Quando la magistratura non utilizza i reati associativi, che consentono
arresti e lunghe detenzioni, di fatto, ripetiamo, si ispira comunque al
principio della responsabilità collettiva. L'inchiesta
contro i No Tav accusati della resistenza all'occupazione militare
della Maddalena in Val Susa ne è un esempio molto chiaro.
Lo stesso principio è stato adottato verso gli antirazzisti
torinesi inizialmente accusati di associazione a delinquere, che sono
stati comunque rinviati a giudizio collettivamente, nonostante il reato
associativo non abbia retto al giudizio del riesame.
L'inchiesta per associazione sovversiva che ha privato della
libertà due anarchici trentini e ne investe altri 43, come
tante altre che l'hanno preceduta, è il segno chiaro della
difficoltà che hanno oggi le istituzioni di fronte
all'estendersi - anche al di là del movimento anarchico
nelle sue tante articolazioni - di una critica radicale ad un sistema
di relazioni sociali che distrugge il pianeta e condanna ad una vita
miserabile miliardi di esseri umani.
La violenza estrema dello sfruttamento e dell'oppressione relega la
maggior parte degli abitanti del pianeta nell'inferno degli ultimi. Un
inferno più fondo e più buio di un secolo fa. La
piramide sociale è sempre più aguzza: i tempi
delle socialdemocrazie sono passati, le logiche disciplinari si
impongono a livello planetario, sullo sfondo dello scontro sempre
più duro per un'egemonia che vede nuovi agguerriti
protagonisti scendere in campo.
Le logiche feroci del conflitto tra potenze non lasciano più
spazio per la mediazione con le opposizioni politiche e sociali neppure
nei paesi ricchi.
Questa realtà asfittica e disumana ci racconta dell'urgenza
dell'anarchia, dell'urgenza di un agire rivoluzionario che spezzi la
piramide e apra un tempo altro.
L'estendersi di un desiderio di partecipazione diretta alle scelte che
li riguardano di sempre più persone, che rifiutano, nei
fatti, di dare fiducia ad un sistema che garantisce solo il dominio e
la gerarchia, fa paura. E fanno ancora più paura coloro che
queste idee sovversive le praticano e le offrono come
possibilità a coloro che incontrano.
Una possibilità che, nonostante gli apparati di cui
dispongono, fa tremare governanti e padroni.
Uno Stato che uccide, bombarda, tortura cerca di seppellire con anni di
galera chi non si piega al suo ordine. Vogliamo liberi tutti.
La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana
cdc@federazioneanarchica.org
tel. 333 3275690
L'IFA esprime la propris solidarietà con il movimento
sociale in Perù che si oppone ai progetti minerari e in
particolare il progetto CONGA. A poco a poco, il governo sta sprecando
le risorse naturali del paese per il profitto delle multinazionali. Con
la vendita della terra, il Perù non solo priva la
popolazione dei vantaggi delle operazioni di estrazione, ma distrugge
anche in modo permanente gli ecosistemi e l'economia locale, con
l'inquinamento dell'acqua e del suolo, rovinando la base agricola della
regione.
In Cajamarca, la lotta per garantire l'accesso all'acqua e il diritto
delle persone di fare uso della terra in cui vivono è
legittima e deve essere sostenuta.
L'IFA è inorridita dalla repressione che ha già
lasciato cinque morti a Cajamarca durante lo stato d'emergenza. Le
manifestazioni sono state brutalmente sedate e ci sono state diverse
sparizioni. Inoltre, l'IFA offre tutto il suo sostegno ai compagni
della USL che sono impegnati nella lotta e le attività della
loro organizzazione, e che subiscono la pressione e i soprusi della
polizia. Sulla stampa sono trattati come terroristi.
IFA farà tutto il possibile per creare
solidarietà concreta con i suoi compagni peruviani.
CONGA non va! Viva los que Luchan!
La riunione di Saint Imier ha permesso a numerosi gruppi e militanti
aderenti o non aderenti a federazioni affiliate all'IFA, di incontrarsi.
L'IFA intende prendersi il tempo di fare il bilancio di questi cinque
giorni intensi.
140 anni fa, in questa cittadina, fu fondato un movimento internazionale di anti-autoritari, che ebbe un ruolo fondamentale nella creazione di un movimento anarchico organizzato. Il suo scopo era ed è ancora oggi una trasformazione sociale profonda. In questo senso abbiamo partecipato come IFA all'International Meeting di Saint Imier. Quel che proponiamo è il miglior tipo possibile di società che l'umanità possa realizzare. Vogliamo creare un mondo in cui ci sia la completa eguaglianza economica, per la quale noi intendiamo che non ci debba essere proprietà personale ma che si produca e si consumi ogni cosa collettivamente senza bisogno di denaro.
Oltre all'uguaglianza economica ci dovrà essere il massimo
di libertà personale, questo significa vivere come
desideriamo e che nessuno possa farci qualcosa che non vogliamo, o
impedirci di fare quello che noi vogliamo, purché questo non
limiti la libertà degli altri.
Dunque non ci sarà alcun tipo di gerarchia e di oppressione.
Non ci sarà bisogno di uno Stato o della polizia,
perché non avremo bisogno né di controllare
né di esercitare coercizione. Non ci sarà bisogno
di guerre o conflitti globali, dal momento che non avremo nemici
politici e non necessiteremo né vorremo appropriarci delle
risorse di chicchessia.
Questo è quello che noi chiamiamo anarchia.
Gli anarchici rifiutano l'idea che sia della natura umana sfruttare
qualcun altro e di non essere uguali. E' in questo modo che i
governanti e gli stati hanno mantenuto l'attuale sistema attraverso la
storia. Tale bugia giustifica il capitalismo come un sistema naturale.
Ci dicono che c'è una crisi del capitalismo, ma è
il capitalismo stesso la crisi. Si tratta di un sistema recente in
termini storici, che ha già messo diverse volte
l'umanità in ginocchio prima di generare la situazione
attuale. Ma tutti nel mondo hanno capito questa menzogna e stanno
resistendo contro lo Stato e il capitale come non mai in precedenza, e
stanno coordinando i propri sforzi superando le frontiere nazionali.
Questo rende la società anarchica più
realizzabile che mai.
L'Anarchia non è utopia. Ovviamente, affinché una
tale società funzioni, molte cose dovranno per prima cosa
cambiare e il nostro compito ora è di lavorare per queste
ampie trasformazioni e produrre un'analisi che sia utile per
realizzarle. La classe lavoratrice, per cui intendiamo tutte le persone
sfruttate - noi compresi -, deve agire come un movimento di massa. In
particolare non deve affidare la lotta a nuovi leaders con vecchie idee
ma decidere il suo proprio cammino.
Oggi i movimenti sociali stanno praticando nuove forme di organizzazione fortemente ispirate dall'anarchismo, ad esempio la pratica dell'azione diretta contro gli ostacoli, e sperimentando forme organizzative non gerarchiche. Questo include movimenti studenteschi, azioni contro la distruzione del mondo naturale e delle risorse comuni, lotte anti-militariste, lotte contro i summit del G8 e il capitalismo in generale, e più recentemente la lotta contro l'austerità che unisce la classe lavoratrice internazionale. Movimenti come Occupy, gli Indignados e simili, per l'auto-organizzazione e contro il sistema bancario, hanno dimostrato l'importanza dell'utilizzo dell'azione diretta per conquistare lo spazio pubblico. Le rivolte negli ultimi decenni dei popoli indigeni oppressi come gli Zapatisti, hanno ispirato i nuovi movimenti sociali e hanno influenzato lo stesso anarchismo. Questi nuovi movimenti praticano ampie assemblee per prendere decisioni assieme, senza leaders. Essi praticano un sistema decisionale orizzontale e si uniscono in maniera federale come organizzazioni dotate della stessa dignità, senza apparati decisionali al proprio centro.
Ma questi tentativi spesso non arrivano allo scopo, poiché una trasformazione sociale significativa necessita anche di un cambiamento come individui. Noi cerchiamo di essere liberi ed uguali come individui ma ci deve anche essere responsabilità volontaria, personale e esserci auto-organizzazione. La classe lavoratrice stessa contiene divisioni, oppressioni e gerarchie che non scompaiono solo perché noi non vogliamo avere governanti ed essere uguali. Come membri della classe lavoratrice dobbiamo in primo luogo combattere internamente contro i nostri stessi razzismo, sessismo e attitudini patriarcali, nell'attitudine come nella pratica. Allo stesso modo noi combattiamo l'affermazione che l'eterosessualità sia la norma o che categorie chiaramente definite come "maschio" e "femmina" siano "normali". Dobbiamo identificare e combattere discriminazioni e stereotipi sulla base dell'età e dell'abilità. Finché le ineguaglianze interiorizzate e il rispetto delle gerarchie non sia identificato e abolito non possiamo essere liberi, per questo scopo noi le identifichiamo e le combattiamo nei movimenti sociali e nelle organizzazioni dei lavoratori come nella società in generale.
Infine per creare questa società libera ed ugualitaria la stessa classe lavoratrice deve sconfiggere i governanti e il capitale. Chiamiamo questo rivoluzione sociale. Noi anarchici cerchiamo di costruire nella classe lavoratrice fiducia nella nostra abilità di conseguire il risultato il più rapidamente e il meno violentemente possibile. Dapprima attraverso l'unione con altri lavoratori per vincere piccole battaglie, ma lo facciamo meglio attraverso l'azione diretta e non attraverso riforme e trattative coi padroni. L'azione diretta significa non aspettare ma assumersi tutti le proprie responsabilità. Abbiamo bisogno di sostenere le rispettive lotte attraverso il mutuo appoggio. Questo significa solidarietà pratica in tempi di difficoltà. Aiutarci l'uno con l'altro quotidianamente dimostra a tutti quello che siamo. Quindi pratichiamo l'Anarchia ora, per quanto possibile, nel modo in cui ci organizziamo e lottiamo per dimostrare che una società anarchica è realizzabile.
Salutiamo questi compagni del passato, il loro lavoro e i sacrifici
personali che hanno fatto per l'emancipazione umana. Continuiamo il
loro lavoro, sviluppiamo criticamente le loro idee e le applichiamo
alla nostra situazione. Loro saluterebbero a loro volta la classe
lavoratrice mondiale attuale in questo punto della sua storia, dal
momento in cui si batte per la vera libertà e la vera
uguaglianza.
L'IFA Ha affrontato questi temi nelle cinque giornate di congresso
soffermandosi in particolare sui seguenti temi:
- crisi economica e lotte sociali
- solidarietà internazionale
- anti-militarismo
- anti-nucleare ed energie alternative
- migrazione
Su queste basi l'IFA. rilancia la propria attività e invita
tutti gli sfruttati alla lotta per la trasformazione della
società per l'Anarchia.
"Dal 8 al 12 agosto 2012 a St. Imier (Giura Bernese, CH) si terrà un incontro internazionale tra libertari di ogni genere ma anche gente qualsiasi interessata a fare conoscenza o conoscere meglio i differenti movimenti anarchici. Questo "Mondiale dell'Anarchismo" sarà una commemorazione della prima internazionale anti-autoritaria che fu organizzata nel 1872, proprio a St Imier, in risposta all'internazionale di Marx. Il mondo nel frattempo è cambiato notevolmente, per lo meno sotto certi aspetti, le correnti libertarie si sono evolute nel tempo e questo incontro ne sarà rappresentativo. Una cosa però è certa: il tempo non ha diminuito in nessun modo l'oppressione dei potenti sui più deboli. Questo incontro esporrà metodi di resistenza molteplici sotto forme variate e diverse". [Leggi il comunicato completo]

Su queste pagine è possibile trovare informazioni utili a coloro che vogliono conoscere gli scopi e le attività della Federazione Anarchica Italiana (F.A.I.)

